Archive for the ‘racconti’ Category
Giovedì sera, una serata qualunque che minaccia di essere una di quelle noiose serate Invernali passate quì in casa Bazzoli in compagnia della mia ragazza Sara.
Non che non voglia bene alla mia ragazza, no, il problema non e’ questo, e’ che anche questa sera la passeremo su questo odiato divano e soprattutto impossibilitati a fare nulla o quasi dalla presenza di Chiara, la sorella della mia ragazza.
Non la sopporto questa smorfiosetta viziata e presuntuosa che ogni volta controlla ogni nostro movimento stando su quella poltrona.
Io mi chiedo, non avrà di meglio da fare?
E’ pure una bella fighetta pur essendo minuta, non avrà qualcuno che se la sbatte?
Mentre faccio questi pensieri, sento che Sara si rigira sotto la coperta in parte a me e mette la sua gamba sopra le mie.
Riconosco questo consumato movimento, ed infatti sento le sue dita che mi sbottonano i jeans e delicatamente me lo tirano fuori.
Il mio migliore amico è ovviamente felice delle attenzioni ed in un tempo nullo è pronto a dare battaglia, anche se limitato negli spazi. Read the rest of this entry »
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Ho cercato in molti libri quale potrebbe essere la reazione di un uomo che scopre la propria moglie andare a letto di nascosto con qualcuno, specialmente se quel qualcuno è suo figlio, ma sinceramente non ho trovato nulla.
Suppongo che molti uomini potrebbero prendere la decisione di separarsi, o commettere qualche azione avventata.
A me è capitato quasi per caso e, anzichè farne un dramma, ho cercato di trarne il massimo beneficio, girando la situazione a mio favore.
Avevo, all’epoca, una piccola azienda nel settore tessile e gli affari non andavano male. Un bel giorno, un bel venerdì di sole, decisi di fare una sorpresa a Stefania, mia moglie, ed anche a Bruno, mio figlio, che aveva dato l’ultimo esame di Economia e Commercio di quell’anno, portandoli a fare una gita fuori città. Era agosto, e di lì a qualche giorno saremmo partiti tutti per le ferie.
Mia moglie e mio figlio erano a casa.
Sbrigata la posta e un paio di appuntamenti della mattinata decisi di lasciare l’ufficio prima di pranzo, tanto sarei comunque stato reperibile tramite cellulare e poi in quel periodo, a ridosso delle ferie, il lavