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	<title>Blog: Scarica Video Porno</title>
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	<description>Culi, Cazzi, Tette, Figa ... Video Gratis</description>
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		<title>Scarica video porno di troia puttana</title>
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		<title>Zoccola sborrata per cazzoni enormi</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 01:10:20 +0000</pubDate>
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		<title>Figa e culi di ragazza troia</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 00:59:25 +0000</pubDate>
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		<title>Rapporti tesi</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 08:00:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì sera, una serata qualunque che minaccia di essere una di quelle noiose serate Invernali passate quì in casa Bazzoli in compagnia della mia ragazza Sara.
Non che non voglia bene alla mia ragazza, no, il problema non e&#8217; questo, e&#8217; che anche questa sera la passeremo su questo odiato divano e soprattutto impossibilitati a fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì sera, una serata qualunque che minaccia di essere una di quelle noiose serate Invernali passate quì in casa Bazzoli in compagnia della mia ragazza Sara.<br />
Non che non voglia bene alla mia ragazza, no, il problema non e&#8217; questo, e&#8217; che anche questa sera la passeremo su questo odiato divano e soprattutto impossibilitati a fare nulla o quasi dalla presenza di Chiara, la sorella della mia ragazza.<br />
Non la sopporto questa smorfiosetta viziata e presuntuosa che ogni volta controlla ogni nostro movimento stando su quella poltrona.<br />
Io mi chiedo, non avrà di meglio da fare?<br />
E&#8217; pure una bella fighetta pur essendo minuta, non avrà qualcuno che se la sbatte?<br />
Mentre faccio questi pensieri, sento che Sara si rigira sotto la coperta in parte a me e mette la sua gamba sopra le mie.<br />
Riconosco questo consumato movimento, ed infatti sento le sue dita che mi sbottonano i jeans e delicatamente me lo tirano fuori.<br />
Il mio migliore amico è ovviamente felice delle attenzioni ed in un tempo nullo è pronto a dare battaglia, anche se limitato negli spazi.<span id="more-274"></span><br />
Sara è particolarmente ispirata stasera, sarà perché sono riuscito ad infilarle una mano nelle mutandine ed ora le sto massaggiando la topina.<br />
Sento gli umori che mi imbrattano le dita e lei che tende ritmicamente i muscoli delle cosce.<br />
La cosa comincia ad eccitarmi più del necessario e non riesco mio malgrado a trattenere un gemito.<br />
Con la coda dell&#8217;occhio vedo Chiara che ci guarda indispettita .<br />
Non le ci vuole molto a notare movimenti sospetti sotto la coperta e dopo pochi attimi di silenzio sbotta contro la sorella :<br />
- le vostre porcherie potreste andare a farle da un&#8217;altra parte ! -<br />
Io non ci vedo più dal nervoso, e con le pulsazioni già a mille per l&#8217;eccitazione la mando a cagare.<br />
- Queste porcherie sarebbe ora cominciassi a farle pure tu, la tua è tutta invidia, scommetto che sei vergine e pure un po&#8217; frigida!!!-<br />
- Io non sono ne vergine ne frigida- mi risponde lei, paonazza in viso e stupita della mia reazione vista la soggezione che ha sempre avuto di me.<br />
A questo punto succede una cosa che mi lascia di sasso, la mia ragazza guarda la sorella con sguardo tagliente, sposta la coperta che ancora ci copriva e brandendo il mio cazzo con la mano destra le intima :<br />
- non sei frigida? Dimostracelo!-<br />
In tutta risposta Chiara si alza dalla poltrona e si dirige verso di me.<br />
Nonostante i vent&#8217;anni sembra quasi una ragazzina col suo pigiama rosa felpato e la coda di cavallo.<br />
Senza esitazioni si accuccia accanto al divano e prende in bocca il mio uccello che Sara le offre in segno di sfida.<br />
Si dà da fare la ragazza, si vede che qualche esperienza nel settore dei pompini ce l&#8217;ha e mentre lecca con dovizia la cappella guarda fiera la sorella un po&#8217; spiazzata dalla situazione che lei stessa ha creato.<br />
Questo imbarazzo però dura poco, Sara mi sfila i jeans e prima di unirsi a Chiara si toglie i pantaloni e si mette a cavalcioni della mia faccia in modo che io possa leccarle la figa.<br />
Immergo la faccia in quel profumato batuffolo di pelo ormai bagnatissimo e mentre allargo le grandi labbra a Sara con le dita, sento che lei mi restituisce l&#8217;eccitazione succhiandolo a più non posso.<br />
Chiara intanto mi sta leccando le palle non trascurando con mia grande sorpresa di dare qualche colpo di lingua anche al mio buco del culo, cosa che mi eccita da impazzire.<br />
Sposto Sara da me e mi alzo in piedi, le tolgo il maglione mettendo in mostra due tette perfette nella forma anche se non troppo grosse.<br />
Non posso trattenermi dal baciarle i capezzoli rosa, ma ormai mi rendo conto che è una sfida in famiglia, Chiara si toglie il pigiama scodellando due poppe magnifiche con due capezzoli turgidi ed invitanti, si alza i piedi, mi afferra la testa e mi costringe a succhiarglieli. Io sono ormai al culmine, glieli mordicchio e lei lanciando un urletto mi guarda con un ghigno si soddisfazione.<br />
Questo mi fa un po&#8217; incazzare, dopotutto mi stai sulle palle!<br />
Le metto la mano sulla testa e la costringo ad accucciarsi per dare man forte alla sorella.<br />
Sara però non la lascia in quella posizione per molto, le fa sollevare il culo in modo da poterle leccare la passera da dietro mentre lei continua a spompinarmi.<br />
Io non ce la faccio ormai più, devo scoparla questa troietta, le tolgo il membro dalla bocca e le giro intorno, Sara mi lascia il posto, mi prende il cazzo in mano e lo dirige dritto verso la figa della sorella che nel frattempo ha iniziato a sgrillettarsi ed ora si allarga la sorcetta per ricevermi meglio.<br />
In effetti il passaggio è un po&#8217; stretto, ma è talmente bagnato che non faccio fatica a farmi strada ed in breve la sto sbattendo alla pecorina, abbrancato alle tette mentre lei emette un continuo piacevole lamento.<br />
Per farla smettere, Sara si siede sul divano, spalanca le gambe, la prende per la coda di cavallo e se la fa leccare di gran carriera, stimolata ancor di più dal ritmo che io le trasmetto da dietro la sorella.<br />
Ma la sua soddisfazione dura poco, comincia ad essere un po&#8217; gelosa del modo in cui mi scopo Chiara e di come stia godendo :<br />
- ora tocca a me - dice ed io non posso deluderla, ma mentre le appoggio la cappella per fotterla, lei mi impugna l&#8217;uccello e lo punta a quel delizioso forellino rosa che tante volte mi ha rifiutato.<br />
Io sono infoiatissimo, prendo Chiara dietro la testa mi faccio insalivare bene la cappella e l&#8217;ano di Sara che nel frattempo si sta martirizzando i capezzoli al colmo dell&#8217;eccitazione.<br />
O.K. ,faccio sporgere il culo della mia ragazza dal divano, le spingo le gambe verso la faccia per dilatarle bene il foro, piazzo Chiara tra le mie gambe in modo che da sotto possa leccare coglioni, asta e ano, fisso negli occhi Sara e con un colpo secco me la inculo.<br />
Lei lancia un urlo, cerca di fermarmi con la mano ma è troppo tardi, il culo è ormai rotto e io non mi fermerei neanche se crollasse la casa .<br />
Lentamente i gemiti di dolore si trasformano in mugolii e poco dopo Sara se ne viene in un orgasmo che la fa fremere e riempie di sborra la bocca di Chiara che diligentemente lappa tutto per bene.<br />
Io però non sono ancora soddisfatto, tolgo l&#8217;uccello dal culo di Sara e glielo faccio leccare per pulirlo bene, intanto guardo Chiara che in piedi in parte a me si sta asciugando la bocca, le metto una mano sulla figa e le dico :<br />
- tu non pensare di passarla liscia, ora!-<br />
- No, il culo no!- mi risponde lei, ma non mi interessano molto le sue opinioni, la giro alla pecorina, la faccio inginocchiare per terra e mentre le sue proteste si perdono tra i cuscini del divano dove le faccio affondare la faccia glielo pianto nel culo senza tante moine, lei urla, si dimena, ma l&#8217;asta dal culo non riesce a togliersela anche perché Sara le sta a cavalcioni e le dà delle gran pacche sulle chiappe.<br />
Io ormai non ce la faccio più a tenermi e con un urlo le sborro nel culo, proprio nello stesso istante in cui sento i muscoli dello sfintere di Chiara che si contraggono spasmodicamente in uno strepitoso orgasmo.<br />
Le sfilo il cazzo grondante dall&#8217;ano e lo do a Sara da succhiare, così Chiara riesce a liberarsi.<br />
Ci copre di insulti mentre con due dita si tiene tappato il culo per non macchiare di sperma in giro, la mamma potrebbe incazzarsi, ma quando finisce lo sproloquio si zittisce, ci guarda con ghigno satanico e ci dice :<br />
- Ho goduto come una troia !-<br />
Una risata generale suggella questa nuova più distesa situazione famigliare, ci voleva poco dopotutto ad andare più d&#8217;accordo.<br />
Piuttosto, neanche con la madre ho un gran rapporto!</p>
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		<title>sesso anale con latina puttana</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 00:58:17 +0000</pubDate>
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		<title>Una matura molto porca vuole succhiare cazzone e trombare duramente</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 19:56:57 +0000</pubDate>
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Guarda come le mettono tutto il cazzo dentro e quanto le piace
Una matura molto porca vuole succhiare cazzone e trombare duramente
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<a target="_blank" href=http://fhg.scopotuamamma.com/m/00109/8/7acb6149b8/>Guarda che tette enormi ha questa bella ed eccitante tardona!<br />
<a target="_blank" href=http://fhg.scopotuamamma.com/m/00107/5/7acb6149b8/>Questa arrapata professoressa vuole subito scoparsi questo alunno</p>
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		<title>Mia moglie con mio figlio</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 08:00:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho cercato in molti libri quale potrebbe essere la reazione di un uomo che scopre la propria moglie andare a letto di nascosto con qualcuno, specialmente se quel qualcuno è suo figlio, ma sinceramente non ho trovato nulla.
Suppongo che molti uomini potrebbero prendere la decisione di separarsi, o commettere qualche azione avventata.
A me è capitato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho cercato in molti libri quale potrebbe essere la reazione di un uomo che scopre la propria moglie andare a letto di nascosto con qualcuno, specialmente se quel qualcuno è suo figlio, ma sinceramente non ho trovato nulla.<br />
Suppongo che molti uomini potrebbero prendere la decisione di separarsi, o commettere qualche azione avventata.<br />
A me è capitato quasi per caso e, anzichè farne un dramma, ho cercato di trarne il massimo beneficio, girando la situazione a mio favore.<br />
Avevo, all&#8217;epoca, una piccola azienda nel settore tessile e gli affari non andavano male. Un bel giorno, un bel venerdì di sole, decisi di fare una sorpresa a Stefania, mia moglie, ed anche a Bruno, mio figlio, che aveva dato l&#8217;ultimo esame di Economia e Commercio di quell&#8217;anno, portandoli a fare una gita fuori città. Era agosto, e di lì a qualche giorno saremmo partiti tutti per le ferie.<br />
Mia moglie e mio figlio erano a casa.<br />
Sbrigata la posta e un paio di appuntamenti della mattinata decisi di lasciare l&#8217;ufficio prima di pranzo, tanto sarei comunque stato reperibile tramite cellulare e poi in quel periodo, a ridosso delle ferie, il lavoro non era moltissimo.<br />
Arrivai a casa prima di mezzogiorno, e parcheggiai in strada evitandomi la seccatura di mettere la macchina in garage, tantopiù che mi immaginavo saremmo riusciti in pochi minuti.<span id="more-272"></span><br />
Aprii la porta di casa aspettandomi di vedere mio figlio davanti al computer e mia moglie ai fornelli.<br />
Entrai in casa e dal salone vidi, attraverso la porta/finestra, mia moglie galleggiare in terrazza dentro una mini piscina, una di quelle gonfiabili che si riempiono d&#8217;acqua.<br />
Era lì a prendere un pò di sole, con i seni al vento e i capezzoli dritti in bella mostra.<br />
Da quella posizione non potevo vedere il resto del corpo.<br />
Però potevo vedere mio figlio, a cavalcioni della madre.<br />
Avvicinandomi alla finestra capii che Bruno stava leccando la fica della madre!<br />
Rimasi pietrificato e, forse anche un pò per isterismo, mi uscì una risata fragorosa.<br />
Ma evidentemente erano tutti e due troppo assorti per sentirmi.<br />
Rimasi lì ancora fermo, incapace di decidere se togliermi i pantaloni e unirmi a loro, uscire in terrazzo e fare una scenata o rimanere nascosto in salotto a guardarli. Forse senza prendere una vera decisione rimasi lì a guardare la scena.<br />
Guardando come Bruno si dimenava sopra sua madre cercando di rimanere in equilibrio sul fondo gonfiato della piscinetta.<br />
Ondeggiava avanti e indietro e quella scena, benché razionalmente facevo fatica ad accettarla, mi stava eccitando.<br />
L&#8217;erezione violenta del mio cazzo, infatti, non lasciava adito a dubbi. Piano piano presi a massaggiarmelo e quando inziò a darmi fastidio mi sbottonai i pantaloni e me li tolsi.<br />
Rimasi ancora lì a guardare la scena e a menarmi l&#8217;affare. Mio figlio ora si era sdraiato sopra la madre e lo aveva chiaramente infilato nella sua fica.<br />
Quella specie di zattera gonfiabile, riempita d&#8217;acqua, stava cedendo sotto i colpi di mio figlio e tutto ad un tratto i due persero l&#8217;equilibrio e si rovesciarono con tutto il canotto.<br />
Presi l&#8217;occasione al volo ed uscii fuori in terrazza con il cazzo ancora in mano, e quando i due si ripresero dal ruzzolone ancora ridendo e tirandosi l&#8217;acqua l&#8217;un l&#8217;altra, quasi fossero stati chiamati da una voce esterna, si giraro nello stesso istante verso di me.<br />
Sul loro volto calò una maschera di ghiaccio in un decimo di secondo. Nei loro occhi apparve uno sguardo di orrore.<br />
Poi di sorpresa. Poi di interesse.<br />
- Hem&#8230; - disse Stefania arrancando nuovamente dentro la zattera<br />
- Oh, papà&#8230; - disse mio figlio<br />
- Salve - dissi - Cosa c&#8217;è? -<br />
- E&#8217; che&#8230; - disse mia moglie - &#8230;sembra che tu non sia molto arrabbiato, o&#8230; si insomma, furioso o&#8230; -<br />
Li raggiunsi nella piscinetta con ancora il mio cazzo in mano. Bruno spalancò i suoi occhi girandosi in direzione della madre, come a cercare con lo sguardo una spiegazione.<br />
- E&#8217; pittosto dritto, papà - disse mio figlio<br />
- Cavolo se lo è - disse Stefania. - Perché non salti dentro e ce lo lasci succhiare? - chiese mia moglie.<br />
Saltai dentro la zattera e mi posizionai in testa come a guidare la scialuppa. Immediatamente, l&#8217;acqua calda che era dentro, sembrò gonfiare ancor di più il mio cazzo che ora pungeva sull&#8217;addome mentre incurvato su me stesso cercavo di raggiungere la mia posizione in quell&#8217;equilibrio molto instabile.<br />
Mi misi a sedere piano piano sul brodo. Cautamente Stefania si portò immediatamente avanti a me, voltandomi le spalle e bilanciandosi in equilibrio si mise a sedere sul mio cazzo che pulsava all&#8217;impazzata.<br />
Bruno si portò vicino a noi; con una mano mi accarezzava le palle, con l&#8217;altra teneva una tetta della madre mentre con la bocca le succhiava un capezzolo.<br />
Guidai Stefania con le mani sui suoi fianchi fino a farla sedere sul mio cazzo che scivolò velocemente e facilmente nella sua calda fica bagnata.<br />
Iniziò a sollevarsi e a fare su e giù mentre sentivo la mano di mio figlio che mi massaggiava le palle e guidava il mio cazzo nella fica di sua madre. Era una sensazione estremamente eccitante e non sarei riuscito a resistere a lungo.<br />
Non con quella calda e umida fica che mi andava su e giù, non con quella mano che mi massaggiava le palle.<br />
- Stò per schizzare! - dissi a tutti e due.<br />
Con mia sorpresa Bruno tirò fuori il mio cazzo dalla fica di sua madre e Stefania non perse l&#8217;occasione per girarsi e, inginocchiatasi di fronte a me, lo prese in bocca appena in tempo per succhiare quella tempesta di crema.<br />
Bruno intanto si era accovacciato dietro la madre e le stava leccando la fica.<br />
Dai suoi movimenti potevo vedere la sua testa sparire sotto sua madre e rispuntare da dietro la schiena.<br />
La sua lingua stava correndo dal clitoride di Stefania fino al culo.<br />
E dai movimenti della lingua di Stefania sul mio cazzo capii che la situazione la stava facendo impazzire di piacere.<br />
Bruno si alzò, evidentemente si era accorto che la madre era eccitatissima, e si mise a sedere sul bordo. Per bilanciare quell&#8217;equilibrio instabile fui costretto ad alzarmi. Mia moglie, sempre tenendomelo in bocca, si rimise seduta, ma questa volta sul cazzo di suo figlio.<br />
Quella scena me lo fece tornare immediatamente duro. I movimenti di Stefania si facevano sempre più rapidi, si alzava e abbassava sul cazzo di suo figlio e si infilava ritmicamente il mio cazzo in bocca, fino in gola. In breve raggiungemmo tutti e tre l&#8217;orgasmo.<br />
Io venni nuovamente in bocca a mia moglie e Bruno venne nella fica di sua madre.<br />
Stefania era sfinita dall&#8217;orgasmo e sembrava non volersi alzare dal cazzo di suo figlio, né di voler lasciare andare il mio.<br />
Quell&#8217;esperienza cambiò definitivamente il nostro modo di intendere il piacere sessuale.<br />
Stefania poi aveva scoperto il piacere di prenderne due per volta, ma&#8230; Beh, questa è un&#8217;altra storia.</p>
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		<title>Mamma golosa. (3° Episodio)</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 08:00:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mercoledì sera erano tutti e tre, padre, madre e figlio a guardare un noioso programma alla televisione.
Come aveva concordato con la madre, alle 22 Piero si alzò
“be, io vado a letto, buonanotte”
e avvicinandosi alla mamma le dette un bacio insistito sulla guancia, molto vicino alla bocca, poi salì in camera sua.
“perché non andiamo anche noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì sera erano tutti e tre, padre, madre e figlio a guardare un noioso programma alla televisione.<br />
Come aveva concordato con la madre, alle 22 Piero si alzò<br />
“be, io vado a letto, buonanotte”<br />
e avvicinandosi alla mamma le dette un bacio insistito sulla guancia, molto vicino alla bocca, poi salì in camera sua.<br />
“perché non andiamo anche noi caro?”<br />
chiese Wilma al marito<br />
“ho in mente una cosina&#8230; ”.<br />
Osvaldo la guardò e le sorrise, pensando che fosse parecchio intraprendente per i suoi standard (quelli che lui credeva essere i suoi standard).<br />
“certo cara, avviati che ti raggiungo tra poco”<br />
lei si alzò, gli sorrise e se ne andò, accentuando l’ondeggiare del suo sedere<br />
“accidenti, mi sa che stasera è su di giri&#8230; be, meglio così”.<br />
Wilma entrò in camera, si spogliò completamente, poi indossò le sue calze col reggicalze che aveva comprato per l’occasione e si stese languidamente sul letto, con la luce piccola sul comodino accesa.<br />
Quando Osvaldo entrò e la vide così, con le sue belle tette esposte, la peluria folta della sua fica in vista e le cosce leggermente<br />
divaricate, ebbe un sussulto<br />
“accidenti&#8230; ” riuscì solo a dire.<br />
Lei gli sorrise e si passò la lingua sulle labbra.<br />
“ti piace, stallone?”<br />
“certo&#8230; certo” balbettò lui.<br />
“e allora vieni qui, vediamo se il tuo cazzo riesce ancora a rizzarsi come ai bei tempi”.<br />
Lui trasalì<br />
“ma&#8230; che dici&#8230; ”<span id="more-271"></span><br />
non aveva mai parlato così sua moglie ma comunque&#8230; si il suo cazzo era durissimo come non era da tempo.<br />
Lui si avvicinò e si slacciò i pantaloni, poi si mise sul letto.<br />
“Sono così arrapata amore&#8230; voglio prendertelo in bocca, vuoi?”.<br />
Lui sobbalzò<br />
“be&#8230; si, credo&#8230; ”<br />
allora lei si avvicinò e si abbassò su di lui, calandogli le mutande.<br />
Appena vide entrare nella camera il padre, Piero si spogliò e si avvicinò alla stanza dei genitori, guardando dentro.<br />
Vide sua madre che, lentamente calava le mutande a suo padre e vide saltar fuori un cazzo veramente grosso e incredibilmente diritto&#8230; sicuramente era un po’ più lungo del suo e decisamente più spesso.<br />
“Mhhh&#8230; com’è grosso il tuo cazzo caro&#8230; voglio spompinarlo”<br />
lui la guardò, eccitatissimo dal fatto di scoprire una moglie così diversa<br />
“si, prendilo in bocca, fammi un pompino!” le disse.<br />
Lei gli sorrise e Piero la vide tirar fuori la lingua e cominciare a leccare l’asta del marito<br />
“uhhh che bello&#8230; cara è bellissimo”<br />
“mmhh..si, guardami, ora mi sditalino mentre te lo prendo tutto in bocca”<br />
e così dicendo inghiottì prima la cappella rossa, poi l’asta, centimetro dopo centimetro, facendosela scorrere tra le labbra mentre la sua mano cominciava a lavorare sulla fica; il cazzo di Piero si inalberò maestoso guardando sua madre spompinare suo padre.<br />
”Uhhhh&#8230; dio&#8230; dio..che fai&#8230; siiiii, pompami il cazzo!”<br />
e lei non aveva certo bisogno di incitamento visto che lavorava con passione su quel manfano, facendo frullare la lingua sulla cappella.<br />
Poi smise di pomparlo e cominciò a leccargli le palle, delicatamente; Piero si era preso in mano il cazzo e se lo menava lentamente “sei proprio una troia mamma” pensò.<br />
Wilma sollevò gli occhi, sempre leccando e sorrise al marito; lo aveva in pugno, lì col suo cazzone arrapato, senza inibizioni ed era eccitatissima al pensiero che il figlio stava a guardarla mentre lei spompinava il padre.<br />
“Osvaldo, senti&#8230; ” cominciò lei<br />
“si..dimmi&#8230; dimmi tutto ma leccamelo”<br />
“senti Osvaldo, cosa diresti se ti dicessi che quello che sto facendo a te l’ho fatto a nostro figlio?”<br />
L’ uomo spalancò gli occhi, sbigottito, stette una attimo fermo, poi scattò a sedere<br />
“che cazzo dici&#8230; che stai dicendo&#8230; ” balbettava.<br />
Wilma gli sorrise ancora<br />
“fino ad oggi non hai mai scoperto che moglie troia avevi&#8230; si, ho fatto un pompino a Piero, nostro figlio, e non solo”<br />
“che&#8230; che!” il cazzo di Osvaldo ora era mezzo moscio.<br />
Piero, intanto si stava masturbando con furia.<br />
“Si amore, mi sono fatta anche scopare e sapessi come ho goduto col suo cazzone nella fica”<br />
e continuò a sorridere mentre pian piano menava il cazzo del marito che ridiventava duro<br />
“Wilma&#8230; io&#8230; non capisco”<br />
“però sento che il raccontino ti ha fatto un certo effetto!”<br />
ora l’uccello di Osvaldo era di nuovo durissimo, le sue palle gonfie.<br />
Wilma tornò a farselo scorrere in gola mentre il marito stava lì, senza pensare, voglioso solo di godere.<br />
“Osvaldo, se ti dicessi che Piero è lì dietro la porta che ci guarda e stà per entrare per fottermi che diresti?”<br />
“Wilma&#8230; cazzo, zitta e lecca&#8230; troia!” aggiunse poi come liberato.<br />
Wilma rise e fece cenno a Piero; era arrivata l’ora. Piero entrò nella stanza e accese la luce grande.<br />
Ci fu un minuto di silenzio, padre e figlio si guardarono.<br />
“Be papà, succhia bene questa troia di mamma?”<br />
Osvaldo non rispose, annichilito<br />
“ti dispiace se mi faccio dare una leccata all’uccello?” e si avvicinò.<br />
“Amore, vieni qua!”<br />
squittì Wilma e si sporse dal letto imboccandosi il cazzo svettante di Piero che puntava la cappella verso di lei.<br />
“Uhhh&#8230; come succhia la maiala&#8230; mmhhhh è proprio brava”<br />
“mmhh&#8230; gghh&#8230; siii, mi piace il tuo cazzo in gola” rispose lei continuando a spomparlo mentre gli divorava la cappella.<br />
“Rilassati papà&#8230; stai qui e goditi lo spettacolo, poi se vuoi la facciamo godere insieme”.<br />
Osvaldo era come inebetito, ma il cazzo gli faceva male da quanto era duro.<br />
Poi Wilma si stese supina<br />
“avanti Piero, imboccami da sopra”<br />
“certo mammina!” ghignò il figlio mentre le balzava a cavalcioni sul petto.<br />
Le poppe di lei si schiacciarono sulle chiappe del figlio e il suo pisello si offrì prontamente alla sua bocca.<br />
Appena lei la spalancò Piero ci immerse il cazzo e cominciò lentamente a muoverlo.<br />
In breve tempo Piero pompava nella bocca della mamma a ritmo forsennato, sprofondandole tutto il cazzo in bocca e sentendo la cappella che scivolava lungo la gola di lei.<br />
Wilma intanto stava con le gambe larghe e con tre dita si stuzzicava la fica che, come al solito, era bagnatissima e produceva un rumore sciacquante.<br />
Poi Wilma afferrò il cazzo e se lo sfilò di bocca<br />
“avanti Piero, ora scopami un poco le tette”<br />
“con piacere mamma, sono così polpose&#8230; ”.<br />
Si prese il cazzo, lo infilò tra le morbide montagne di carne, le richiuse intorno ad esso e cominciò a scopare quelle mammelle chiudendo gli occhi mentre lei saettava la lingua a lambire la cappella che spuntava verso la sua bocca.<br />
Wilma si girò verso il marito che guardava la moglie e il figlio fare l’amore, gli guardò il cazzo che si ergeva monumentale e gli sorrise mentre l’uccello del figlio continuava a strofinarsi nel solco delle sue mammelle e le strusciava la faccia<br />
“amore&#8230; vuoi stare lì impalato o ti decidi a leccarmi la fica?”<br />
Osvaldo si mosse come un automa e andò a leccarle la passera<br />
“ahhh&#8230; siiiii&#8230; ecco, mi sta leccando la topa il tuo paparino”.<br />
Piero sorrise e le ficcò la cappella in bocca<br />
“zitta e godi, troia!” rispose.<br />
Osvaldo era eccitatissimo; le prese in bocca il clitoride, poi cominciò a fare andare la lingua su e giù per il solco della vagina, sempre più forte, più veloce<br />
“mmhh&#8230; gghh&#8230; dio come lecchi bene”<br />
bofonchiò Wilma con il cazzo del figlio in bocca<br />
“si, certo puttana&#8230; godi&#8230; troiaaa!”<br />
ululò Osvaldo ormai coinvolto e, deciso, infilò il dito indice nello sfintere della moglie<br />
“uughhh&#8230; ahiii”<br />
Wilma quasi morse l’uccello del figlio<br />
“ehi, cagna, che hai?” chiese Piero<br />
“quel porco di tuo padre mi ha infilato un dito nel culo&#8230; e sentissi come lo muove&#8230; uhhhh”.<br />
In effetti Osvaldo, sempre leccando e bevendo dalla fica, muoveva il dito nello sfintere della donna.<br />
“Bene, pare che si sia svegliato”<br />
disse Piero che aggiunse voltandosi verso il padre<br />
“ehi papà, che ne dici se le facciamo succhiare due cazzi insieme a sta maiala?”<br />
“certo, non vedo l’ora&#8230; facciamola godere”.<br />
Wilma rimase sdraiata e si alzò la testa con un cuscino mentre suo marito e suo figlio si ponevano ai suoi lati, i cazzi svettanti vicino alla sua bocca.<br />
“Avanti, datti da fare e succhiaceli!” ordinò Piero<br />
“con vero piacere..mmhh..come sono belli” disse Wilma sorridendo.<br />
La sua bocca avida inghiottì il pisello del figlio, fino in gola, tanto che sentì le sue palle sbatacchiarle sul mento mentre lui la scopava in bocca.<br />
“mhhh&#8230; papà, sentissi come succhia, e se lo prende tutto in gola&#8230; guarda, fino alle palle!”<br />
“avanti, ora succhia il mio brutta troia”<br />
le girò la testa e le infilò brutalmente la verga tutta in gola.<br />
“mmhh&#8230; ggghhh” bofonchiò lei, eccitatissima dal trattamento che figlio e marito le riservavano.<br />
Per almeno 10 minuti fu costretta a girarsi a destra e sinistra, dal cazzo di Osvaldo a quello di Piero e a spompinarli fino in gola, mentre loro le sbatacchiavano i manfani in gola incuranti delle sue urla.Intanto padre e figlio si scambiavano commenti osceni che la facevano eccitare ancora di più<br />
“Ehi Piero, tua madre e davvero una porca, sentissi come muove la lingua sulla cappella”<br />
“mhh&#8230; lo so&#8230; senti qua&#8230; uhhh&#8230; dai mamma, dai, succhia”.<br />
Poi lei se li tirò fuori e, mentre li masturbava sorridendo disse<br />
“ti prego Osvaldo scopami davanti a tuo figlio&#8230; daiiii!”<br />
“certo, certo!”<br />
Scivolò in basso, le puntò la cappella sulla fica e, mentre lei bofonchiava inghiottendo le palle del figlio, spinse dentro di lei sprofondando il suo uccello enorme tutto dentro la sua passera.<br />
“ahh&#8230; uhhmmm&#8230; bello”<br />
sospirò lei e cominciò ad agitarsi mentre il marito con veemenza pompava in lei e, chinato, le baciava le tette e le mordicchiava i capezzoli<br />
“com’è la sua fica papà?”<br />
“mhh&#8230; fantastica&#8230; è un lago”.<br />
Dopo 5 minuti Wilma parlò<br />
“dai Osvaldo, ora scopami a pecorina mentre Piero me lo ficca in bocca da davanti”<br />
“come vuole signora”<br />
rispose lui e, estraendo il cazzo dalla fica aspettò che lei si posizionasse.<br />
Wilma si alzò e, agitando quelle belle chiappe, mise il culo verso il cazzo del marito<br />
“avanti stallone, montami” disse e un minuto dopo il marito era dietro di lei, ancorato ai suoi fianchi che le pompava in fica<br />
“dai mamma, attaccati” disse Piero porgendo alle sue labbra la cappella rossa<br />
“aumm&#8230; buono”<br />
e si prese il cazzo tutto in bocca.<br />
I colpi del marito da dietro la facevano ballonzolare e lei, a ritmo, scorreva con le labbra sul cazzo del figlio, mugolando.<br />
“Accidenti Wilma&#8230; hai davvero un bel culo robusto&#8230; ehi Piero, che ne dici se ce lo facciamo”<br />
“cazzo papà&#8230; vuoi che inculiamo mamma&#8230; fantastico, ma chissà che ne pensa lei”.<br />
Wilma smise di ciucciare la mazza e protestò<br />
“no&#8230; il culo no&#8230; ho paura”<br />
“zitta porca” disse il figlio mentre, prendendola per la nuca, la costringeva a inghiottire nuovamente il cazzo<br />
“tu fai cosa diciamo noi e noi abbiamo deciso di incularti, capito?” aggiunse<br />
“ehi papà, scommetto che ha già goduto”<br />
“almeno 3 volte a giudicare dalle contrazioni della fica”.<br />
Ed era vero, con i cazzi del figlio e del marito che la stantuffavano Wilma aveva già avuto 4 orgasmi.<br />
“Forza Piero, vieni qui e vediamo che possiamo fare con questo culo”.<br />
Mentre il figlio andava dietro di lei Wilma protestò<br />
“no&#8230; vi prego, nel culo no!”<br />
ma ne aveva una voglia pazza<br />
“papà, lo sai che l’ho scoperta che ci si ficcava un vibratore nel culo?”<br />
“davvero? E fa tante storie&#8230; l’unica cosa che ti concediamo è scegliere chi ti inculerà per primo”<br />
“Piero&#8230; deve essere Piero”<br />
rispose Wilma pensando che il figlio aveva il cazzo un po’ più piccolo.<br />
“Bene, guarda qua che bel buchetto papà&#8230; prima io gli ci infilerei un dito&#8230; tu tienile aperte le chiappe”.<br />
Osvaldo le divaricò le natiche mentre Piero inseriva un dito e cominciava a farlo andare avanti e indietro<br />
“siii&#8230; bello aperto&#8230; mmhhh”<br />
“dai, metticene un altro ecco&#8230; cosìììì” disse Osvaldo mentre il figlio inseriva con facilità anche il medio dentro il retto della madre. Wilma mugolava sbrodolando in continuazione dalla fica<br />
“ohhh&#8230; siiii&#8230; che mi fate porci&#8230; vi piace il mio buco di culo, vero?”<br />
“è fantastico mamma&#8230; guarda come si apre&#8230; uhhhhh”.<br />
“Avanti Piero, dai, è l’ora di incularla”<br />
Piero si posizionò dietro la mamma e poggiò la cappella sul tenero forellino mentre il papà stava lì a guardare.<br />
“Ora te lo sfondo mamma, ora te lo ficco nel culo”<br />
“si, dai, spaccami il culo&#8230; ohhhh&#8230; aahhhiii”<br />
Piero spinse e sentì l’anellino di carne che gli avvolgeva la cappella<br />
“papà&#8230; cazzo, la sto inculando, sto inculando mamma”<br />
“si..forza, infilaglielo di più, spaccaglielo tutto!”<br />
lo incitò il padre mentre lui, con una botta decisa, entrava nel retto della madre fino alle palle.<br />
Wilma, quando sentì i coglioni del figlio schiacciarglisi sulle chiappe urlò<br />
“uhhh&#8230; mi sei nel culo&#8230; dio&#8230; mi hai messo tutto il cazzo nel culo&#8230; daiiii”.<br />
Piero la prese per i fianchi, si chinò su di lei e le baciò il collo, sussurrandole all’orecchio<br />
“lo senti il cazzo mamma?”<br />
“mhhh&#8230; siiii” rispose lei “avanti ora, comincia a fottermi il culo”<br />
“certo, ma intanto vedi di aprire la bocca e di spompinare papà”.<br />
Poi Piero le guardò le chiappe, estrasse lentamente l’uccello e lo riaffondò dentro, poi ancora, ed ancora; in breve tempo stava inculando sua madre con un ritmo notevole.<br />
Wilma intanto sentiva il retto invaso dal cazzo del figlio e la cappella di lui che, trionfalmente, le scorreva contro le pareti.<br />
Voleva urlare, esprimere tutta la sua foia per essere sodomizzata dal figlio, impietosamente, ma non poteva perché il marito le piazzava fino in gola il suo pisello, tenendole la testa ferma e letteralmente scopandola in bocca “lo senti come ti incula tuo figlio? E’ questo che volevi vero,<br />
vacca?” “mhhh..mmhhh” mugolò lei “avanti Piero, faglielo sentire nelle budella il cazzo.<br />
Ora Piero stantuffava il culo della madre come un disperato; la montava nel retto mentre le strizzava le chiappe e si godeva lo stretto sfintere che sentiva avvolgergli l’asta; poi lo sentì contrarsi ritmicamente mentre la mamma emetteva dei gorgoglii dalla gola occupata dal cazzo di Osvaldo<br />
“Ehi Piero, che le stai facendo, mi sta frullando la lingua sulla cappella che è un piacere..uhh..una vera succhiacazzi”<br />
“papà, mi sa che è venuta questa troia, ho sentito il buco del culo che mi si strizzava” rispose Piero<br />
“sei venuta, cagna?” chiese Osvaldo<br />
“mmhh..gghhhh..ggglll” borbottò Wilma.<br />
Il marito gli tirò fuori il cazzo dalla bocca mantre Piero smetteva di pomparle in culo<br />
“ahhh&#8230; siiii&#8230; il cazzo di mio figlio nel culo mi ha fatto sbrodolare come una vacca” urlò.<br />
“Bene amore, allora vediamo se ti organizziamo un gran finale!” disse Osvaldo sorridendo.<br />
“Piero, smetti di incularla e stenditi, così lei si impala sul tuo cazzo”.<br />
Piero ubbidì e si stese sul letto, il cazzo all’aria, svettante<br />
“mammina, forza, è qui che ti aspetta” disse Piero carezzandosi la verga.<br />
Wilma senza pensarci due volte allargò le gambe e si fece sprofondare il cazzo del figlio nella passera con un mugolio “mmhhhh..che bello”<br />
e poi si abbassò cominciando a slinguare furiosamente Piero che si godeva il caldo della sua fica arrapata avvolgergli l’uccello.<br />
“Scusa amore, ti dispiacerebbe alzare la testa e inumidirmi un po’ il pipo?”<br />
Wilma sentì la voce del marito e, sorridente, si alzò al livello del suo cazzo che troneggiava sopra di lei<br />
“con molto piacere amore”<br />
rispose e tirando fuori la lingua cominciò a lappargli prima la parte inferiore, poi la parte superiore della cappella, e infine tutta l’asta mentre il figlio, lentamente, muoveva il suo membro dentro e fuori la fica della mamma i cui umori colavano sulla verga facendola brillare.<br />
“Bene Wilma, credo che possa bastare, mi sembra abbastanza umido”<br />
disse Osvaldo mentre sfilava il cazzo dalla bocca famelica della moglie.<br />
Piero guardò il padre e capì le sue intenzioni<br />
“papà, non dirmi che&#8230; ”<br />
“certo figlio mio, questa troia avrà quello che merita”<br />
poi, rivolgendosi alla moglie<br />
“preparati cara, stai per gustarti i cazzi di padre e figlio insieme.”<br />
Wilma sbarrò gli occhi e cercò di protestare<br />
“no Osvaldo, dai&#8230; ho paura&#8230; no&#8230; ”<br />
“stai un po’ zitta e continua a cavalcarti il cazzo di tuo figlio”<br />
rintuzzò lui mentre si collocava dietro di lei.<br />
Wilma cercò addirittura di alzarsi, ma Piero la prese prontamente<br />
“calmati mamma, vedrai che sarà bellissimo&#8230; di la verità, anche a te attira l’idea”.<br />
Lei lo fissò negli occhi e annui<br />
“ma fai piano Osvaldo, ti prego!”<br />
“faccio come voglio&#8230; intanto smettila di muovere il culo sennò non posso sfondartelo!”<br />
disse lui mentre si inumidiva un dito e lo passava sull’ano della moglie.<br />
“Piero, avvicina un poco le gambe&#8230; ecco&#8230; bravo così&#8230; e tu rilassati, troia!”.<br />
Piero si fermò e con le mani raggiunse le chiappe della mamma, allargandole<br />
“ecco papà, te le allargo così le puoi entrare dentro bene”.<br />
Osvaldo si afferrrò il cazzo e appoggiò la cappella sullo sfintere che emergeva netto tra le natiche di Wilma bene allargate<br />
“ecco&#8230; ora te lo metto in culo&#8230; si&#8230; ecco&#8230; ahhhhh”<br />
con queste parole la cappella di Osvaldo sparì nel retto di Wilma che la accolse senza eccessiva difficoltà<br />
“mhh&#8230; piano&#8230; fai pianooooo”<br />
urlò lei mentre lui, lentamente inseriva la sua verga dentro il culo<br />
“ecco, cazzo come sta entrando&#8230; mmhhhh&#8230; uhhhh”<br />
“si, dai papà, dai, ficcaglielo tutto dentro, dai, spacca il culo di mamma”.<br />
Wilma fissava il figlio negli occhi mentre sentiva il cazzo del marito, enorme, che per la prima volta si faceva strada tra le sue chiappe; gli faceva un po’ male, ma rilassò bene i muscoli dello sfintere e lo accolse, finchè il pelo del pube di lui non le solleticò le chiappe; anche Piero se ne accorse<br />
“mamma, ce lo hai tutto dentro, ti piace eh?”<br />
“mmhh&#8230; siiiiiiiii”<br />
sussurrò lei abbassandosi e passandogli la lingua sulle labbra<br />
“mi piace&#8230; mi piace prendermi due cazzi nel culo e nella fica&#8230; ohhhhhh”.<br />
“Dai papà, comincia a incularla”<br />
disse Piero e subito Osvaldo, arrapatissimo al pensiero di stare penetrando il culo della moglie, cominciò lentamente a sodomizzarla,<br />
facendo scorrere il suo cazzo dentro e fuori il retto di lei<br />
“forza Piero&#8230; dai, muoviti anche tu, stantuffiamola insieme” incitò Osvaldo.<br />
Padre e figlio cominciarono a pompare la donna, uno in culo e l’altro in fica, con due cazzoni enormi e durissimi.<br />
Osvaldo le percorreva il culo e sentiva il cazzo di Piero che quasi toccava il suo, sprofondando nella passera della madre.<br />
Wilma era impazzita dal piacere, si sentiva completamente aperta, posseduta, con i due cazzi che sentiva scorrerle in corpo,<br />
fica e culo aperti a dismisura: cominciò a mugolare selvaggiamente<br />
“uhhh&#8230; mmhhh&#8230; ahhhh&#8230; siiii&#8230; li voglio, li voglio tutti&#8230; sono la vostra troia&#8230; ahhhhh come godo&#8230; ”<br />
“si&#8230; ti sfondo il culo&#8230; Piero, sentissi come si contrae&#8230; dai ti sento il cazzo!”<br />
“anch’io papà&#8230; ahhhhhhh&#8230; che bellooo&#8230; ”.<br />
Il corpo muscoloso di Osvaldo montava la moglie mentre lei era schiacciata sul robusto corpo del figlio, i suoi enormi seni sul petto di lui che, con le braccia muscolose le pastrugnava le chiappe, impietosamente violate dal cazzo del padre.<br />
La possedettero così, in sandwich per almeno 10 minuti, instancabili; lei si muoveva come un’ossessa, voleva che i due cazzi non smettessero mai di violarla, di aprirla; raggiunse tre intensissimi orgasmi, ululando senza ritegno o slinguando il figlio e il marito, mentre il suo corpo era schiacciato da quello del marito e del figlio.<br />
“Papà&#8230; non ce la faccio più, sento il cazzo che mi scoppia&#8230; che facciamo, io un’ideina ce l’avrei”<br />
“dimmela!”<br />
“be, io direi di farla mettere in ginocchio e di scaricarle in faccia tutta la sborra”<br />
“oh&#8230; si&#8230; si, la voglio, voglio che mi sborriate in faccia&#8230; porci, maiali”<br />
“ok figlio, mi sa che anche lei è d’accordo”<br />
ed estrasse il cazzo dal martoriato culo della moglie che produsse un suono strano -plop-.<br />
Wilma si alzò e aprì il comodino estraendo il grosso vibratore nero.<br />
“Avanti mamma, in ginocchio che il cazzo mi sta per scoppiare”.<br />
Wilma si mise in ginocchio sul letto impalandosi sul dildo<br />
“Mhhh&#8230; ohhh&#8230; voglio venire anch’io quando mi ricoprirete la faccia di sborra” urlò dimenandosi sull’uccello finto.<br />
Padre e figlio si misero ai lati di lei e cominciarono a menarsi i cazzi.<br />
“Dai Piero, vediamo di ricoprirla”<br />
“sii&#8230; datemela, fatemi annegare nella vostra sborra” ululò lei mentre si muoveva sul dildo facendoselo sparire nella vagina.<br />
Si prese in bocca il cazzo di Piero e cominciò a succhiarlo con foga, poi passò a quello del marito, facendoselo scorrere fino in gola. Per lunghi minuti la donna lavorò instancabilmente sugli uccelli del marito e del figlio, passando dall’uno all’altro o leccandone le cappelle che si agitavano davanti alla sua bocca famelica<br />
“forza, venite&#8230; daiiiii&#8230; schizzate&#8230; sborratemi tuttaaaaa” urlava saettando la lingua.<br />
“Papà&#8230; eccomi&#8230; cazzo sto per sborrare, le sto per scaricare in faccia&#8230; uhhhh&#8230; mamma&#8230; bevimiiiiii”<br />
Wilma si girò prontamente e aprì la bocca.<br />
Piero le mise la cappella dentro e cominciò a masturbarsi velocemente e dopo poco, copiosi schizzi di caldo sperma sgorgarono “ahhh&#8230; siii, mamma, ti faccio bere la mia sborra&#8230; guarda papà&#8230; ssiiiiii”.<br />
La bocca di Wilma cominciò a riempirsi; lo sperma caldo e densissimo del figlio le colava dappertutto e lei lo collezionava in bocca,<br />
diligente.<br />
Un torrente di lava la colmò e rivoli di sperma cominciarono a scivolarle dagli angoli della bocca “ggllu&#8230; ggllllub” mormorò.<br />
Alla vista della bocca di sua moglie ricoperta dalla sborra del figlio Osvaldo cominciò a venire, spruzzando caldi getti di sperma sulla guancia, sulla fronte e sui capelli della moglie.<br />
Con attenzione faceva in modo che quel torrente di sborra fosse distribuito sulla sua faccia e nella sua bocca<br />
“cazzo Wilma&#8230; sei piena&#8230; piena”.<br />
La donna dette un colpo sul dildo e venne furiosamente mentre la pioggia di sperma, lentamente, si placava.<br />
Quando i cazzi smisero di schizzare, Wilma girò gli occhi verso il marito e il figlio; era uno spettacolo incredibile.<br />
Stava con la bocca aperta dove ristagnava una pozza di bianca lava, gocce di sperma le colavano dai capelli e le ricoprivano la fronte e la guance, il mento era completamente rorido di sperma colante.<br />
“Avanti mamma, ingoiala, bevi la nostra sborra, fai vedere quanto sei troia!” la incitò Piero.<br />
Wilma chiuse gli occhi e cominciò a inghiottire la sborra che aveva in bocca.<br />
Rivoli di sugo bianco le sfuggirono dagli angoli della bocca e le imperlarono le labbra.<br />
Tirò fuori la lingua e, sorridendo, li catturò<br />
“Mhhh&#8230; buona!” disse leccandosi le labbra.<br />
“Incredibile&#8230; che troia tua madre!”<br />
commentò Osvaldo guardandola affascinato ripulirsi con la lingua.<br />
Osvaldo e Piero si stesero esausti sul letto; Wilma si alzò, si tolse il vibratore dalla vagina, si asciugò la faccia e andò a sdraiarsi in mezzo a loro, cominciando a giocherellare con i piselli mosci<br />
“allora mamma, ti sei divertita?” chiese Piero<br />
“uhhhh&#8230; se mi sono divertita&#8230; sono venuta almeno 7 volte!” rispose Wilma sorridendo soddisfatta.<br />
“Bene ora dormiamo un po’, domani è un altro giorno” disse Osvaldo e i tre si addormentarono profondamente mentre padre e figlio facevano riposare le loro mani sui seni opulenti di Wilma.</p>
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		<title>Bella bionda ragazza inculata e sborrata</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 00:57:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Succhiare Cazzoni Enormi]]></category>

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		<title>Mamma golosa. (2° Episodio)</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 08:00:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>I giorni successivi Piero era ossessionato dal pensiero di ciò che era successo in cucina e si sorprendeva spesso a pensare alle grosse tette di sua madre sulle quali gocciolava la sua sborra densa, a quei capezzoli, ricoperti della sua crema, al culo grosso e tondo di lei. Ma Wilma si comportava come se nulla fosse e rifuggiva i suoi sguardi tanto che lui era sicuro che non avrebbe mai più provato i paradisi del corpo di sua madre; ma quella domenica mattina scoprì che si sbagliava di grosso!<br />
Suo padre era a Milano per lavoro e la mamma era in cucina che preparava il pranzo.<br />
Piero in camera sua era intento a fare i compiti e era uno dei rari momenti in cui non fantasticava su sua madre.<br />
D&#8217;un tratto la porta si aprì e entro la mamma.<br />
&#8220;ehi&#8230; che c&#8217;è mamma?&#8221; domandò<br />
&#8220;niente&#8230; mi chiedevo se hai fame, ti vanno i tortellini?&#8221; chiese e Piero notò un forte rossore sul suo volto<br />
&#8220;si&#8230; vanno bene.&#8221; e si rimise a studiare, ma, pensò, forse era la volta buona, comunque non doveva fare il primo passo<br />
&#8220;e&#8230; a che ora vuoi mangiare?&#8221; sua mamma stava cercando una scusa; la guardò e pensò che dovesse avere un lago sotto le mutande. Si alzò e si sedette sul letto, seguito dopo poco da sua mamma<br />
&#8220;senti mamma… &#8221; iniziò &#8221; …posso farti una domanda?&#8221;<br />
&#8220;certo!&#8221; rispose Wilma sorpresa<br />
&#8220;Senti&#8230; mi sa che papà non ti soddisfa granchè sessualmente, visto quello che usi.&#8221; e Piero sorrise all&#8217;imbarazzo della madre<br />
&#8220;be&#8230; no&#8230; be&#8230; effettivamente… abbiamo sempre fatto cose&#8230; come dire&#8230; ordinarie.&#8221;<br />
Piero capì che era arrivata l&#8217;ora e il suo cazzo cominciò a drizzarsi .<br />
&#8220;eh, non mi dire che&#8230; che non gli hai mai fatto un pompino!&#8221;<span id="more-270"></span><br />
Wilma arrossì, abbassò gli occhi e rispose<br />
&#8220;no&#8230; praticamente… no.&#8221;<br />
&#8220;o, povera mammina.&#8221; disse Piero sorridendo, sempre più convinto di averla in pugno e gli carezzò una guancia, scendendo poi a toccarle il seno: lei lasciò fare.<br />
&#8220;senti mamma, voglio farti vedere una cosa&#8230; vuoi?&#8221;<br />
&#8220;tutto quello che vuoi amore&#8221;.<br />
Piero andò alla scrivania, aprì il cassetto e tirò fuori le riviste porno che conservava, gettandole sul letto.<br />
La mamma arrossì ancora<br />
&#8220;ehi, tranquilla, scommetto che ti eccita anche a te vedere tutte queste porche che si fanno riempire i buchi, vero?&#8221;<br />
&#8220;si&#8230; siiiii mi eccita.&#8221;<br />
&#8220;allora dai, dai un&#8217;occhiata.&#8221;<br />
&#8220;sei proprio un porco figlio mio&#8230; un maiale!&#8221; e aprì una rivista.<br />
Piero stette a guardarla sorridendo mentre guardava rapita le immagini.<br />
Poi la vide dischiudere le cosce e mettere una mano sotto la vestaglia e si accorse che non portava mutande<br />
&#8220;ti ecciti vero mamma&#8230; vero che sei una porca?&#8221;<br />
&#8220;mhh&#8230; siiiii&#8221; mugolò lei.<br />
Piero allora ebbe un&#8217;idea.<br />
&#8220;senti mamma, faresti una cosa per me?&#8221;<br />
&#8220;tutto, tutto ciò che vuoi.&#8221; sussurrò lei cominciando a sditalinarsi.<br />
&#8220;bene, allora spogliati, poi stenditi e comincia a masturbarti davanti a me.&#8221;<br />
&#8220;si&#8230; sei veramente un maiale&#8230; ma mi fai arrapare&#8230; senti come sono bagnata.&#8221; e porse il dito a Piero e il figlio lo leccò sorridendo.<br />
&#8220;la tua fica ha un sapore delizioso mamma, l&#8217; ho sognata per tutta la settimana.&#8221;<br />
Wilma si alzò e prese a spogliarsi davanti agli occhi del figlio, restando in breve tempo tutta nuda, poi si stese sul letto, allargando le cosce.<br />
&#8220;Poi ti scoperò mamma, lo sai?&#8221;<br />
&#8220;ohhh… siii, voglio che tu mi scopi&#8230; dio che voglia!&#8221; mugolò lei mentre con una mano si allargava la labbra della fica e con l&#8217;altra cominciava a strusciarsi il clitoride mentre Piero la guardava.<br />
Davanti agli occhi del figlio le sue dita cominciarono a percorrere la fessura della vagina mentre lei mugolava.<br />
&#8220;ahh&#8230; siii&#8230; diooo&#8230; come vorrei sentire il tuo cazzo!&#8221; e le sue dita scorrevano dentro e fuori quella fica che si allagava di succhi copiosi.<br />
Alzò la testa e vide che Piero era nudo e si stava lentamente masturbando il cazzo, guardandola<br />
&#8220;ti arrapo, vero? Ti arrapa la tua mamma porca?&#8221;<br />
&#8220;si&#8230; troia&#8230; datti da fare, forza!&#8221; disse Piero avvicinandosi per guardare le due dita che andavano dentro e fuori.<br />
La lasciò masturbare per alcuni minuti, poi la fece smettere.<br />
&#8220;basta mamma, non voglio che tu venga così&#8230; forza, ora mettiti a pecorina che voglio guardarti bene il culo.&#8221;<br />
&#8220;ma si… certo.&#8221; rispose lei mentre si passava la lingua sulle labbra e, lentamente, si voltava esponendo agli occhi del figlio quel suo magnifico sedere polposo.<br />
Si mise a quattro zampe e spinse il culo all&#8217;indietro, continuando a toccarsi la passera da sotto, eccitata nel sentire sul suo corpo gli occhi del figlio<br />
&#8220;ti piace il mio culo?&#8221; chiese<br />
&#8220;si mamma&#8230; hai un culo da vera porca&#8230; ho visto come ti ci sbattevi dentro il vibratore, ti piaceva vero?&#8221;<br />
&#8220;si Piero, si… mi piaceva perché sono una troia.&#8221;<br />
Le sue parole la fecero eccitare ancora di più ed un brivido le partì dalla vagina e le percorse il corpo.<br />
Piero si sporse e le toccò le chiappe, palpandole piano, poi si avvicinò e continuò leccandole quelle natiche così grasse e belle, sode&#8230; voleva disperatamente vederle il buco del culo e lievemente le separò le natiche.<br />
Lei emise un mugolio sordo, la sua mano che lavorava febbrile tra le cosce.<br />
Piero rimase senza fiato quando di fronte ai suoi occhi si schiuse il buco del culo della mamma, roseo, leggermente peloso, con delle pieghettine deliziose attorno.<br />
&#8220;mhhh&#8230; figlio… dai, leccamelo, leccami il buco del culo&#8221;<br />
lo pregò Wilma e lui si chinò e, tirata fuori la lingua cominciò a lapparle con lunghe linguate lo sfintere, arrivando fino alla fica; poi con la punta della lingua cominciò a titillarle il buchino, tutto intorno, saettandola abilmente; la donna ora urlava, impazzita dal piacere che le dava la lingua del figlio sul suo ano.<br />
&#8220;aaarrgghh&#8230; uhhh&#8230; siiii&#8230; leccami il culo&#8230; ohhh&#8230; sono una puttanaaaa&#8230; che lingua&#8230; daiiiii!&#8221;<br />
&#8220;mmghh&#8230; si&#8230; siiii&#8221; farfugliò lui mentre la sua lingua si intrufolava dentro il retto e cominciava a stantuffarlo.<br />
D&#8217;un tratto Wilma sentì che la lingua si ritraeva e subito distinse un dito del figlio che le sprofondava nel culo fino alla seconda nocca.<br />
&#8220;ahhh&#8230; che fai&#8230; perverso.&#8221; strillò<br />
&#8220;ti sditalino il culo mamma!&#8221; rispose Piero ridendo mentre col dito andava su e giù nello sfintere della madre e con l&#8217;altra mano si allungava a strizzarle un seno che pendeva opulento sotto di lui.<br />
La sditalinò per almeno 5 minuti, palpandole le mammelle, mentre lei mugolava e si masturbava la fica, poi Wilma si sottrasse.<br />
&#8220;stenditi, che voglio leccarti quelle tue belle palle.&#8221;<br />
&#8220;certo mamma, serviti!&#8221; disse Piero ubbidendo.<br />
Come un&#8217;assatanata lei si gettò sul suo uccello e se lo ficcò subito in gola<br />
&#8220;ahh&#8230; cazzo&#8230; sei un&#8217;idrovora mamma&#8230; mmhh&#8230; come succhi!&#8221; disse estasiato.<br />
La donna tirò il cazzo fuori di bocca e attaccò le palle.<br />
Prima dette delle lunghe leccate ai coglioni del figlio gonfi e tondi, poi, mentre con la mano lentamente gli menava il cazzo di marmo, prese in bocca un testicolo e lo succhiò amorevolmente, poi passò all&#8217;altro facendo lo stesso, lentamente&#8230; a lungo.<br />
Piero, che fino a quel giorno si era immaginato che certe porcate le facessero solo puttane da strada se la godeva immensamente incitando la mamma che ora gli divorava letteralmente i ciglioni.<br />
&#8220;ahhh&#8230; mamma&#8230; sei una succhiatrice incredibile&#8230; dai&#8230; siiii leccami bene i coglioni… ahhh!&#8221;<br />
&#8220;mmhhggg&#8230; bu&#8230; buoni.&#8221;<br />
mugolò la madre mentre, risalendo dalle palle lungo l&#8217;asta, gli imboccava nuovamente il cazzo.<br />
Poi Wilma scese ancora e costrinse il figlio ad aprire bene le gambe<br />
&#8220;mamma&#8230; che vuoi fare?&#8221; chiese Piero sorpreso.<br />
Lei alzò la testa, sorrise e rispose<br />
&#8220;questo amore&#8221; e si tuffo tra le sue chiappe, saettando la lingua e cominciando a leccargli il buco del culo<br />
&#8220;auuuu&#8230; uhhh&#8230; mi stai leccando il buco del culo!&#8221;<br />
&#8220;siii, ti piace… porcellino?&#8221;<br />
&#8220;si&#8230; mamma, si&#8230; troionaaa.&#8221; rispose Piero mentre la mamma, disinibita, alternava dei colpi di lingua sul suo sfintere e dei sapienti ditalini.<br />
Dopo alcuni minuti di questo trattamento lei si alzò, strisciò verso la sua bocca e lo baciò.<br />
Le loro lingue si intrecciarono mente Piero sentiva le tette schiacciarglisi contro e i capezzoli duri della mamma che gli strusciavano sul petto.<br />
&#8220;Ora lo voglio amore&#8230; voglio che tu mi scopi!&#8221;<br />
queste parole sussurrate all&#8217;orecchio lo fecero impazzire e subito abbassò le mani e afferrò le sode chiappe della mamma.<br />
&#8220;si mamma, ora ti sbatto il cazzo nella fica&#8230; dai, voglio che tu ti impali da sola&#8221; e la spinse verso il suo cazzo.<br />
Lei gli sorrise e alzò il suo culo, fino a che Piero sentì la cappella in corrispondenza di quella pozza incredibilmente bagnata che era la fica della mamma.<br />
Lei gli prese in mano il cazzo e se lo strusciò ripetutamente sulla fessura<br />
&#8220;guarda&#8230; senti la fica di tua madre&#8230; stai per chiavare la mamma amore&#8230; vaiii!&#8221; e con queste parole si abbassò con la vagina sul cazzo del figlio.<br />
Piero sentì l&#8217;uccello che gli spariva agevolmente nel condotto della mamma, un tunnel bagnatissimo, caldissimo&#8230; urlò<br />
&#8220;ahhhh&#8230; siiii&#8230; ti sono dentro mamma, ti scopooo!&#8221;<br />
&#8220;si amore&#8230; siii&#8230; mhhhh&#8230; com&#8217;è lungo&#8230; ahhh&#8230; lo sento in pancia&#8230; mmhh&#8230; che duro.&#8221;<br />
Wilma continuò a impalarsi sul cazzo lunghissimo finchè sentì le palle che le aderivano al pube<br />
&#8220;ecco&#8230; guarda&#8230; me lo hai sbattuto tutto dentro!&#8221; disse sorridendo mentre gli passava la lingua sulle labbra<br />
&#8220;zitta e scopa&#8230; dai, voglio vederti ballonzolare queste belle tette.&#8221; disse Piero afferrandole le natiche e costringendola a muoversi sul suo membro sprofondato in lei.<br />
Prima piano, poi sempre più forte, Wilma cominciò ad ondeggiare su e giù per quel bastone che sentiva riempirle la fica fino in gola&#8230; il movimento si faceva sempre più forte e Piero guardava le mammelle della mamma che, enormi, ballavano davanti ai suoi occhi al ritmo del suo cazzo, mentre la mamma se le pastrugnava.<br />
Wilma era in paradiso; il cazzo del figlio le riempiva le viscere e venne subito, ma non lo disse perché voleva godersi ancora quel cazzo.<br />
Sentiva le mani del figlio che le arpionavano i fianchi.<br />
&#8220;ahh… si, scopami, daiii&#8230; più forte&#8230; siiii&#8221;<br />
&#8220;muoviti mamma&#8230; che fica bagnata… ahhhhh&#8221; e così dicendo la rovesciò e cominciò a chiavarla da sopra.<br />
Non credeva ai suoi occhi: lui era li e stava infilando il cazzo durissimo nella fica di sua madre&#8230; vedeva le sue palle che le sbatacchiavano sul pube e le sue tette con i capezzoli eretti.<br />
La scopò così per almeno 5 minuti<br />
&#8220;mamma&#8230; la tua fica mi fa venire&#8230; ho voglia di sborrare.&#8221;<br />
allora Wilma si concentrò, strinse i muscoli della vagina e dieci secondi dopo esplodeva in un orgasmo incredibile<br />
&#8220;ahhhh&#8230; vengo… scopamio figlio… siiiii&#8221; artigliandogli i fianchi strinse la fica e sbrodolò ancora mentre quella fiocina dura la trapanava da parte a parte.<br />
&#8220;Avanti Piero… dai, vieni anche tu&#8230; ma schizza fuori, mi raccomando.&#8221;<br />
&#8220;si… dai, stringila&#8230; ecco.. .mmhh com&#8217;è calda la tua passera mamma.&#8221; si abbassò e le morse forte un seno<br />
&#8220;ahi, mi fai male maiale!&#8221;.<br />
Il grido di dolore della mamma lo eccitò ancor di più, il cazzo si contrasse a preannunciare l&#8217;orgasmo<br />
&#8220;eccooo&#8230; ti inondo!&#8221; urlò mentre estraeva il cazzo prendendoselo in mano.<br />
Appena fuori, il cazzo eruttò uno schizzo di crema che arrivò fino al mento della madre<br />
&#8220;uhh&#8230; che sborrata, dai&#8230; dai, vieni, ricoprimi.&#8221;<br />
Dall&#8217;uccello di Piero partirono potenti schizzi mentre lui se lo menava furiosamente. La sborra le arrivò tra le tette e planò sul petto e sulla pancia della madre.<br />
&#8220;ahh&#8230; godo, godoooo!&#8221; urlò ancora mentre altri potenti schizzi ricoprivano il corpo di Wilma che rideva eccitata.<br />
Quando l&#8217;ultima goccia fu uscita, Piero si lasciò andare esausto accanto al corpo della madre<br />
&#8220;fantastico, ho goduto tantissimo.&#8221;<br />
&#8220;anch&#8217;io amore.&#8221; gli disse la madre sorridendo.<br />
Piero ammirò il suo sperma abbondantissimo che le ricopriva l&#8217;incavatura tra i seni e vide un filo che le pendeva dal mento, vischioso; una fitta di dispiacere lo attraversò per non avere avuto il coraggio di sborrarle in faccia.<br />
La mamma ora stava giocherellando con l&#8217;uccello moscio di Piero: questa volta non aveva intenzione di scappare via. &#8220;Piero… ora non mi sento in colpa&#8230; è stato fantastico!&#8221;<br />
&#8220;si&#8230; è non mi fermerò qui mamma.&#8221; disse Piero sorridendo, poi si alzò e Wilma ammirò il suo corpo agile e muscoloso.<br />
&#8220;sei bellissimo&#8221; disse<br />
&#8220;grazie&#8230; senti mamma, domattina tienti pronta, ti preparo una sorpresina!&#8221;<br />
&#8220;certo amore, sono tutta per te.&#8221;<br />
Piero la guardò alzarsi e ripulirsi piano dalla sua sborra, si avvicinò e la baciò in bocca.<br />
Quel pomeriggio uscì e la notte dormì benissimo; Wilma no, pensava al giorno dopo e non vedeva l&#8217;ora di gustare ancora il cazzo del figlio.<br />
&#8220;Si, prendo quella dove ci sono quelle belle schizzate&#8221;<br />
&#8220;va bene, però riportamela domani&#8221;<br />
&#8220;non ti preoccupare Stefano&#8230; un&#8217;occhiatina innocente e via&#8221;<br />
&#8220;chissà quante seghe&#8230; &#8221;<br />
Piero sorrise, inforcò il motorino e filò verso casa con la cassetta porno nello zaino; decisamente lo aspettava qualcosa di meglio che una semplice sega, lo aspettava una grande troia tutta per lui&#8230; la sua cara mammina.<br />
Quando entrò in casa vide la tavola apparecchiata e sua mamma indaffarata ai fornelli che indossava un reggiseno e una gonna cortissima: sorrise e le si avvicinò.<br />
&#8220;Ciao mamma&#8221; e mentre le passava la lingua sul collo, la sua mano entrava sotto la gonna e scopriva che Wilma non aveva indossato mutande.<br />
&#8220;siamo impazienti vedo.&#8221;<br />
&#8220;si&#8230; in tuo onore.&#8221; si guardarono, sorrisero, poi le loro labbra si unirono e le loro lingue cominciarono a danzare mentre la fica di Wilma cominciava a colare e il cazzo di Piero, prontamente si inalberava.<br />
&#8220;Con calma mamma… prima mangiamo qualcosa.. ora vado su e torno tra un minuto.&#8221;<br />
Il pranzo fu un continuo scambio di sguardi, la tensione altissima, la lussuria che volteggiava nel&#8217;aria.<br />
Alla fine Piero si alzò<br />
&#8220;bene mamma, spogliati, subito!&#8221; disse con tono perentorio.<br />
La madre lo guardò, si alzò e fece scivolare la gonna, poi si sganciò il reggiseno e si trovò ancora una volta nuda di fronte a lui<br />
&#8220;allarga le gambe e rimani in piedi&#8221; la donna ubbidì, eccitata.<br />
Piero sapeva di averla in pugno e si godette il momento. Si avvicinò alla mamma con una grossa banana in mano<br />
&#8220;ma… che vuoi fare?&#8221; chiese la donna<br />
&#8220;beh, non abbiamo ancora mangiato la frutta&#8221; e le avvicinò la banana alle labbra della fica e la spinse in dentro<br />
&#8220;ahhh&#8230; sei davvero perverso.&#8221;<br />
&#8220;ora cammina per la stanza, poi siediti sul divano.&#8221;<br />
Piero stette a guardarla dal divano mentre camminava per la stanza, con il frutto che le pendeva tra le gambe, ondeggiando tette e culo.<br />
Poi Wilma si sedette accanto a lui spalancando le cosce e cominciando a muoversi nella fica la banana, mugolando.<br />
&#8220;ohhhh&#8230; mmmhhh… ahhh ti piaccio… dimmelo&#8221; mugolò mentre Piero la guardava.<br />
Poi Piero si alzò e prese la cassetta, inserendola nel videoregistratore<br />
&#8220;bene mamma, ora guarda bene e impara come si fa a essere davvero porche.&#8221; ed accese la TV.<br />
Il film si intitolava &#8220;cum sluts&#8221; e Wilma chiese al figlio che volesse dire il titolo<br />
&#8220;lo vedrai mamma, lo vedrai&#8221; rispose lui sorridendo, mentre con una mano si massaggiava lentamente il manfano scoperto e con l&#8217;altra muoveva la banana nella fica della mamma che, seduta a cosce larghe davanti a lui ora si carezzava le tette<br />
mentre fissava curiosa lo schermo.<br />
Nel primo episodio una biondina era alle prese con due cazzi che prima spompinava a lungo, poi si prendeva, alternativamente nella fregna e nel culo.<br />
Wilma guardava con una lussuria montante mentre sullo schermo la porcellina cominciava a farsi introdurre i cazzi contemporaneamente nella fica e nel culo.<br />
Ora Wilma si stava ravanando da sola la passera con due dita sprofondate dentro.<br />
&#8220;ti piace mamma?&#8221;<br />
&#8220;oh&#8230; siiii… guarda come si prende i cazzi&#8230; mi piacerebbe averne due di cazzi tutti per me… ahhhhh&#8221; e con una tirata al clitoride esplose in un intenso orgasmo.<br />
&#8220;Attenta, ora mamma, viene il bello&#8221; disse Piero, mentre la bionda sullo schermo era inginocchiata e spompinava alternativamente i due uccelli; poi il primo cominciò a schizzare e una pioggia di sperma denso planò sul volto dell&#8217;attrice che saettava la lingua, raggiunta anche dalla sborrata dell&#8217;altro che le schizzò tutta la faccia.<br />
&#8220;Vedi che significa il titolo&#8221; disse Piero ridendo mentre la biondina sorrideva alla telecamera con la sborra che le colava dal volto sul seno.<br />
Wilma, come impazzita, si gettò sul cazzo del figlio e se lo sprofondò in gola<br />
&#8220;ahhh… ehi mamma, attenta, sei proprio una succhiacazzi affamata. Ti piacerebbe prenderla in faccia anche a te vero?&#8221; &#8220;mmhhh&#8230; &#8221; mugolò Wilma annuendo con la testa mentre le sue labbra percorrevano voraci l&#8217;asta del figlio.<br />
Piero stette a godersi la bocca affamata della mamma che gli divorava letteralmente l&#8217;uccello, mentre con la mano gli massaggiava le palle e faceva frullare la lingua sulla sua cappella mugolando in preda a un vero raptus; sullo schermo due nere erano circondate da cinque uomini che si menavano i cazzi e svuotavano sopra di loro litri e litri di sperma.<br />
La scena era incredibile, con sua mamma che gli prendeva il cazzo fino in gola mulinando la lingua mentre lui guardava un film porno, ma ormai sapeva controllarsi bene<br />
&#8220;avanti mamma, facciamo un 69 che poi te lo sbatto in fica.&#8221;<br />
&#8220;mmhh..gghh..&#8221; mugolò lei e si girò in modo da offrire alla bocca del figlio la sua fica.<br />
Era tanto bagnata che gocce di sugo gli colarono sulla faccia, ma lui si attaccò subito e a forsa di linguate se la bevve tutta &#8220;mamma&#8230; che fica, sei fradicia.&#8221;<br />
&#8220;ahhhhh&#8230; siiiii&#8230; dai&#8230; leccami!&#8221; ululò lei strusciandosi tutto l&#8217;uccello del figlio sulla faccia.<br />
Lui con la lingua gli slinguettava il clitoride tenendole le chiappe con le mani, poi di tanto in tanto saliva e le slinguava l&#8217;ano, dove poi infilava un dito seguito dai mugolii disperati di lei.<br />
&#8220;Forza troia di una cagna, mettiti a pecorina e guarda bene lo schermo!&#8221; intimò d&#8217;un tratto Piero ormai al limite e smanioso di trapanare la fregna della madre che era un immenso lago sulla sua bocca<br />
&#8220;oh si amore, ti voglio! Chiavami, prendimi da dietro&#8221; urlò lei, con la faccia imporporata, mentre si metteva carponi in terra tenendo lo sguardo fisso sulla tv.<br />
Piero le apoggiò la cappella sulla apertura della fica e cominciò a strusciarla avanti e indietro.<br />
Alla tv ora una donna si faceva inculare da un cazzo enorme mentre davanti a lei un&#8217;altro uomo si menava il cazzo e le spruzzava sborra densa sulle labbra<br />
&#8220;forza&#8230; scopami, dai che poi voglio berti la sborra, voglio che tu mi venga in bocca!&#8221; urlò Wilma e subito Piero spinse, entrando dentro di lei, completamente<br />
&#8220;ahhh&#8230; eccoti servita mamma, un bel cazzo duro in pancia!&#8221; e prendendola per i fianchi cominciò a sbatterla prima più piano, poi con sempre maggiore intensità.<br />
&#8220;Ahh… siii… cosììì mi piace, dai fottimi, toccami le tette amore.&#8221; lui si sporse e mentre la trapanava le prese le poppe con le mani e cominciò a pastrugnarglele.<br />
Per almeno dieci minuti stette a chiavarla così, mentre entrambi fissavano lo schermo rapiti; quando stava per venire tirava fuori il cazzo e si rilassava, poi lo infilava di nuovo.<br />
La mamma grugniva di foia e se ne venne almeno tre volte, rumorosamente, implorandolo di sbatterla più forte.<br />
Poi anche Piero sentì che era il momento, la sborra che gli ribolliva nei coglioni&#8230; questa volta l&#8217;avrebbe scaricata sulla faccia di mamma, era stata lei a chiederglielo.<br />
&#8220;avanti mamma, è il tuo turno, forza, ho voglia di sborrare.&#8221; disse mentre, dopo l&#8217;ultimo orgasmo di lei, si alzava in piedi &#8220;mhh… si amore&#8230; dammelo!&#8221; sorrise mentre si inginocchiava di fronte a lui e si faceva sparire in bocca il suo cazzo dal quale colavano lucidi gli umori della sua vagina.<br />
Lui prese a muoversi tenendo ferma con le mani la testa della mamma e scopandole la bocca<br />
&#8220;ahhh… sei pronta? Sei pronta a prenderti la mia sborra?&#8221;<br />
&#8220;mmgghh&#8230; gghhh&#8221; annuì lei mentre si strizzava un capezzolo<br />
&#8220;allora dai, apri bene questa bocca, troia succhiacazzi!&#8221; e prendendosi in mano il cazzo cominciò a menarselo con la sola cappella infilata nella bocca aperta di mamma.<br />
Guardò sua madre che stava lì, pronta a farsi sborrare in bocca da lui, eccitata, con quelle tettone burrose e lui che la stava imboccando col cazzo pronto ad esplodere e sentì lo sperma risalirgli dalle palle prepotente<br />
&#8220;ahhh… eccomi… sborro… dai mammina&#8230; bevi!&#8221;<br />
un primo schizzò, lunghissimo, eruttò nella bocca della mamma che mugolò<br />
&#8220;mhhhh… gghhhh&#8221;<br />
&#8220;siiiiii&#8230; ecco la sborra… mammaaaaa!&#8221; e spruzzò altri due schizzi densi.<br />
Wilma sentì lo sperma che, denso le eruttava in bocca e ne assaporò l&#8217;aroma, poi inghiottì il primo fiotto, poi gli<br />
altri due le entrarono in bocca, ma lei rimase li&#8230; a bocca spalancata col cazzo del figlio che le eruttava dentro.<br />
Com&#8217;era densa la sua sborra&#8230; e perversa era la sua cloaca di piacere.<br />
Piero voleva ricoprirle la faccia, allora tirò fuori il cazzo sussultante<br />
&#8220;ahhh… ti sborro in faccia mamma, ti ricopro!&#8221; e mentre parlava dall&#8217;uccello gli uscivano torrenti di bianca crema che, caldi e densi, planavano sulla faccia della mamma.<br />
Lei teneva aperta la bocca dentro la quale colarono altri 3-4 schizzi di sperma, mentre vedeva quei fiotti che la colpivano dappertutto; uno la prese sul naso e le colò lentamente, molti sulle labbra e sulle guance, sui capelli, sulla fronte.<br />
&#8220;ahhh… mmhh… che belloooo!&#8221; ululò, eccitatissima da quella pioggia cremosa sul suo volto.<br />
Intanto Piero continuava a menarsi il cazzo a un paio di cm dalla faccia della mamma e si godeva la vista della pioggia del suo sperma che imbrattava tutto il suo volto.<br />
Poi un&#8217;ultimo schizzo e la tempesta di sperma si calmò<br />
&#8220;ahhh&#8230; cazzo&#8230; ti ho riempito… mamma, sei una troia, guardati, sei tutta sporca della mia sborra.&#8221; Wilma gli sorrise, tirò fuori la lingua e cominciò a raccogliere lo sperma che aveva sulle labbra e a inghiottirlo.<br />
&#8220;mmhh… che buono, così denso&#8221; e mentre lei parlava Piero ammirava i filamenti di sperma che le univano le labbra e le grosse gocce che le colavano dal naso, dal mento e dalle guance.<br />
&#8220;Tieni, tiieni ancora, affamata.&#8221; disse lui e le strusciò il cazzo ancora duro sulla faccia, ricoprendolo di sugo, poi lo prese<br />
portandolo verso la sua bocca.<br />
&#8220;mmhh… che buono&#8221; la bocca di lei lo inghiottì e la mamma cominciò a mangiare lo sperma dal suo cazzo<br />
&#8220;mmhh..sii&#8230; che dolce.&#8221; Piero la osservava mentre la sua bocca divorava sborra abbondante, con dei rumori incredibili. Glielo ripulì tutto e lui si trovò col cazzo moscio davanti alla bocca della mamma.<br />
&#8220;ti è piaciuto piccolo, ti è piaciuto come tua mamma ti ha bevuto la sborra?&#8221;<br />
&#8220;si&#8230; fantastico, sei stata porca quasi come quelle attrici&#8221;.<br />
Wilma gli sorrise e entrambi si stesero sul tappeto, distrutti ma felici.<br />
Dopo alcuni minuti di silenzio Wilma lo abbracciò con quelle sue enormi tette burrose schiacciate contro la sua schiena e disse:<br />
&#8220;Piero, amore, ora credo di essere una bella troietta vero?&#8221;<br />
&#8220;si mamma, si.&#8221; rispose il figlio sorridendole<br />
&#8220;bene… allora senti&#8230; io&#8230; be&#8230; il tuo cazzo è bellissimo ma&#8230; a te piacerebbe scoparmi insieme ad un altro uomo?&#8221;<br />
Piero si girò e il pensiero lo eccitò subito<br />
&#8220;certo mamma… ma… non vedo chi&#8230; è pericoloso!&#8221;.<br />
Wilma gli sorrise e allungò la mano verso il suo cazzo ormai moscio<br />
&#8220;vedi, io con tuo padre non ho mai&#8230; be… mai fatto queste cose, ma sono sicura che lui.. insomma a lui non&#8230; &#8221;<br />
&#8220;ma che dici mamma, papà si infurierebbe se lo sapesse!&#8221;<br />
&#8220;no… non credo… ma tu avresti qualcosa in contrario?&#8221;<br />
&#8220;no… no… ma… anzi sarebbe eccitante&#8221; e Piero si figurò con suo padre a stantuffare sua madre.<br />
&#8220;Bene, allora mercoledì notte vedrò di organizzare una bella festicciola&#8221; sorrise Wilma guardando il figlio.</p>
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		<title>Questo cazzo nere e enorme!!</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2009 01:08:38 +0000</pubDate>
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		<title>Culo squarciati per cazzo enorme</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 00:55:45 +0000</pubDate>
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		<title>Mamma golosa. (1° Episodio)</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 08:00:31 +0000</pubDate>
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“mi raccomando Piero, non ti fare troppe seghe oggi”
“stai tranquillo&#8230; mi trattengo” rispose Piero ridendo e si avviò verso casa.
Piero era un bel ragazzo che aveva appena compiuto i 18 anni: alto, robusto, faccia regolare, capelli biondi e lisci ed era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piero uscì insieme ad un amico dall’aula della classe V-C dell’istituto tecnico commerciale che frequentava<br />
“mi raccomando Piero, non ti fare troppe seghe oggi”<br />
“stai tranquillo&#8230; mi trattengo” rispose Piero ridendo e si avviò verso casa.<br />
Piero era un bel ragazzo che aveva appena compiuto i 18 anni: alto, robusto, faccia regolare, capelli biondi e lisci ed era sempre arrapato; ora tornava a casa con una rivista pornografica, di quelle che si scambiavano spesso con gli amici.<br />
Arrivò a casa, scese dal motorino e si precipitò dentro la villetta alla periferia della città.<br />
“Fai presto Piero, tra poco torna papà e mangiamo”<br />
la voce della madre lo fermò mentre saliva al piano superiore in camera sua; si voltò<br />
“certo mamma, tranquilla” rispose.<br />
La mamma era una bella donna di nemmeno 40 anni; non alta, ma bella formosa, con un corpo ancora giovane e dei lunghi capelli castani; Piero non potè fare a meno di notare i suoi bei seni turgidi, opulenti che premevano sulla camicetta fucsia “saranno la quarta” pensò e subito ricacciò indietro il pensiero, attribuendolo all’arrapamaneto che aveva sentito tutta la mattina.<br />
Entrò di corsa in camera, si mise una tuta e una maglietta a manica corta e tirò fuori il giornaletto porno “uh&#8230; bella fica” pensò guardando la ragazza in copertina che si succhiava un dito e poi cominciò a sfogliarlo, ma subito sentì la mamma che lo chiamava<br />
“Piero, scendi che mangiamo”<br />
“eccomi mamma” rispose e scese ripromettendosi di spararsi una bella sega nel pomeriggio.<br />
Quando entrò nella cucina trovò già i genitori a tavola<br />
“avanti pigrone” gli disse sorridendo il papà, Osvaldo; era un bell’uomo di 42 anni, molto alto e muscoloso, con i capelli corti e un paio di baffi biondi che lo facevano sembrare autorevole.<br />
Aveva solo un po’ di pancetta forse anche a causa del lavoro di libero professionista che lo portava a condurre una vita abbastanza sedentaria.<br />
“Allora, tutto bene a scuola? Le ragazze?” chiese il padre sorridendo “mi sa che nostro figlio fa strage di cuori Wilma” aggiunse rivolgendosi alla moglie<br />
“si, è proprio un gran bel ragazzo&#8230; come suo padre” disse la madre<br />
“ma state zitti&#8230; ” troncò Piero allegramente.<span id="more-269"></span><br />
Finirono di mangiare dopo mezz’ora e la mamma sparecchiò e si mise a lavare i piatti mentre Piero indugiava a tavola<br />
“perché non mi dai una mano?” chiese lei<br />
“certo” rispose Piero apprestandosi ad asciugare i piatti che la mamma le porgeva. Mentre strofinava, accanto alla mamma, sentì un seno di lei premere inavvertitamente al suo braccio e questo gli dette una strana sensazione&#8230; era una tetta bella piena&#8230; soda; continuò ad asciugare guardando la mamma e notò anche il suo sedere sotto il grembiule, un poco grosso, ma decisamente ben tenuto e pensò che piacesse ancora molto al babbo.<br />
Mentre era lì che la fissava lei si girò e lo redarguì<br />
“ehi, forza, datti da fare”<br />
“si&#8230; scusa, pensavo” e finì di asciugare i piatti.<br />
Alle 4 di pomeriggio, dopo aver studiato un poco, decise di dare un’occhiata al giornaletto; si sentiva, come al solito molto eccitato e chiuse la porta a chiave per evitare sorprese dalla madre che, casalinga, passava i pomeriggi spesso in casa.<br />
Si mise sul letto e cominciò a sfogliare la copia di MEN, subito attratto dalle immagini di grosse scopate, pompini e inculate.<br />
In particolare a lui piacevano le sborrate in faccia e in bocca e impazziva quando due o più uomini schizzavano il loro seme denso addosso a troiette che sorridevano.<br />
L’immagine di una biondina che stava a bocca aperta e si faceva colare fuori un lungo rivolo di sperma gli fece rizzare prontamente il cazzo “accidenti&#8230; che troia, ti inculerei volentieri” pensò mentre si calava i pantaloni della tuta.<br />
Continuando a sfogliare cominciò a carezzarsi lentamente l’uccello ormai alla massima lunghezza.<br />
Lo guardò; era davvero un bell’affare, una verga lunga almeno 20 cm, con due belle palle regolari e molto pelose che pendavano gonfie sotto di esso.<br />
Con la mano si scappellò e ammirò il glande largo, rosso, liscio e poi si inumidì la mano e ce la passò sopra “mhhh&#8230; siiiii” mugolò lentamente e continuò a segarselo con gusto, di tanto in tanto lisciandosi i testicoli “cazzo&#8230; che voglia di sborrare&#8230; siiii, sono un porco” pensò mentre si masturbava lentamente di fronte ad una moretta che si faceva infilare da due cazzoni contemporaneamente nella passera e nel culo mentre un terzo le ravanava in bocca.<br />
Poi la sua attenzione fu attratta da una donna, con la pelle molto chiara e due belle tettone burrose che si faceva chiavare a pecorina.<br />
La donna, non giovanissima, gli portò alla mente sua madre e la immaginò lì, a farsi inculare da uno sconosciuto che gli dava dei forti colpi e le faceva ballonzolare le poppe; il pensiero lo eccitò e lo fece quasi sborrare “accidenti, che sto pensando” disse tra se e continuò a sfogliare.<br />
D’un tratto sentì la doccia che scrosciava nel bagno accanto&#8230; si fermò e sentì sua madre fischiettare allegra&#8230; un pensiero gli attravrsò la mente “perché no” pensò “solo un’occhiatina, niente di male” e si alzò dal letto con il suo uccellone che svettava durissimo “sono curioso di vederla nuda, nient’altro” rimuginò mentre si infilava la tuta e lentamente usciva dalla stanza e si appressava alla porta del bagno.<br />
Si chinò e mise l’occhio alla serratura, guardando dentro proprio mentre sua madre si toglieva delle mutandine di pizzo “accidenti, si tratta bene” visto che aveva sempre pensato che sua madre indossasse mutande più normali.<br />
Ma la sua attenzione fu subito concentrata sullo stupendo culo della mamma: due chiappe belle sode, polpose, non piccole ma tenute benissimo, gustose e ritte che terminavano in due belle cosce con pochissima cellulite “accidenti&#8230; che culo” e il cazzo gli sobbalzò duro come non era mai stato.<br />
Alzò gli occhi mentre sua madre si girava e le vide le fantastiche tette&#8230; com’erano grosse, belle rotonde, due montagne di carne bella soda che terminavano in due grandissime aureole al culmine delle quali svettavano due superbi capezzoli che, notò, sembravano eretti.<br />
La donna entrò nella doccia e cominciò a insaponare il suo bel corpo opulento, lentamente.<br />
Piero spostò una mano e la infilò sotto le mutande&#8230; trovò il cazzo duro come il marmo e cominciò a masturbarlo mentre guardava sua madre lavarsi tutta.<br />
Poi accadde una cosa inaspettata; vide Wilma che cominciava a carezzarsi i seni e poi&#8230; si, si strizzava i capezzoli.<br />
Piero si irrigidì e sentì la madre che mugolava piano “mmmhhh&#8230; dioooo&#8230; mmmmhhhh” udì distintamente e subito dopo, l’altra mano della donna scendeva tra le cosce e cominciava a strusciare la micetta.<br />
Cazzo, sua madre si stava masturbando e lui si eccitò come un maiale e dovette abbassarsi i pantaloni per maneggiarsi meglio l’uccello.<br />
La donna uscì dalla doccia, si asciugò e aprì un cassetto; con somma sorpresa Piero vide che estraeva un vibratore&#8230; no,<br />
sua mamma, sua mamma sembrava una troia vogliosa ed ora mentre si carezzava sempre più forte la passera e la sditalinava con foga, leccava il grosso vibratore color rosa; la sua mano si agitava freneticamente sul cazzo durissimo “no&#8230; non è possibile” pensò approssimandosi all’orgasmo mentre i mugolii della mamma diventavano sempre più intensi.<br />
“mmhh&#8230; siii&#8230; mi piace&#8230; oohhhhh&#8230; voglio godere&#8230; ahhhh&#8230; ahhhhhh&#8230; vengoooooo!”<br />
urlò la donna e nello stesso momento una incredibile sborrata zampillò dal cazzo di Piero andando a stamparsi sulla porta chiusa<br />
“ohhh&#8230; cazzo&#8230; godoooo” mugolò piano e lasciò andare un lungo orgasmo finchè rimase con le palle svuotate, distrutto da un piacere intensissimo.<br />
Mentre puliva la porta sentì sua madre parlare “domattina mi concederò le tue grazie” disse guardando il vibratore e sorridendo. Piero corse in camera e rimase tutto il pomeriggio in uno stato di stupore.<br />
La mattina dopo aveva programmato tutto; sarebbe uscito prima da scuola e sarebbe tornato di nascosto a casa; il pensiero di sua madre intenta a masturbarsi, l’idea di lei con il vibratore piantato nella fica lo eccitava da pazzi, voleva assolutamente vederla, era come in preda ad una febbre erotica inarrestabile.<br />
Mentre si avvicinava a casa la sua emozione cresceva, le sensazioni lo sconvolgevano e sentiva l’uccello premergli contro i pantaloni.<br />
Arrivò e entrò dalla finestra che aveva lasciata aperta, andando in camera sua&#8230; sua madre era di sotto che faceva i lavori di casa. Aspettò circa un’ora, poi verso le 10, 30 sentì la donna che saliva ed entrava nel bagno<br />
“ho proprio voglia&#8230; siiii&#8230; sono una troia&#8230; e una troia ha bisogno di cazzi grossi e duri”<br />
disse a voce alta credendo di essere sola.<br />
Il cazzo di Piero sobbalzò. Wilma uscì dal bagno ed entrò in camera sua, Piero la seguì con attenzione<br />
“mhhh&#8230; mmhhhh&#8230; dio che voglia, sono tutta bagnata” sentiva la mamma nella camera scura e la udì stendersi sul letto.<br />
Si affacciò pian piano e vide la mamma, col seno nudo e con la gonna alzata, stesa di schiena sul letto che si pastrugnava le tette mugolando mentre con l’altra mano si carezzava l’interno delle cosce; accanto a lei c’era il vibratore rosa e un altro vibratore, più corto ma più tozzo, nero.<br />
“Ohhhh&#8230; ohhh&#8230; che voglia di cazzo, dai, sfondami&#8230; leccami”<br />
urlava e a Piero sembrava solo una di quelle troie che vedeva nei film porno&#8230; era in preda a una febbere di sesso.<br />
Quando la vide prendere il vibratore rosa, Piero si slacciò i pantaloni e fece svettare libero il suo pisello duro<br />
“come vorrei che fosse un cazzo vero!”<br />
mugolò la donna e la mano di Piero si lambì le palle<br />
“ecco&#8230; siiii&#8230; subito dentro&#8230; voglio essere sfondata&#8230; ahhhhhhh!”<br />
e Piero vide che la mamma introduceva senza difficoltà metà del dildo nella sua fica che doveva essere bagnatissima.<br />
La sua mano cominciò a scorrere il cazzo, era eccitato in modo incredibile, non gli importava che fosse sua madre, per lui era solo una splendida donna vogliosa che si infilava in fica un cazzo finto lungo e duro.<br />
“Ahhhh&#8230; cosììììì&#8230; tutto”<br />
urlò la donna e il vibratore sparì fino in fondo nella sua vagina e subito cominciò ad andare avanti e indietro.<br />
Mentre si scopava col cazzo finto, la donna mugolava e si strizzava i capezzoli con un dito che si inumidiva, quasi urlando “siii&#8230; sono una troiaaaaa”.<br />
Ora Piero si masturbava selvaggiamente, le sue palle ballonzolavano nell’aria, ma non voleva ancora venire.<br />
Per circa 5 minuti la mano della mamma spinse nella fica il cazzo finto, poi la donna inarcò i fianchi, urlò e con un ultimo colpo venne sbrodolando “ahhhhhrrgg&#8230; siiiiiiii” e si lasciò cadere esausta sul letto.<br />
Piero sperava che lo spettacolo non fosse ancora finito e infatti, dopo cinque minuti, sentì la madre che parlava ancora<br />
“si&#8230; dai&#8230; ora lo voglio nel culo&#8230; tutto, sfondami il culo”.<br />
Piero non credeva ai suoi occhi quando vide la mamma che si metteva a pecorina e prendeva il vibratore nero cominciando a lubrificarlo con gli abbondanti succhi che colavano dalla vagina<br />
“ecco&#8230; umettiamolo un po’, mmhh&#8230; che voglia di prendermelo in culo… siiiii”<br />
sentì dire mentre vedeva quelle tette pendere gonfie e il meraviglioso sedere sul quale la mamma strusciava il dildo.<br />
Poi lo appoggiò proprio all’ano, indugiò un attimo e spinse “ahhhh&#8230; ” sentì la mamma che diceva e vide che spingeva più dentro il coso nel buco del culo<br />
“uhhh&#8230; com’è grosso&#8230; ahhhh”<br />
lo infilò per metà, poi lo tirò fuori e lo infilò ancora dentro.<br />
Prese a muoverlo lentamente mentre lui guardava lei che se lo spingeva nel culo, mugolando infoiata.<br />
“Cazzo&#8230; se lo prende nel culo&#8230; ed è aperta&#8230; ” pensò “devo sborrare&#8230; ho il cazzo che mi scoppia” e cominciò ad accelerare il ritmo con gli occhi fissi sulla mamma che, a pecorina si infornava il sedere mentre strusciava la fica con l’altra mano.<br />
Ma poi accadde l’imprevisto; dalla troppa foga si appoggiò alla porta e questa cedette facendolo barcollare in avanti; la mamma si tolse subito il vibratore dal culo con un balzo, si girò&#8230; e lo vide; stava lì, con il suo cazzone durissimo svettante di fronte a lei completamente nuda&#8230; suo figlio, suo figlio era stato a guardarla&#8230; e si era masturbato&#8230; ci fu un momento di silenzio agghiacciante<br />
“oh&#8230; dio Piero&#8230; scusa&#8230; ma&#8230; che fai&#8230; oh dio”<br />
borbottò mentre cercava di ricoprirsi<br />
“scusa&#8230; mamma, scusa&#8230; io&#8230; non”<br />
cercò una scusa, disperatamente<br />
“esci, ti prego&#8230; esci” urlò la donna.<br />
Lui, spaventato corse via, avvampando di vergogna e si chiuse in camera sua.<br />
Wilma era distrutta; si rivestì, nascose i vibratori e cercò di pensare a che fare&#8230; ad una scusa da trovare; doveva parlare con suo figlio, spiegargli, dio che situazione!<br />
Scese in cucina, cercò di fare qualcosa, poi decise di andare da suo figlio&#8230; in fondo che aveva fatto di male, non aveva mica tradito il marito!<br />
“Apri Piero, per favore”<br />
disse bussando piano alla porta e subito suo figlio andò ad aprire, con gli occhi bassi e un incredibile rossore sul volto<br />
“mamma&#8230; no&#8230; non è&#8230; non è successo niente”<br />
“senti, dobbiamo parlare&#8230; fammi entrare”<br />
Piero la fece entrare e si sedette sul letto.<br />
“Piero, vedi..io&#8230; beh&#8230; io e tuo padre non abbiamo rapporti così spesso&#8230; e&#8230; insomma, non lo farò più, te lo prometto”<br />
Piero non sapeva che dire<br />
“non ti preoccupare&#8230; anch’io non&#8230; non”<br />
non potè proseguire e ci fu un momento di imbarazzo, poi sua madre si sedette accanto a lui, sul letto<br />
“non è bello quello che hai fatto anche tu&#8230; stavi guardando tua madre… insomma”<br />
“lo so mamma, lo so” disse Piero guardandola.<br />
Ormai la tensione era un poco calata e, con sorpresa, si accorse che la camicetta della madre era sbottonata e gli sfuggì uno<br />
sguardo<br />
“senti&#8230; dobbiamo stare zitti&#8230; e non dirlo a nessuno” disse Wilma<br />
“certo, certo, mica sono scemo” la rassicurò Piero e i loro sguardi si incontrarono.<br />
Sentirono entrambi una particolare intimità&#8230; che diamine Piero l’aveva vista infilarsi un grosso vibratore nel culo pochi minuti prima!<br />
Ci fu un minuto di silenzio, anche Wilma, in fondo, si sentiva ora in uno stato particolare&#8230; aveva lasciato le cose a metà&#8230; guardò il petto largo del figlio e abbassò lo sguardo verso&#8230; si… verso il suo coso che faceva un bozzo sui pantaloni&#8230; impaurita di se stessa si alzò e uscì, tornando in cucina.<br />
Ma Piero aveva sentito qualcosa&#8230; cazzo&#8230; era arrapato, davvero arrapato.<br />
Stette mezz’ora come un lupo in gabbia, poi scese in cucina:<br />
“mamma” disse; e sua madre si voltò e vide il figlio in piedi e dai pantaloni si notava una notevole erezione.<br />
Wilma stette ferma e Piero&#8230; si, voleva che sua madre notasse, vedesse che aveva il cazzo duro&#8230; nessuno dei due disse nulla, poi Piero, come in trance, si avvicinò a lei e si fermò a un centimetro<br />
“Piero&#8230; che&#8230; che fai?”<br />
“mamma&#8230; io&#8230; sai&#8230; mi sono eccitato a guardarti”<br />
non credeva a quello che diceva<br />
“non devi&#8230; non devi”<br />
replicò lei, ma sentiva che tra le cosce la sua fica si bagnava&#8230; dio che bel ragazzo suo figlio, e doveva avere un cazzo lunghissimo.<br />
“Mamma&#8230; senti&#8230; vorrei rivederla, me la faresti vedere?”<br />
“cosa&#8230; cosa?”<br />
“la tua fica, mamma!”<br />
Piero l’aveva detto e vide la mamma arrossire violentemente ma non vide il lago che si era formato tra le sue cosce.<br />
Lei stette zitta, poi, senza sapere ciò che faceva, raggiunse la camicia, la sbottonò e se la tolse: davanti agli occhi di Piero svettarono le fantastiche mammelle burrose di sua madre&#8230; erano lì, vicinissime, gonfie… quasi venne dall’eccitazione.<br />
Poi sua madre si chinò e, senza dire nulla fece scivolare giù la gonna rimanendo in mutande.<br />
Pierò si chino, afferrò le mutandine e le abbassò fino alle caviglie e lei le sfilò, rimanendo completamente nuda, il suo corpo bollente di fronte agli occhi del figlio.<br />
Piero allungò le mani e sfiorò le turgide mammelle della mamma “mhhh&#8230; ” mugolò lentamente Wilma chiudendo gli occhi.<br />
Piero aveva ormai preso coraggio, ghignò soddisfatto ed eccitatissimo ed afferrò con la mano il seno destro della mamma, cominciando lentamente a strizzarlo<br />
“dio&#8230; ohhh&#8230; dioooo”<br />
sussurrò la madre passandosi la lingua sulle labbra<br />
“che facciamo Piero, che facciamo?”<br />
disse disperata ma per tutta risposta il figlio allungò l’altra mano e prese a pastrugnarle le poppe con maggior decisione<br />
“posso baciarti le tette mamma?”<br />
chiese ma non ottenne risposta, allora allungò la testa e cominciò a baciare quelle due montagne di carne soda<br />
“le tue tette sono così belle mamma, così grosse&#8230; mmmhhhh”<br />
e tirando fuori la lingua cominciò a stuzzicare le grosse aureole e poi, deciso, lambì con la sua lingua il capezzolo durissimo<br />
“ohhh&#8230; siiiiii&#8230; siiiii”<br />
mugolò la mamma allungando la mano verso la vagina. Piero, incoraggiato cominciò a leccare un capezzolo, poi se lo prese in bocca e lo succhiò con un rumore intenso e così fece con l’altro: per vari minuti Piero leccò e succhiò i capezzoli e le belle tette della mamma che mugolava in preda a un piacere perverso.<br />
“Avanti, che aspetti, non volevi guardarmi la fica”<br />
disse d’un tratto prenendogli la testa fra le mani<br />
“si&#8230; si, voglio vedere la tua fica mamma”<br />
“e allora forza, dai!”<br />
e così dicendo si stese sul tavolo e spalancò oscenamente le cosce assolutamente travolta dalla passione, vogliosa di sentire il suo sguardo sulla sua vagina.<br />
“Mamma&#8230; sei&#8230; fantastica&#8230; come sei bella&#8230; quanta” e portandosi verso di lei la baciò sulle labbra.<br />
La donna gli infilò la lingua avida in bocca e Piero rispose intrecciandola con la sua mentre con una mano le strizzava i capezzoli “mmhhh..mmhhh” mugolavano mentre le loro lingue danzavano frenetiche.<br />
Poi lui scese con la testa, si soffermò a mordicchiarle i capezzoli e lei rispose mugolando sensualmente, poi andò a guardare la fregna di sua madre; era incredibilmente bagnata, tanto che vedeva i suoi umori che lentamente colavano dalla fessura e si raccoglievano sul tavolo<br />
“sei fradicia mamma&#8230; ”<br />
disse emozionato<br />
“ohh&#8230; siiii&#8230; come sono arrapata Piero&#8230; ”<br />
sussurrò lei mentre lui allungava una mano e delicatamente separava le labbra gonfie della vagina<br />
“che bella..che fica&#8230; fantastica”<br />
disse ammirando la fessura e il clitoride che si ergeva durissimo.<br />
Con le mani cominciò a percorrere tutta la spacchetta, lentamente<br />
“ohhhh&#8230; diooooo&#8230; siiiiiii..che bello&#8230; ahhhhh”<br />
urlò la mamma mentre lui le infilava, incerto, un dito dentro la fessura.<br />
Visto che rispondeva così bene cominciò ad andare avanti e indietro e il dito produceva un rumore di sciacquio dentro la passerona allagata di sua mamma.<br />
“Ti piace la fica di mamma Piero? Dimmelo daiiii&#8230; ”<br />
urlò senza ritegno, ormai completamente in preda alla foia, mentre si tirava selvaggiamente un capezzolo con due dita<br />
“si mamma&#8230; siii, sapessi come ce l’ho duro&#8230; è come quella delle troiette sui giornali”<br />
rispose Piero mentre il dito scompariva fino in fondo<br />
“allora dai, che aspetti&#8230; leccamela, lecca la fica di mamma&#8230; ”.<br />
Piero non credeva che sua mamma potesse parlare così&#8230; e non aveva mai leccato una fica&#8230; ma era lì vicina alla sua bocca ed era così invitante&#8230; allungò la lingua tesa, deciso, dette una lunga leccata -slap- percorrendo tutta la fessura grondante di umori “aaarrrghhh..siiii&#8230;”<br />
ululò Wilma in preda a un godimento frenetico e questo incoraggiò Piero che afferrò le cosce della mamma e si tuffò sopra quella fica appetitosa, cominciando a succhiare e leccare con una frenesia incredibile<br />
“buo&#8230; buona&#8230; gghhh&#8230; ”<br />
borbottò alzando la testa<br />
“dio&#8230; come lecchi&#8230; siiii&#8230; leccala tutta&#8230; dai&#8230; fai godere mamma&#8230; daiiiiii”<br />
e Wilma si prese le labbra della fica e le spalancò bene per dare migliore accesso alla lingua del figlio che lavorava frenetica.<br />
Era fantastica&#8230; il sapore di quei succhi, il clitoride duro che leccava con gusto, il profumo che aspirava gli facevano gonfiare il cazzo fino a scoppiare&#8230; stava slinguando la fica di sua madre&#8230; dio com’era bella ed eccitante!.<br />
La leccò come un pazzo per almeno dieci minuti, senza stancarsi mentre la mamma si agitava e si toccava inarcando i fianchi fino a farlo quasi soffocare sul suo sesso; poi Piero la sentì irrigidirsi<br />
“ahhh&#8230; oh mio dio&#8230; Piero&#8230; Piero&#8230; mi sa che&#8230; non smettere&#8230; sto per venire&#8230; ohhh figlio mio, come sei bravo&#8230; dai, fammi venire&#8230; dai, leccami la passera”<br />
“si mamma, si&#8230; dai, vienimi in bocca&#8230; dai, fammi bere il tuo orgasmo”<br />
le disse e dopo le prese in bocca il clitoride, succhiandolo.<br />
“Aaarrrg&#8230; siiiiii&#8230; vengoooooo&#8230; ” urlò Wilma, inarcò la schiena, fu scossa da un brivido ed esplose in un lungo orgasmo nella bocca del figlio.<br />
“cazzo, sembra una fontana”<br />
pensò Piero mentre un torrente di crema gli scivolava in bocca.<br />
Tutto durò alcuni secondì, poi la mamma si accasciò sul tavolo, esausta e soddisfatta e Piero si alzò e andò a baciarla; la sua bocca fradicia degli umori della fica della madre si intrcciò con quella di Wilma che, languidamente, rispose al bacio, in modo sensuale menre Piero, arrapatissimo continuava a pastrugnarle le tette opulente.<br />
“Ti è piaciuto mamma?”<br />
chiese Piero<br />
“dio, è stato incredibile&#8230; fantastico”<br />
“bene&#8230; eri fantastica quando ti agitavi&#8230; e la tua fica&#8230; che sapore” sorrise Piero e la mamma rispose.<br />
Poi Piero sentì la mano della mamma che si abbassava a si poggiava sulla tuta in corrispondnza del suo cazzo.<br />
La mamma gli sorrise e lui sorrise a lei<br />
“il mio amore mi ha fatto godere tanto e ora si merita un premio” e gli strizzò l’uccello<br />
“che grosso&#8230; che uccello grosso che hai amore&#8230; e chissa quanto è pieno!”<br />
“si mamma, ho così voglia che tu mi faccia venire, dai, ti prego, mi ecciti così tanto”.<br />
Lei si alzò, splendidamente nuda di fronte a lui, poi si inginocchiò e gli calò la tuta esponendo un enorme pisello durissimo, direttamente puntato verso la sua faccia.<br />
“ Ma quanto è grosso il cazzo del mio bambino e quanto è duro, ma ora la sua mamma lo fa star bene.”<br />
“si, forza, menamelo un po’, avanti!”<br />
la incitò Piero guardandole le mammelle opulente che pendevano sotto di lui.<br />
La mamma allungò la mano e, decisa, gli afferrò il membro, sentendolo durissimo mentre lo stringeva col pugno.<br />
Lo guardò bene, dio era enorme, l’asta dura dritta verso di lei e la cappella che aveva lestamente scoperto era ampia e rossa e dalla fessura colava un leggero filo di liquido che le fece venire l’acquolina in bocca; gli ammirò le palle che, perfette e rotonde pendevano sotto, gonfie e fiere.<br />
La sua mano cominciò lentamente a muoversi avanti e indietro<br />
“ohhh&#8230; ohhh&#8230; che bello” mugolò piano Piero<br />
“ti piace amore?”<br />
chiese lei mentre osservava le sue palle che ballonzolavano nell’aria al ritmo del suo movimento, sempre più intenso<br />
“siiii&#8230; fantastico”<br />
rispose Piero eccitatissimo nel vedere la bocca di sua madre vicinissima alla cappella che guizzava sotto il movimento della sua mano<br />
“che voglia di prenderlo in bocca” pensò la donna.<br />
Poi Piero vide che la mamma con una mano si stava toccando tra le cosce, ancora eccitata<br />
“si mamma, dai, toccati&#8230; toccati mentre mi seghi il cazzo!”<br />
le disse spingendo lievemente i fianchi in avanti.<br />
Lei capì e disse<br />
“amore, ti piacerebbe se te lo prendessi in bocca?”.<br />
Lui non rispose, le afferrò la nuca e quando vide che lei apriva la bocca, sorridendo, tirò la testa verso il suo cazzo e vide la cappella che spariva tra le fauci di lei mentre si chiudevano attorno ad essa<br />
“ahhhh&#8230; ohhh&#8230; siiiiii”<br />
urlò sentendo la meravigliosa sensazone di quelle labbra vellutate che gli avvolgevano il pene<br />
“dai, prendine di più,avanti&#8230; troia!”.<br />
Quella parola infoiò la mamma in modo incredibile e mentre la sua mano si sgrillettava più forte, cominciò a farsi scorrere nella bocca l’uccello del figlio<br />
“mmghh&#8230; ggghhh”<br />
mugolava Wilma mentre la verga si faceva strada sempre di più nella sua bocca<br />
“dai, di più&#8230; tutto fino in gola lo devi prendere”<br />
urlò Piero scimmiottando le frasi dei film porno, poi guardò la mamma e vide che la sua bocca aveva inghiottito completamente il cazzo e il naso strusciava contro i suoi peli pubici.<br />
“Avanti, spompinamelo!”<br />
ordinò e lei prese a farselo scorrere in bocca, dentro e fuori, e si sditalinava mentre sentiva la cappella del figlio che le strusciva sul palato e poi sulla gola; tirò fuori la lingua e mentre lo spompinava gliela frullò sulla cappella<br />
“oh dio, mamma,che lingua&#8230; ”<br />
mugolò il ragazzo, in estasi.<br />
Dopo che Wilma pompava da cinque minuti, sentì la fica in fiamme e l’orgasmo che esplodeva, allora tirò fuori il cazzo che colava della sua saliva e, mentre lo leccava sulla punta disse<br />
“vengo amore, il cazzo di mio figlio mi eccitaaaa&#8230; ahhhh”<br />
ed esplose in un orgasmo travolgente mentre la sua mano mesturbava il cazzo del figlio e la sua bocca si era spostata a lappare i meravigliosi coglioni penduli.<br />
Anche Piero ormai era arrivato e la vista dell’orgasmo di sua madre gli fece gorgogliare lo sperma nei coglioni<br />
“mammma&#8230; credo&#8230; oh&#8230; sto per venire&#8230; mamma&#8230; mi fai&#8230; sborrareeee”<br />
“si piccolo, dai, vieni, spruzza”<br />
e mentre segava si puntò la cappella sui seni e subito sentì uno schizzo caldo che la colpì vicino a un capezzolo<br />
“aaarggghhh&#8230; sborrooooo” suo figlio le stava eiaculando sul seno!<br />
Pensò a lei, mentre schizzi copiosi seguivano il primo e le imbrattavano tutto il seno destro<br />
“si amore, dai, tutta sulle mie tette&#8230; ricoprimele”<br />
sussurrò mentre si godeva lo spettacolo del cazzo del figlio che rovesciava una quantità incredibile di sperma caldo prima su un seno poi sull’altro.<br />
Rimasero li mentre il cazzo di Piero si ammosciava e lui rimaneva estasiato a guardare il suo sperma che colava dalle tette di sua madre che si alzava da terra.<br />
Ci furono minuti di incredibile silenzio, poi lei raccolse i vestiti, un improvviso senso di colpa su di lei<br />
“non deve succedere più mio dio&#8230; mai più Piero”<br />
e si girò apprestandosi ad andarsene mentre lui era incapace di parlare.<br />
Stette ad ammirare il suo meraviglioso culo sodo che ondeggiava mentre lei usciva dalla cucina.<br />
La sera, a tavola lei era pensosa e lui come inebetito.<br />
Il padre lo avvicinò e piano gli disse “che c’è figlio, qualche troietta per la testa?”.<br />
Piero lo guardò e improvvisamente eccitato e contento rispose<br />
“si papà, la più meravigliosa troietta della terra” suo padre rise, lui rise e finirono di mangiare.</p>
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		<title>La Nuora</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:51:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi chiamo Elena e sono una signora di quasi quarant&#8217;anni, separata con un figlio, Marco di 19.
Mi considero una donna colta ed emancipata e, soprattutto nelle questioni di sesso, non mi sono mai fatta scrupoli.
Sono cresciuta nella convinzione che nei rapporti con le altre persone, il sesso sia fondamentale per cui, essendo una bella donna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiamo Elena e sono una signora di quasi quarant&#8217;anni, separata con un figlio, Marco di 19.<br />
Mi considero una donna colta ed emancipata e, soprattutto nelle questioni di sesso, non mi sono mai fatta scrupoli.<br />
Sono cresciuta nella convinzione che nei rapporti con le altre persone, il sesso sia fondamentale per cui, essendo una bella donna, ho avuto parecchie storie sia con uomini sia con donne.<br />
A Marco ho cercato di dare un&#8217;educazione molto permissiva cercando di fare di lui una persona libera da inibizioni e pregiudizi.<br />
Un pomeriggio, un paio di anni fa in estate, stavo riposando in camera mia, ero sul letto leggiucchiando una rivista un po&#8217; infastidita dal caldo, poco dopo Marco venne a sdraiarsi vicino a me, per un po&#8217; stette in silenzio poi all&#8217;improvviso mi chiese:<br />
&#8220;&#8221;Ti arrabbi se ti chiedo una cosa?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Sentiamo?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Mi fai vedere le tette?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Non credi sarebbe meglio chiederlo a qualche tua amica?&#8221;"<br />
Poggiai la rivista e guardai Marco divertita.<br />
&#8220;&#8221;Sì, forse&#8230; però non le hanno come le tue. E allora&#8230;&#8221;"<br />
Scoppiai a ridere.<span id="more-268"></span><br />
&#8220;&#8221;E così ti piacciono le tette della tua mamma, eh?&#8221;"<br />
Gli dissi scherzando, poi aggiunsi in tono rassegnato.<br />
&#8220;&#8221;Cosa non farebbe una mamma per accontentare i suoi figli!&#8221;"<br />
Mi sedetti sul letto e feci scivolare via la vestaglia rimanendo in mutandine e reggiseno, poi lentamente portai le mani dietro la mia schiena e sganciai il reggiseno e, imitando le mosse di una spogliarellista, lo tolsi lanciandolo lontano.<br />
&#8220;&#8221;Voilà!&#8221;"<br />
alzai le braccia e porsi le mie tette allo sguardo eccitato e divertito di Marco.<br />
&#8220;&#8221;Esprimi pure il tuo giudizio.&#8221;"<br />
Mi stavo divertendo parecchio.<br />
&#8220;&#8221;Mmhh&#8230;&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Tutto qui? Mi aspettavo ovazioni più entusiastiche.&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;No! Sono senza parole&#8230;&#8221;"<br />
Mi sdraiai accanto a lui che non riusciva a togliere lo sguardo dal mio seno.<br />
&#8220;&#8221;Posso toccarlo?&#8221;"<br />
Chiese timidamente. Io Annuii.<br />
La sua mano si posò dolcemente su una tetta e iniziò a carezzarla, quando arrivò al capezzolo non riuscii a trattenere un sussulto e il mio capezzolo si inturgidì fra le sue dita.<br />
&#8220;&#8221;Così finirai per farmi eccitare!&#8221;"<br />
Scherzavo ma non tanto, lui tolse la mano e io mi girai su un fianco per guardarlo meglio.<br />
L&#8217;occhio mi cadde sulla patta dei pantaloncini e vidi che era gonfia.<br />
&#8220;&#8221;Vedo che faccio eccitare ancora anche i ragazzi!&#8221;"<br />
Dissi indicandogli il rigonfiamento fra le gambe.<br />
Rise imbarazzato.<br />
&#8220;&#8221;Beh! Sai com&#8217;è&#8230;&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Vediamo questo pisellino che scalpita, allora!&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Vuoi che lo tiri fuori?&#8221;"<br />
Il suo tono era imbarazzato ed incredulo.<br />
&#8220;&#8221;Beh! Io ti ho fatto vedere le tette, mi sembra il minimo che tu possa fare per sdebitarti.&#8221;"<br />
Si sfilò i pantaloncini e mise a nudo un uccello niente male.<br />
&#8220;&#8221;Complimenti!&#8221;"<br />
Dissi sorridendo.<br />
&#8220;&#8221;E adesso che intendi fare! Non vorrai lasciarlo così tutto il giorno?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;È il caso che vada in bagno&#8221;"<br />
Mormorò quasi fra sé e sé.<br />
&#8220;&#8221;Ma no!&#8221;"<br />
Risposi<br />
&#8220;&#8221;Puoi anche restare qui, se non ti imbarazza la mia presenza!&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Davvero mamma?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Certo così potrai toccarmi le tette. Anzi, visto che ti piaccio così tanto ti faccio un altro regalo&#8221;"<br />
Così dicendo mi sfilai le mutandine.<br />
&#8220;&#8221;Non è meglio che masturbarsi da solo in bagno?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Oddio mamma&#8230; sei bellissima.&#8221;"<br />
Gli presi una mano e la portai sul seno.<br />
&#8220;&#8221;Dai, inizia pure!&#8221;"<br />
Cominciò a menarselo con foga.<br />
&#8220;&#8221;Rallenta!&#8221;"<br />
Gli suggerii<br />
&#8220;&#8221;Non vorrai venire subito?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Hai ragione.&#8221;"<br />
Rallentò sensibilmente il ritmo poi, per facilitargli le cose mi misi a cavallo sulle sue gambe, con la sua mano libera percorreva il mio corpo.<br />
&#8220;&#8221;Adesso fermati un attimo, riprendi fiato!&#8221;"<br />
Si fermò continuando ad accarezzarmi, le sue mani si poggiarono sulle natiche, per facilitargli il compito mi sdraiai a pancia sotto e fu lui a sedersi sulle mie gambe mentre continuava a massaggiarmi i glutei.<br />
&#8220;&#8221;Non ti piacciono solo le tette vedo?&#8221;"<br />
Mi girai e lui venne a trovarsi in ginocchio fra le mie gambe, il suo uccello era viola e gonfio, pronto ad esplodere.<br />
&#8220;&#8221;Dai ora fai godere questo pisellone prima che esploda.&#8221;"<br />
Ricominciò a menarselo mentre con la mano libera mi carezzava l&#8217;interno della coscia, poi si inarcò ed iniziò a schizzarmi sulla pancia una quantità incredibile di sperma.<br />
&#8220;&#8221;Mmh&#8230; una vera alluvione!&#8221;"<br />
Commentai.<br />
Si sdraiò affianco a me esausto.<br />
La cosa aveva eccitato anche, mi accarezzai la figa e sentii il mio clitoride indurirsi.<br />
&#8220;&#8221;Sai come far venire una donna?&#8221;"<br />
Domandai a Marco.<br />
&#8220;&#8221;Sì&#8230; però non l&#8217;ho mai fatto.&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;È ora che impari. Vieni qui.&#8221;"<br />
Gli presi la mano e la portai fra le mie gambe<br />
&#8220;&#8221;Lo vedi questo bottoncino duro?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Sì&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Devi carezzarlo delicatamente, poi quando te lo dirò io devi accelerare il movimento. Capito?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Si! Va bene mamma.&#8221;"<br />
All&#8217;inizio fu un po&#8217; maldestro ma poi la mano prese il ritmo giusto portandomi alla soglia dell&#8217;orgasmo.<br />
&#8220;&#8221;Ecco adesso&#8230; accelera&#8230;&#8221;"<br />
Strinsi le gambe e venni fra le mani di mio figlio.<br />
&#8220;&#8221;Bravo. Sei stato proprio bravo.&#8221;"<br />
Lo baciai sulle labbra. Era visibilmente soddisfatto.<br />
La cosa finì lì e non ci furono altri episodi del genere.<br />
Qualche mese dopo Marco mi confidò di aver conosciuto una ragazza che gli aveva fatto perdere la testa.<br />
&#8220;&#8221;Si chiama Monica e dopo una corte serrata da parte mia ci siamo messi insieme, sono molto felice.&#8221;"<br />
Gli feci le mie congratulazioni e lo pregi di tenermi informata.<br />
Passò un po&#8217; di tempo, una sera che eravamo a cena chiesi a Marco della sua storia con Monica.<br />
&#8220;&#8221;Stiamo sempre insieme.&#8221;"<br />
Mi rispose soddisfatto.<br />
&#8220;&#8221;Anzi, mi piacerebbe fartela conoscere!&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Certo, mi sembra una buona idea. Potresti invitarla a cena sabato prossimo?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Si è una buona idea, sono contento che vi conosciate&#8230; sono sicuro che vi piacerete.&#8221;"<br />
Attesi con una certa impazienza il sabato sera, ero curiosa ed eccitata all&#8217;idea si conoscere la ragazza di Marco e, devo confessare, anche un po&#8217; gelosa.<br />
Finalmente arrivò il sabato sera, alle otto in punto Marco arrivò accompagnato dalla sua ragazza.<br />
Era molto carina, alta e magra, capelli molto corti, aveva un vestitino aderente che metteva in risalto le sue forme ma con molto buon gusto.<br />
Durante la cena Monica si rivelò molto simpatica e spigliata, non mostrava nessuna soggezione tanto che finita la cena la invitai a passare la notte da noi.<br />
&#8220;&#8221;Naturalmente potrai dormire in camera con Marco se vuoi? &#8220;&#8221;<br />
&#8220;&#8221;Certo che voglio!&#8221;"<br />
Mi rispose sorridendo e poi rivolta a Marco<br />
&#8220;&#8221;Hai proprio una mamma in gamba ed anche molto bella!&#8221;"<br />
Fui molto lusingata del complimento.<br />
Mi ritirai in camera mia, faceva molto caldo così spogliai e mi misi a letto.<br />
Non riuscivo a prendere sonno, l&#8217;idea che Marco e Monica stessero facendo l&#8217;amore mi turbava ed eccitava allo stesso tempo.<br />
Mi alzai per andare in cucina a bere qualcosa e non pensai minimamente a mettermi qualcosa addosso, mentre stavo bevendo un bicchiere di vino bianco sentii dei passi alle mie spalle, mi voltai e vidi Monica anche lei nuda che aveva avuto la mia stessa idea.<br />
Non si mostrò affatto imbarazzata, anzi mi sorrise.<br />
&#8220;&#8221;Fa molto caldo.&#8221;"<br />
Si avvicinò.<br />
&#8220;&#8221;Sei molto bella!&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Anche tu!&#8221;"<br />
Le risposi, in quel mentre sopraggiunse Marco, nudo pure lui.<br />
&#8220;&#8221;Sei qui mamma?&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Abbiamo tutti sete&#8221;" dissi.<br />
&#8220;&#8221;Stavo dicendo a tua madre quanto è bella.&#8221;"<br />
Disse Monica, Marco si avvicinò e mi abbracciò<br />
&#8220;&#8221;Si!&#8221;" confermò &#8220;&#8221;E&#8217; una donna bellissima.&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Vedo con piacere che avete un bellissimo rapporto.&#8221;"<br />
&#8220;&#8221;Si il sesso non è mai stato un tabù fra noi, vero Marco?&#8221;"<br />
Lo abbracciai a mia volta.<br />
&#8220;&#8221;Che bello!&#8221;"<br />
Fece Monica<br />
&#8220;&#8221;Anche per me il sesso non è un tabù, mi piace farlo con le persone che mi piacciono.&#8221;"<br />
Si avvicinò a noi baciò Marco sulle labbra poi mi mise una mano sul fianco mi attirò a<br />
se e mi baciò.<br />
Fu un bacio leggero a fior di labbra ma a me tremarono le ginocchia, Monica guardò<br />
Marco poi incollò il suo corpo al mio e mi baciò di nuovo, la sua lingua questa volta forzò le mie labbra e fu un bacio appassionato.<br />
Con la coda dell&#8217;occhio vidi Marco che si avvicinava, poi sentii la sua mano carezzarmi la schiena, mi abbandonai fra le loro braccia.<br />
&#8220;&#8221;Che ne dite di venire in camera mia?&#8221;"<br />
Sussurrai all&#8217;orecchio di Monica che per tutta risposta m&#8217;infilò la lingua nell&#8217;orecchio.<br />
Una volta trasferiti in camera Monica s&#8217;inginocchiò fra le mie gambe e la sua lingua iniziò a tormentarmi il clitoride, i nostri sguardi s&#8217;incrociavano ogni tanto, cercai mio figlio che seduto su una poltroncina che guardava eccitato.<br />
Sollevai Monica e le infilai la lingua in bocca, volevo sentire il mio sapore poi, la feci stendere sul letto e cercai con la mia bocca la sua figa, era ancora piena di sperma di Marco e questo aumentò la mia libidine.<br />
&#8220;&#8221;Siii&#8230; continua!&#8221;"<br />
Mugolava Monica.<br />
&#8220;&#8221;Sei bravissima!&#8221;"<br />
Ero proprio partita, feci cenno a Marco di avvicinarsi s&#8217;inginocchiò alle mie spalle, afferrai il suo uccello e lo guidai dentro di me, adesso mi sentivo una vera troia.</p>
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		<title>Donne penetrati per cazzoni enormi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 01:07:24 +0000</pubDate>
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		<title>Sesso anale con ragazza bionda troia</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 00:54:29 +0000</pubDate>
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		<title>La mia ragazza e sua sorella. (2° Episodio)</title>
		<link>http://blog.scaricavideoporno.com/racconti/la-mia-ragazza-e-sua-sorella-2%c2%b0-episodio/</link>
		<comments>http://blog.scaricavideoporno.com/racconti/la-mia-ragazza-e-sua-sorella-2%c2%b0-episodio/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 08:00:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Feci appena a tempo a buttarmi sul divano che Maria e Roberta passarono dirette furtivamente nel bagno.
Io avevo ancora il cuore in gola non so se più per lo spettacolo hard o se per il fatto di aver scoperto la mia ragazza e sua sorella che lesbicavano e si lasciavano andare a pratiche molto particolari.
Ero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Feci appena a tempo a buttarmi sul divano che Maria e Roberta passarono dirette furtivamente nel bagno.<br />
Io avevo ancora il cuore in gola non so se più per lo spettacolo hard o se per il fatto di aver scoperto la mia ragazza e sua sorella che lesbicavano e si lasciavano andare a pratiche molto particolari.<br />
Ero piacevolmente sconvolto e nonostante l&#8217;enorme sborrata mi sentivo ancora notevolmente arrapato.<br />
Ma a proposito della sborrata, avevo dimenticato di pulire.<br />
Feci per alzarmi per provvedere ma Maria uscì dal bagno proprio in quel momento:<br />
- Hai dormito bene? -<br />
- Si cara, anzi ho sognato proprio di te. -<br />
Ero fregato, non sarei riuscito a trovare nessuna scusa plausibile per poter entrare nella camera dei miei suoceri.<br />
Non sapevo proprio che fare.<br />
All&#8217;improvviso mi venne un&#8217;idea: sarei rimasto a cena, cosa del resto abituale.<br />
Dopo mangiato mio suocero si sarebbe stravaccato in poltrona vicino alla moglie, Maria si sarebbe data da fare a lavare i piatti e mia cognata sarebbe uscita immediatamente come al solito.<br />
Per fortuna tutto andò come previsto: i miei suoceri non si avvicinarono nemmeno alla camera da letto.<br />
Come al solito il padre della mia ragazza si mise in poltrona e quasi subito si addormentò sulla spalla della moglie.<br />
Maria andò in cucina ed io cercando di non farmi scoprire entrai nella camera da letto incriminata.<br />
Mi avvicinai subito alla poltrona, ma purtroppo dovetti constatare che il danno era irrimediabile: la sborra ormai s&#8217;era seccata e sul raso verde la macchia spiccava notevolmente.<br />
Fu quasi istintivo tirare di tasca il fazzoletto per cercare di ripulire, ma invano.<br />
Comunque probabilmente nessuno si sarebbe sognato di chiedermi spiegazioni anche perché ormai non si capiva certo che si trattava di sperma, e poi cosa centravo io con la camera dei miei suoceri? Sarebbe rimasto solo il mistero: il mistero della macchia.<br />
Ma mentre riflettevo il rumore della porta che si chiudeva mi fece sobbalzare.<br />
- Cosa ci fai nella mia camera da letto? -<br />
Mia suocera era entrata all&#8217;improvviso, scoprendomi in un atteggiamento alquanto strano.<br />
- Veramente oggi inavvertitamente ho fatto versare del Martini sulla poltrona e ora cercavo di vedere se era rimasta la macchia. -<br />
Era la scusa peggiore della mia vita e il volto interrogativo e dubbioso di mia suocera ne era la prova.<br />
- Ma che ci facevi nella mia camera bevendo Martini? Cos&#8217;è questa stronzata che dici? -<span id="more-267"></span><br />
Ero imbarazzatissimo, non sapevo che pesci pigliare.<br />
- Piuttosto non è che volevi spiare le ragazze dal buco della stufa? -<br />
Cazzo! Aveva colto nel segno; e ora che le dovevo dire? E per la macchia?<br />
Il mio silenzio non fece altro che confermare l&#8217;ipotesi di mia suocera.<br />
- Passi per Maria che è la tua ragazza, ma che ti metti a spiare anche Roberta&#8230; Possibile che alla tua età sei ridotto a fare la spia come un ragazzino di dieci anni? E poi che hai fatto? Non mi dire che&#8230; -<br />
Ebbene aveva capito tutto in un attimo.<br />
Con uno sguardo che mi fulminava si avvicinò alla poltrona e dopo aver esaminato la macchia disse:<br />
- Brutto porco che non sei altro, ti sei masturbato sulla mia poltrona. Ma con chi cazzo ti credi di avere a che fare. Certe cose valle a fare a casa tua sulla poltrona di tua madre e vatti a guardare tua sorella. -<br />
- Ma io&#8230; -<br />
- Ma stai zitto! Faresti meglio a scomparire. -<br />
Cosa potevo fare? Mia suocera era imbestialita.<br />
Per fortuna sembrava che non volesse creare casino dicendolo agli altri, ed in modo particolare a Maria, perché era come se urlasse sottovoce, proprio come chi vuole sfogarsi ma non lo può fare.<br />
- E dire che ti avevo accolto veramente come un figlio. -<br />
Questa puttanata del figlio l&#8217;avevo sentita un&#8217;infinità di volte.<br />
In effetti era vero che ero entrato in quella casa in modo anomalo per essere un &#8220;genero&#8221;, ma da lì a dire che ero come un figlio non lo sopportavo.<br />
- Se mi consideri tuo figlio devi anche capire che certe cose sono naturali, anche tuo marito si sarà masturbato da ragazzo. E poi&#8230; -<br />
- Cosa vuoi dire con &#8220;e poi&#8230;&#8221;, finisci di parlare! -<br />
Ora mi ero sbilanciato eccessivamente; mica le potevo dire che le due figlie lesbicavano tra di loro?<br />
Mica le potevo dire che erano delle depravate della specie più assurda che potesse esistere?<br />
- Allora, che aspetti? Che altra stronzata mi vuoi raccontare? -<br />
- Vorrei dirti che il male non è solo dalla parte che si crede, ma basterebbe aprire un pochino gli occhi&#8230; -<br />
- Un momento, mi vuoi forse dire che non è partito da te? -<br />
- Non dico questo, ma certamente qualcosa mi ha attirato. -<br />
- Voglio sapere cosa è successo e lo voglio sapere per filo e per segno, altrimenti dirò tutto a mio marito. -<br />
Questa era davvero bella, sai che paura&#8230;? E ora&#8230;? Cosa dovevo fare, raccontarle tutto? Decisi allora di cercare di dialogare e di farla se non altro calmare.<br />
- Se mi prometti di calmarti e di ragionare ti dirò tutto. Ma ora non mi sembra proprio il momento adatto, potrebbero entrare da uno momento all&#8217;altro. -<br />
- E va bene, aspetteremo con calma che vadano tutti a letto. -<br />
- Si, ma con che scusa rimango? -<br />
- Guardiamoci il &#8220;Maurizio Costanzo Show&#8221;, di sicuro tutti andranno a dormire e tu con la scusa di continuare a seguire la trasmissione&#8230; -<br />
Che cosa strana, da un momento all&#8217;altro era passata dalle minacce alla mia integrità fisica alla complicità.<br />
Era pur vero che questa complicità era dettata dall&#8217;esigenza di voler in un certo qual modo proteggere la propria famiglia, ma per un attimo notai nel suo sguardo, nel tono della sua voce, nel suo atteggiamento, una sensazione di enorme curiosità.<br />
Si, era proprio così; era curiosa di sapere cosa era accaduto, una curiosità sicuramente morbosa, tanto da farle dimenticare quasi all&#8217;istante l&#8217; incazzatura.<br />
- Va bene, facciamo così, ma tuo marito? Io so che non va a letto se con lui non ci sei anche tu. -<br />
- Non ti preoccupare, faccio finta di coricarmi, poi con una scusa mi alzo. Lui si addormenterà praticamente subito. Ormai sono anni che faccio sempre così, altrimenti dovrei andarmi a coricare con le galline. -<br />
- E Maria e Roberta? -<br />
- Ti ripeto che sono anni che faccio così. Roberta sicuramente uscirà per tornare tardi e Maria, lo sai, non sopporta quella trasmissione e sicuramente andrà a coricarsi. -<br />
In verità neanche a me allettava molto sorbirmi Costanzo, ma certamente non ero in condizioni di poter rifiutare. Ritornammo in camera da pranzo.<br />
Maria aveva finito di lavare i piatti e si era già preparata per la notte, convinta anche del fatto che da lì a poco sarei andato via.<br />
Roberta uscì dalla sua camera vestita di tutto punto, anzi a voler considerare la lunghezza della gonna e l&#8217;aderenza della maglietta si poteva dire &#8220;svestita di tutto punto&#8221;:<br />
- Io esco, non mi aspettare perché faccio tardi. -<br />
- Ma&#8230; -<br />
Mia suocera non riuscì ad emettere altro suono che la porta d&#8217;ingresso era già chiusa.<br />
Roberta era uno spirito ribelle e indipendente, e non c&#8217;era verso di farle fare qualcosa in modo diverso da come lei voleva.<br />
- Io ho sonno e sono stanca, vado a letto. Mi raccomando Mario, non lasciarti convincere da mamma a seguire Costanzo, altrimenti finirai per addormentarti qui. -<br />
Mi diede un bacio intrufolandomi furtivamente la lingua in bocca.<br />
- Io mi vado a preparare. Vieni Mauro, andiamo a letto. -<br />
Così dicendo mia suocera prese per mano il marito quasi come fosse un bambino e praticamente lo tirò dalla poltrona.<br />
- E Mario che ci fa ancora qui? Come mai non è ancora andato via? -<br />
- Rimango solo un altro pochino, poi vado via. -<br />
- Hai detto a Roberta che almeno questa sera non deve uscire? -<br />
- Si Mauro, non ti preoccupare che non esce, anzi è già a letto. -<br />
Poveretto, era trattato come un coglione qualsiasi e tutto sommato mi faceva pena.<br />
Era un gran lavoratore e non era neanche tanto gretto di mentalità, ma la sera dopo cena diventava quanto di peggio potesse esistere.<br />
Rimasi da solo davanti al televisore, quella assurda situazione mi aveva messo un&#8217;ansia terribile.<br />
Cosa le dovevo raccontare? Le potevo mai dire la verità? L&#8217;avrei sconvolta e poi, mi avrebbe creduto?<br />
Mille pensieri mi affollavano la testa, ma uno in particolare suscitava in me un misto di curiosità e di stupore: quel cambiamento improvviso di umore non mi convinceva.<br />
- Buonanotte Mario. -<br />
- Buonanotte. -<br />
Erano i miei suoceri che andavano a letto.<br />
Lui era ridicolo fasciato in quel pigiama verde talmente stretto da sembrare una calzamaglia.<br />
Lei invece indossava una camicia da notte piuttosto corta e anche trasparente.<br />
- Indosserà sicuramente una vestaglia&#8230; - pensai - &#8230;ma con questo caldo, come farà? -<br />
Rimasi assorto nei miei pensieri per circa una decina di minuti, poi la sagoma di mia suocera comparve sull&#8217;uscio della porta.<br />
- Ora ci beviamo un liquorino e poi mi racconti tutto dalla A alla Z. E bada a non tralasciare niente, neanche il più piccolo particolare. Voglio sapere proprio tutto. -<br />
Così dicendo si avvicinò al mobile bar.<br />
Fu quella la prima volta che, complice la lampada sul mobile, vidi mia suocera sotto un&#8217;altra luce.<br />
Quella camicia da notte era diventata completamente trasparente, lasciandomi vedere il suo culo a malapena coperto da un minuscolo slip; quando poi si chinò per prendere una bottiglia, la camicia da notte se ne risalì lasciando scoperte quelle chiappe che nonostante l&#8217;età sembravano essere ancora piuttosto sode.<br />
Mi eccitai. Il fatto di guardare il culo di mia suocera mi provocò una eccitazione terribile.<br />
Eppure non avevo mai pensato a lei sotto l&#8217;aspetto del sesso, ma in quel momento le sarei volentieri saltato addosso.<br />
Riempiti due bicchieri me ne porse uno.<br />
La luce alle sue spalle la rendeva completamente nuda ai miei occhi.<br />
Quando poi mi resi conto che dalla generosa scollatura si vedevano quasi per intero due tette da favola, iniziai ad andare in ebollizione.<br />
Fu questione di un attimo, ma la mia natura perversa mi fece decidere di raccontarle tutto nei minimissimi particolari, con l&#8217;intento di eccitarla.<br />
Ero come un pazzo, non mi rendevo conto di quello che stavo per fare ma tanto cosa mi poteva accadere; ero solo stato spettatore di uno spettacolo che certamente non avevo messo su io e chi aveva peccato erano Roberta e Maria, o per lo meno erano loro che aveva commesso il peccato più grave.<br />
Mia suocera si sedette sulla poltrona di lato alla mia, mettendosi una gamba sotto come a volte fanno i bambini.<br />
Quella posizione lasciava scoperte le sue cosce e mi lasciava addirittura intravedere il bianco degli slip.<br />
- allora, cosa mi dici? Dai, raccontami tutto. -<br />
Non era più la persona incazzata di prima. Era presa da una curiosità terribile. Era tutta eccitata.<br />
Senza distogliere lo sguardo dal suo corpo iniziai il racconto con una domanda:<br />
- Quando sei uscita cosa intendevi dire con : &#8220;non fate le solite porche&#8221;? -<br />
- Beh&#8230; - disse colta alla sprovvista e un pochino balbettando - &#8230;conosco i miei polli. -<br />
- Cosa intendi dire? -<br />
- Che una volta&#8230; -<br />
- Una volta? -<br />
- Ma non devo essere io a parlare, piuttosto cerca di raccontarmi tu qualcosa di plausibile! -<br />
Dsse ritornando un pochino sulle sue.<br />
Le dissi allora che tra veglia e sonno avevo visto le due sorelle intente a prendere qualcosa dalla libreria e che Roberta aveva insidiato Maria toccandole il culo.<br />
- Porche che non sono altro, almeno fossero state attente. -<br />
- A chi, a me? -<br />
- Certo, e a chi altrimenti? -<br />
- Quindi mi dici che non ci trovi nulla di male, basta che non si sappia? -<br />
- No, non dico questo, ma visto che loro due&#8230; -<br />
- Loro due&#8230;? -<br />
- Ci risiamo, ho detto che devi essere tu a parlare, non io. -<br />
Ormai era chiaro: mia suocera sapeva benissimo che le figlie se la spassavano tra di loro, e la cosa mi spiazzava un pochino.<br />
Di sicuro qualche volta le aveva scoperte. Allora decisi di giocare d&#8217;astuzia.<br />
- No, ora devi essere tu a parlare. Sai qualcosa che io non ho mai saputo e come futuro marito di tua figlia credo che abbia tutto il diritto di sapere. E faresti meglio a dirmi tutto, perché quello che io ho visto potrebbe essere solo una minima parte di quello che succede in questa casa. -<br />
Ero riuscito a scambiare le posizioni: ora ero io l&#8217;inquisitore e lei doveva raccontarmi parecchie cose.<br />
- Hai ragione - disse ad occhi bassi - ho il dovere di metterti in guardia. Ma non perché le mie figlie facciano del male a qualcuno&#8230; -<br />
- Parla, ti ascolto. -<br />
- Devi giurarmi però che non farai nessuna chiassata, anche perché Mauro è all&#8217;oscuro di tutto e tale deve rimanere. -<br />
- Va bene, tu però non tralasciare nulla. -<br />
Mia suocera alzò lo sguardo e puntando i suoi occhi nei miei iniziò a raccontare:<br />
- E&#8217; successo tutto circa due anni or sono. Eravamo in villeggiatura e Mauro come al solito era rimasto a portare avanti il negozio. Quel pomeriggio faceva un caldo insopportabile e decidemmo di rimanere sulla spiaggia fino a tardi. Era tutto deserto, anche perché eravamo in un posto un pochino isolato. Dopo che eravamo state un po&#8217; a parlottare, Maria mi disse:<br />
&#8221; Posso mettermi a seno nudo? Tanto non c&#8217;è nessuno. &#8221;<br />
Non ero proprio contraria, anche perché da ragazza lo avevo fatto anche io, ma la cosa m&#8217;imbarazzava un pochino; comunque non mi opposi Maria allora con un atteggiamento da attrice hard si tolse il reggiseno, liberando quel ben di Dio che tu sicuramente conosci. -<br />
Riflettei, effettivamente Maria aveva un seno eccezionale, una quinta misura con due capezzoloni pronunciati.<br />
- Quel movimento un po&#8217; lascivo mi turbò, ma pensai che forse ero la solita mamma gelosa, certo però quel modo di mettersi in mostra senza neanche assicurarsi, poi, se c&#8217;era qualcuno&#8230; comunque mi ridistesi al sole fingendo noncuranza.<br />
Dopo qualche minuto sentii Roberta che diceva a Maria:<br />
&#8221; Sorellina, stando all&#8217;erezione dei tuoi capezzoli, deve essere piuttosto eccitante stare in topless! &#8221;<br />
E così dicendo, senza neanche chiedermi il parere, si sfilò il reggiseno rimanendo in piedi con Indosso solo degli slip talmente minuscoli da non coprire neanche tutti i peli del pube. Aveva un bel corpicino, anche se contrariamente a Maria il seno era piccolino. -<br />
Mentre parlava potei notare che le guance erano talmente rosse da sembrare infuocate.<br />
Era evidente che raccontare quell&#8217;episodio le procurava qualcosa che non si poteva certamente identificare come vergogna ma come qualcosa di stranamente eccitante per lei stessa.<br />
- Roberta era lì in piedi a gambe larghe, in una posizione che aveva qualcosa di provocante, quasi a voler mettersi i mostra con forza e quasi a dimostrarlo disse:<br />
&#8221; Mamma, visto che mi dicono che sono una bella gnocca, che ne dici se mi tolgo anche gli slip e rimango completamente nuda?&#8221;<br />
&#8221; Hai visto che cosa hai combinato? &#8221; mi rivolsi a Maria, &#8221; Questa testa di cavolo di tua sorella ha bisogno solo di una piccolissima scintilla per prendere fuoco completamente!&#8221;<br />
Ma non finii neanche di parlare che Roberta si era completamente denudata e tra le altre cose rimaneva in piedi e sempre a cosce larghe. -<br />
A questo punto potei notare che mia suocera ogni tanto stringeva le gambe, era il segno evidente che si stava eccitando a raccontare quell&#8217;episodio che sicuramente mi avrebbe offerto qualcosa di inaspettato ma a suo tempo enormemente arrapante.<br />
- &#8220;Almeno non ti mettere in mostra proprio come una bandiera, stenditi!&#8221; le chiesi, ma la mia richiesta non ebbe riscontro.<br />
Roberta continuava a rimanere completamente nuda in piedi di fronte a me.<br />
&#8221; Senti mamma, al posto di fare la monaca, perché non ti spogli anche tu?&#8221; mi disse con aria provocante.<br />
Le risposi che era una pazza e che una donna sposata con due figlie certe cose non le pensavano nemmeno.<br />
Questa mia frase fece scoppiare a ridere non solo Roberta, ma anche Maria che invece speravo mi potesse dare una mano a convincere la sorella.<br />
Anzi, proprio quest&#8217;ultima iniziò un&#8217;opera di convincimento per farmi spogliare, Maria fu molto insistente ed io non riuscivo a capire il perché.<br />
&#8221; Dai mamma! Hai un bel corpo, perché ti vergogni a mostrarlo alle tue figlie? Cosa aspetti? Dai spogliati anche tu! &#8221;<br />
Ad un certo punto anche Maria si alzò in piedi e solo allora capii che stava per accadere qualcosa di strano, qualcosa di anomalo<br />
Mia figlia iniziò lentamente ad abbassarsi gli slip, quasi facendo la danza del ventre e con dei movimenti degni della più grande puttana mai esistita.<br />
Si girò e chinandosi in avanti finì di sfilarsi gli slip mettendo in mostra da dietro la sua&#8230; si insomma&#8230; il suo sesso. -<br />
Una pausa, stava sudando.<br />
Si capiva che aveva la bocca asciutta e le parole le stentavano ad uscire non tanto per l&#8217;imbarazzo quanto per la gola secca.<br />
Ero quasi tentato di prenderle dell&#8217;acqua, ma avevo paura di distrarla dal racconto e che quindi potesse cambiare idea e finirla lì.<br />
- Non riuscivo a capire cosa volessero da me. Mi stavano provocando? Volevano eccitarmi? Ma come potevano pretendere che una madre potesse eccitarsi guardano le proprie figlie? E come potevano delle figlie agire in quel modo?<br />
Maria rimasta anche lei completamente nuda si girò verso di me, la sua intimità era completamente depilata come una neonata.<br />
Sempre con quei movimenti da danzatrice del ventre protendeva in avanti il bacino in modo da mettere la sua&#8230; il più in mostra possibile, anzi ad un certo punto piegò leggermente le ginocchia divaricando le gambe e con le mani se la apri con il più volgare dei gesti.<br />
&#8221; Dai mamma ma che ti vergogni, guarda che questa l&#8217; hai fatta tu, non ti fa piacere vederla cresciuta? A me farebbe piacere vedere la tua fica. Sono sicura che deve essere enorme e capiente come quella di una vacca!&#8221;<br />
Più parlava e più si metteva in mostra. Ero stordita, non sapevo cosa fare! Fu Roberta allora a prendere l&#8217;iniziativa.<br />
S&#8217;inginocchiò al mio fianco e con decisione iniziò a sfilarmi le bretelle del costume.<br />
A nulla valsero i miei tentativi di ribellione: in un attimo il mio seno rimase completamente scoperto.<br />
&#8221; Ahh! Vedi che ti stai eccitando? Hai i capezzoli completamente eretti! &#8221;<br />
&#8221; Non è vero! &#8221; dissi, ma era evidente il contrario.<br />
Anche Maria s&#8217; inginocchiò e con una mano mi palpò un seno:<br />
&#8221; Accidenti mamma, sembrano ancora quelle di una ventenne! Ma vediamo più giù&#8230; sono sicura che è tutta bagnata! &#8221;<br />
Dovevo per forza capitolare, Maria aveva colto nel segno.<br />
Quando mi eccito, anche minimamente, mi bagno a dismisura tanto da bagnare tutto ciò che indosso; Roberta mi prese per le caviglie e neanche usando tanta forza mi divaricò le gambe.<br />
&#8221; Ma guarda lì, sei fradicia! Hai tutto il costume bagnato! &#8221;<br />
Maria non stette neanche un attimo a riflettere, quasi mi strappò il costume aiutata da Roberta; lasciandomi completamente nuda. Ero completamente alla loro mercede e non avevo neanche la forza di coprirmi con le mani.<br />
Mi divaricarono le gambe dicendo:<br />
&#8220;Che ficona che hai, mamma!&#8221; -<br />
Ora era visibilmente eccitata.<br />
La camicia da notte ormai le era risalita oltre gli slip e la mano destra di tanto in tanto andava a carezzare di sfuggita la tetta sinistra.<br />
Effettivamente doveva bagnarsi abbondantemente quando era eccitata, perché sugli slip era comparsa una macchia più scura che prima ero sicuro non ci fosse.<br />
- Con un sorriso maligno e con aria da despota, Roberta prese il mio costume e con l&#8217;aiuto di un coltello che avevamo nella borsa del mare, cominciò a romperlo.<br />
&#8221; Sei pazza! &#8221; le dissi &#8221; Non ho altro che il pareo di velo! Come torno a casa? &#8221;<br />
&#8220;Non ti preoccupare, non sarai la sola! &#8221;<br />
E così facendo prese tutti i costumi e li mise in una busta con un sasso dentro, poi con un tiro quasi da campione la scagliò talmente lontano in acqua che sarebbe stato impossibile recuperarli. Chiesi loro che intenzioni avessero:<br />
&#8221; Beh! Di divertirci! &#8221;<br />
Mi risposero entrambe. -<br />
- E allora cosa faceste? - Chiesi io ormai sempre più incuriosito ed eccitato.<br />
Mia suocera continuò a raccontare.<br />
- Dopo che Roberta ebbe buttato i costumi mi presero per sotto le braccia e mi costrinsero a passeggiare sul bagnasciuga.<br />
Mi vergognavo da morire, lì tutta nuda a camminare come niente fosse.<br />
Combinazione volle che se prima la spiaggia era deserta nel frattempo due coppie si erano sistemate non molto lontano da noi.<br />
Feci per tornare indietro, ma loro mi costrinsero a continuare.<br />
Così fui costretta a passare davanti a quelle persone, della prima coppia potei notare che lei ridendo disse qualcosa all&#8217;orecchio del suo compagno. Volevo morire. -<br />
- Ma è mai possibile che permettevi tutto questo? Non è che ti creda molto. -<br />
Chiesi con aria stupita.<br />
- Hai ragione, ma ti posso assicurare che è tutto vero. Del resto alla fine capirai che ero praticamente ricattata da Maria e Roberta. -<br />
Rispose mia suocera.<br />
- Ti voglio credere, continua. -<br />
- Non era la prima volta che mi costringevano a fare ciò che non volevo, ma a questo punto non erano mai arrivate.<br />
Una volta davanti alla seconda coppia Maria disse:<br />
&#8221; Raccogliamo dei sassi e buttiamoli in mare! &#8221;<br />
Non riuscivo a capire cosa volesse fare, ma non ci volle molto&#8230; mi sarei dovuta chinare in avanti per raccogliere i sassi, mettendo in mostra tutta la mia natura.<br />
Fui quindi costretta a quel gioco perverso e dopo i primi sassi sentii i mormorii della coppia dietro di noi, che però non sembrava affatto divertita come l&#8217;altra, anzi sembravano molto interessati.<br />
&#8221; Vedo che il gioco ti piace! &#8221; disse Roberta &#8221; Stai sbrodolando come una cagna! &#8221;<br />
Effettivamente mi stavo eccitando da morire e avevo addirittura tutte le cosce bagnate.<br />
&#8221; Ti vorresti masturbare, vero? Confessa! &#8221;<br />
Avrei dato non so che cosa per godere e quelle due porche delle mie figlie lo sapevano benissimo, fu allora che Maria, ponendosi davanti a me, mi prese la testa tra le mani e mi baciò in bocca. -<br />
- In bocca? -<br />
Chiesi io meravigliato.<br />
- Si, proprio così. Mi baciò con la lingua in bocca. -<br />
Ero frastornato; sorella con sorella, figlia con mamma, che altro mi dovevo aspettare.<br />
Nel frattempo mia suocera era sempre più scomposta, ormai stava a cosce aperte mostrando gli slip in primo piano.<br />
la carezza di sfuggita alla tetta era ormai diventata un palpeggiarsi continuo.<br />
- E poi? -<br />
Imperversai io.<br />
- Al bacio si unì anche Roberta. A quel punto persi ogni remora e incurante di tutto e di tutti partecipai a quel bacio a tre con tutta me stessa mentre le nostre lingue roteavano impazzite.<br />
&#8221; Toccatemi&#8230; vi prego! Fatemi sentire le vostre mani! &#8221;<br />
Maria e Roberta non se lo fecero ripetere neanche una volta e le loro mani presero a toccarmi dappertutto.<br />
&#8221; Ti piacerebbe vederci tornare bambine mentre succhiamo dalle tette? &#8221;<br />
fece Maria<br />
&#8221; Si, fatelo&#8230; succhiatemi i capezzoli, leccatemi le sise.&#8221;<br />
Fu un fuoco improvviso; ci buttammo a terra e iniziammo a fare di tutto.<br />
Con la coda dell&#8217;occhio potei vedere che anche la coppia si stava dando da fare, sicuramente erano stati eccitati da noi<br />
Roberta si stese pancia all&#8217;aria e mi fece mettere sopra di lei in una posizione a 69 e non ci volle molto a capire cosa volesse, così senza che me lo dicesse iniziai a leccarla e altrettanto fece lei. Sentivo la sua lingua entrarmi nella fica. -<br />
Mia suocera ormai aveva perso ogni inibizione. Parlava usando tutti i termini appropriati senza alcuna censura.<br />
Allora, arrapato come non mai, iniziai a farla parlare con delle domande:<br />
- Ti piaceva il fatto che era tua figlia a leccarti la fica? -<br />
- Si, mi eccitava da morire! Sentire la sua bocca che succhiava tutti i miei umori mi faceva impazzire e mi piaceva anche il sapore della sua micietta ancora acerba. -<br />
- Ti leccava anche il buco del culo? -<br />
- Si, mi infilava dentro la lingua e poi c&#8217;infilava un dito. -<br />
- E Maria? -<br />
- Maria si alzò in piedi e a cosce larghe iniziò a masturbarsi violentemente. Avrei voluto leccare la fica anche a lei, ma all&#8217;improvviso mi ordinò di cambiare posizione e di stendermi a fianco a Roberta baciandola. Lei invece sempre in piedi si mise a cosce larghe su di noi all&#8217;altezza dei nostri visi.<br />
&#8221; Sii&#8230; falla, falla ora! &#8221; diceva Roberta, ma io non capivo cosa stesse accadendo.<br />
Dopo qualche attimo Maria iniziò a pisciarci addosso; per un attimo rimasi stupita, ma poi quel liquido caldo in faccia e nella bocca ebbe su di me un effetto devastante e senza che nessuno mi toccasse ebbi un orgasmo potentissimo. -<br />
- Fammi capire, ti piacque la pisciata in bocca? -<br />
- Si! Fu bellissimo&#8230; e poi era la piscia di mia figlia che mi veniva in bocca e in faccia. Mi schizzava anche sulle tette e quel calore sui capezzoli mi faceva impazzire. -<br />
- E loro come godettero? -<br />
- Maria godette masturbandosi mentre pisciava, mentre Roberta volle arrivare facendosela leccare mentre pisciava anche lei. -<br />
Ormai mia suocera era cotta a puntino, o meglio si era cotta da sola.<br />
Si tirò su completamente la camicia da notte tirandosi fuori le tette che prese a stringersi tanto che sembravano scoppiare.<br />
Si tirava i capezzoli facendoli allungare a dismisura, poi finalmente si decise e si denudò completamente.<br />
Mise le cosce sui braccioli della poltrona come se stesse dal ginecologo e iniziò a masturbarsi furiosamente.<br />
Aveva una fica enorme con delle labbra che le uscivano abbondantemente.<br />
Nel frattempo anche io mi ero spogliato e in piedi vicino a lei iniziai a masturbarmi.<br />
Dopo qualche attimo sborrai copiosamente sul suo viso mentre lei quasi urlava per il suo orgasmo.<br />
Ci fu qualche attimo di pausa.<br />
Poi in tutta fretta la baciai sulla bocca ancora sporca del mio sperma.<br />
- Ora vado via, ma domani dovrai continuare a raccontarmi la tua storia con Maria e Roberta.</p>
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		<title>La mia ragazza e sua sorella. (1° Episodio)</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 08:00:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come al solito ero andato a pranzo a casa della mia ragazza.
Era ormai quasi un anno che c&#8217;eravamo fidanzati ufficialmente e, in tutta onestà, devo dire che i suoi genitori mi avevano accolto nel migliore dei modi.
La sorella più piccola poi, aveva subito dimostrato una enorme simpatia.
I miei suoceri avevano un attività commerciale nei pressi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come al solito ero andato a pranzo a casa della mia ragazza.<br />
Era ormai quasi un anno che c&#8217;eravamo fidanzati ufficialmente e, in tutta onestà, devo dire che i suoi genitori mi avevano accolto nel migliore dei modi.<br />
La sorella più piccola poi, aveva subito dimostrato una enorme simpatia.<br />
I miei suoceri avevano un attività commerciale nei pressi di casa, e ciò permetteva loro di pranzare a casa e anche di farsi il riposino pomeridiano prima di ritornare a negozio.<br />
Io non ho mai disdegnato la buona cucina e mia suocera era una cuoca provetta, ed anche se il tempo a sua disposizione era molto poco, riusciva a preparare dei piatti da leccarsi i baffi.<br />
Quel giorno faceva un caldo insopportabile e dopo aver pranzato andammo tutti a riposare.<br />
Io, in modo particolare, avevo mangiato a dismisura e a stento mi reggevo in piedi, quindi crollai quasi di botto sul divano a me riservato per il riposino.<br />
Dormii per quasi due ore, ma avrei continuato ancora se non fosse stato per la voce di mia suocera:<br />
- Io vado. Mi raccomando non fate le solite porche. -<br />
Cosa voleva dire con quel &#8220;&#8230;non fate le solite porche&#8221;? A chi si riferiva?<br />
Stavo per alzarmi quando dopo il rumore della porta d&#8217;ingresso che si chiudeva sentii di mia cognata che diceva:<br />
- Finalmente ci ha lasciate sole. Che rompipalle! -<br />
- Abbassa la voce, altrimenti Mario ci sente e addio divertimento. -<br />
Queste ultime parole dette dalla mia ragazza m&#8217;indussero a fare finta di continuare a dormire, mentre da sotto il cuscino che avevo abitudine di tenere in faccia, riuscivo a vedere cosa accadeva.<br />
La situazione sembrava essere normalissima: Maria, la mia ragazza, e Roberta, mia cognata, erano intente a prendere qualcosa dalla libreria.<br />
Ma la cosa strana era che Maria, in piedi su di una sedia, passava dei libri alla sorella che regolarmente appoggiava a terra.<br />
Il tutto, si vedeva, era fatto cercando di fare il minor rumore possibile evidentemente per non svegliarmi.<br />
Continuai allora a far finta di dormire, anche perché avevo la sensazione che il loro cercare di non fare rumore non era dettato dall&#8217;amore nei miei confronti ma da altro.<br />
Mentre incuriosito cercavo di capire cosa stessero facendo, accadde qualcosa che mi stupì non poco: Roberta con un movimento fulmineo infilò una mano sotto la minigonna di Maria toccandole il culo.<br />
- Non fare la cretina, si potrebbe svegliare Mario. -<span id="more-266"></span><br />
- Dai che ti piace! -<br />
- Cretina, sai benissimo che mi piace, ma prendiamolo prima e poi andiamo in camera nostra. -<br />
Cosa le piaceva? Perché si preoccupava tanto che mi svegliassi? Cosa dovevano prendere?<br />
Mentre mi ponevo queste domande più che altro strane, vidi che Roberta era tornata all&#8217;attacco.<br />
Questa volta con una mano aveva alzato la mini a Maria scoprendole il culo, e con l&#8217;altra le aveva spostato gli slip infilando le dita in quel solco proibito.<br />
- Smettila. -<br />
Disse Maria, ma senza tanta convinzione<br />
- Tanto Mario prima di svegliarsi… con quel che ha mangiato dormirà almeno un&#8217;ora ancora. -<br />
- Ma mi sento in imbarazzo. Mi sembra di farlo di proposito davanti a qualcuno che ci guarda. -<br />
- Non t&#8217;imbarazzare troppo sorellina e non farti prendere dagli scrupoli, perché sai benissimo che il tuo ragazzo è più porco di noi. -<br />
Mentre parlava notavo la sua mano che s&#8217;intrufolava sempre di più tra le chiappe di Maria che ormai aveva abbandonato ogni tipo di resistenza e quasi mugolando:<br />
- Ti prego prendiamolo e andiamo sul nostro letto… così non resisto… mi fai sbrodolare tutta. -<br />
- Questo lo so benissimo e oltretutto si sente: ti sei bagnata talmente la fica che ti scorre già tutto vicino le cosce! -<br />
- Se insisti ancora finirà che mi fai venire! -<br />
- Questo no, sai benissimo che questo non deve accadere se non insieme. -<br />
Accidenti, stavo forse sognando? Era mai possibile che le due sorelline se la spassassero tra di loro, e poi, una di loro era la mia ragazza.<br />
E Roberta, come faceva ad asserire che ero un porco! Di sicuro non avevo mai fatto nulla quando c&#8217;era lei.<br />
- Eccolo, l&#8217;ho preso! -<br />
Disse Maria, traendo a se un enorme cazzo finto, tanto enorme che sembrava quello di un cavallo.<br />
Ero proprio sveglio, non sognavo: la mia ragazza aveva dei rapporti incestuosi e per di più lesbici.<br />
Ma la cosa ebbe uno strano effetto: invece di incazzarmi, mi ritrovai in un attimo con un&#8217;erezione incredibile, tanto che quasi il cazzo mi usciva dai minuscoli slip che ero solito indossare.<br />
- Guardalo il maialone, guarda che cazzo che ha. Starà sicuramente sognando qualcuno che lo incula. -<br />
Era tutto assurdo, la mia erezione, il modo di parlare sfrontato di mia cognata, la mia ragazza che aveva dei rapporti lesbici.<br />
E poi perché diceva che stavo sognando qualcuno che m&#8217;inculava, che ne sapeva che la cosa non mi dispiaceva per niente?<br />
Nel frattempo Maria faceva roteare quel cazzone di gomma sotto gli occhi di Roberta che in un gioco perverso tentava di leccarlo. Mi resi allora conto che era uno di quelli a due teste, adatto proprio all&#8217;amore lesbico.<br />
- Ora basta, rimettiamo tutto a posto. Non abbiamo molto tempo. -<br />
Ricominciarono allora a mettere a posto tutti i libri che avevano preso.<br />
In un attimo finirono e Maria scese dalla sedia.<br />
Mi passarono proprio vicino.<br />
- Accidenti, ha proprio un bel cazzo. Gli hai mai fatto un pompino con l&#8217;ingoio? Io mi farei anche pisciare in bocca da un arnese del genere, peccato che… -<br />
- Non lo voglio più sentire, hai capito? Mario non è frocio e ti posso assicurare che se ti mette sotto ti squarta la fica. -<br />
Così dicendo si diressero verso la loro camera richiudendosi dietro la porta.<br />
Ero arrapatissimo, non m&#8217;interessava il fatto di essere fatto cornuto da una donna, anche perché come aveva detto Roberta, veramente ero un gran porco e qualsiasi cosa avesse a che fare con il sesso mi attirava.<br />
Mentre riflettevo mi ricordai che dalla camera da letto dei miei suoceri c&#8217;era una specie di foro nella parete che un tempo serviva per il passaggio del tiraggio di una stufa a legna.<br />
Era una casa antica senza corridoi e dove mi trovavo era proprio quella centrale dalla quale si accedeva a tutte le altre.<br />
Mi alzai e senza fare il minimo rumore entrai nella camera dei miei suoceri e mi diressi verso quel foro.<br />
Per arrivarci dovetti salire su di una poltrona che per fortuna non dovetti neanche spostare sul pavimento.<br />
Ero fortunato, perché i letti di Maria e Roberta erano proprio di fronte al foro.<br />
Le due ragazze erano in piedi: si stavano abbracciando e si stringevano tenendo la testa l&#8217;una sulla spalla dell&#8217;altra.<br />
Sembravano due fidanzati che con tenerezza e passione godevano del semplice contatto con l&#8217;altro.<br />
Altro che semplice contatto: qualche attimo dopo si presero entrambe la testa dell&#8217;altra tra le mani, scambiandosi un bacio a bocca aperta che durò un&#8217;eternità.<br />
Senza staccarsi troppo iniziarono a slinguarsi.<br />
Maria quasi strappò la camicetta di Roberta tirandone fuori due tette da adolescente.<br />
Con pollice e indice iniziò poi a stringerle i capezzoli e si vedeva che lo faceva con violenza, anche se Roberta invece di urlare la incitava a farle male:<br />
- Dai stringi, tirami i capezzoli, staccameli, fammi male. -<br />
- Si ti faccio male, mi piace quando godi del tuo stesso dolore. -<br />
- Ti prego mordimeli! -<br />
Maria allora si abbassò ad addentare quai capezzoli che dovevano essere abituati ad essere tirati perché nonostante le proporzioni minute dei seni, erano enormi e particolarmente lunghi.<br />
Potei vedere i denti della mia ragazza stringersi sul capezzolo sinistro della sorella, la quale non potè fare a meno di urlare dal dolore.<br />
- Se continui così me lo stacchi per davvero. -<br />
E intanto Maria tenendo il capezzolo stretto tra i denti si allontanava da Roberta allungandoglielo a dismisura.<br />
Appena Maria si staccò come due furie si denudarono a vicenda e in un attimo furono completamente nude.<br />
Si buttarono su di uno dei letti e si avvinghiarono come due serpenti in un 69.<br />
Maria stava sotto con la testa ai piedi del letto.<br />
Potevo vedere perfettamente la sua lingua leccare con materialità e volgarità la fica della sorella.<br />
- Se la mia fica era bagnata la tua è proprio un lago. È talmente lubrificata che potrebbe entrarci una mano senza alcuno sforzo. È troppo bello… mi piace il sapore dei tuoi umori, il profumo della tua fica. -<br />
- Anche a me piace la tua fica … mi piace leccartela, impiastricciarmi la faccia dei tuoi liquidi e poi non lavarmi fino a questa sera. -<br />
- Sei una stronza, lo fai apposta in modo che mamma se ne accorge. -<br />
- Si, così si eccita e poi chiava con papà lasciandoci godere lo spettacolo. -<br />
- Sei proprio una grande troia, più di me. Ahhh… Mi fai godere… stò venendo! -<br />
- Si, zoccola, godimi in faccia, inondami la bocca… Ahhh così… si godi… Ohh&#8230; ! -<br />
- Ecco ahhh… vengo… godooo… ! -<br />
Potei notare chiaramente gli spasmi che Maria ebbe.<br />
Era incredibile, quelle due troie se la stavano spassando nel migliore dei modi.<br />
Roberta scese di dosso a Maria e prese quel gran cazzone di gomma.<br />
Senza troppi preamboli fece mettere Maria alla pecorina, avevo il culo della mia ragazza proprio di fronte.<br />
Come le avevo sempre detto era magnifico, bello tondo e sodo.<br />
In un primo momento Roberta lo infilò nella fica fradicia di Maria, ma dopo averlo fatto andare avanti e indietro per qualche volta lo sfilò di colpo e lo appoggiò al buco del culo.<br />
- Fai piano, non farmi male. -<br />
- Certo sorellina cara, farò talmente piano che non te ne accorgerai nemmeno. -<br />
Invece glielo infilò dentro di prepotenza.<br />
- Ahh… che bello… siiii… sfondami il culo, ohhh… è troppo bello… ficcamelo più dentro! -<br />
Non era possibile, Maria che si faceva fare il culo… non aveva mai voluto… diceva che era troppo stretto e ora invece godeva con quell&#8217;arnese asinino ficcato nel buco del culo.<br />
- Godi troia… godi, che ti sfondo il culo…ahh… vorrei avere il cazzo per incularti. -<br />
- Che aspetti puttanella… ficcatelo anche tu. -<br />
Roberta allora si sistemò anch&#8217;essa alla pecorina e con una manovra degna di un acrobata si ficcò l&#8217;altra parte di quel cazzone nel culo.<br />
Iniziarono allora un movimento ritmico e preciso: si stavano chiavando a vicenda.<br />
- Ahhh… che bello, come godo! -<br />
- Siiii, sfondiamoci il culo ohhh… chiaviamoci… ahhhh! -<br />
Era uno spettacolo eccezionale.<br />
Dopo aver goduto come matte le due sorelle si staccarono, ma lo spettacolo non era finito: con un movimento felino Maria si mise pancia all&#8217;aria con un cuscino sotto il culo.<br />
Roberta tirò qualcosa fuori dal comodino: era un lubrificante.<br />
Ne mise una buona quantità sulla fica di Maria e poi se ne mise anche sulla mano destra.<br />
Posato il tubetto iniziò a massaggiare la fica di Maria facendo bene in modo che il lubrificante si stendesse sulla fica e sulla sua mano, poi, piano piano, iniziò ad entrare con la mano.<br />
- Ahhh… che bello… siiii… sfondami anche la fica! -<br />
- Si, te la sfondo, ti ficco dentro tutto il braccio. -<br />
E così dicendo si faceva sempre più strada tra le cosce della mia ragazza, fino a che la vulva, aprendosi, cedette a quella mano penetrante.<br />
- Ahhhhhh&#8230; come godo… mi hai riempito la fica… ohhhhhh… me la sento tutta piena&#8230; ahhhhh… -<br />
- Ti piace troia… ti piace farti riempire la fica! Ohhh… quanto sei puttana…sei la più zoccola di tutte… hai una fica capace di succhiarsene anche tre di mani. -<br />
E così dicendo la chiavava con un andirivieni della mano affondandola ad ogni colpo sempre di più.<br />
Ormai aveva abbondantemente superato il gomito.<br />
- Ahhhh&#8230; godo… siii&#8230; vengo… che bello… ahhh… siiii. -<br />
- Hai goduto, puttanona. Dagli spasmi ti trema tutta la vagina, brutta troia. -<br />
Roberta senza tanti complimenti tirò fuori la mano da Maria con un movimento tanto rapido che per qualche attimo la fica della sorella rimase oscenamente aperta.<br />
- Ti si vede quasi l&#8217;utero, sai sorellina! -<br />
- Mi hai ammazzata, cagna! -<br />
- Beh, ora tocca a me godere e tu sai come! -<br />
Come da un copione le due sorelle si alzarono senza parlare e per un attimo sparirono dalla mia visuale per tornare dopo qualche attimo con in mano una specie di telo che distesero sul letto.<br />
Era un telo di plastica che coprì completamente il letto.<br />
Questa volta toccò a Roberta stendersi sul letto mentre Maria si mise in piedi a cosce larghe sovrastando la sorella all&#8217;altezza della testa.<br />
Maria assunse un&#8217;espressione strana come se si stesse sforzando per fare i suoi bisogni.<br />
Infatti dopo qualche attimo sentii:<br />
- Dai piscia, pisciami in bocca ti prego! -<br />
- Ora la faccio, ti inondo di piscia, ti riempio la bocca. -<br />
Lo spettacolo era sublime, e quando Maria iniziò veramente e pisciare io iniziai a masturbarmi violentemente.<br />
Dalla sua fica usciva uno scroscio di piscia che finiva direttamente in bocca a Roberta.<br />
- Ahhhh… siiii… voglio affogare… siiii pisciami addosso… fammi assaggiare la tua piscia. -<br />
- Bevila, piccola, bevi tutta la mia piscia che ti fa bene. Ahhhh… così bevila…Ohhhh. -<br />
Uno schizzo di sperma mi partì dal cazzo e poi un altro e poi un altro ancora; avevo goduto come un matto.<br />
Avevo sborrato come non mi era mai successo.<br />
Le due sorelle dopo la pisciata di Maria si abbandonarono abbracciate l&#8217;una all&#8217;altra e a me non rimase che scendere dalla poltrona per ritornare di corsa sul divano.</p>
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		<title>Ragazza ingoia cazzo grosse</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 01:06:19 +0000</pubDate>
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		<title>Tettone inculata a fondo</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 00:53:28 +0000</pubDate>
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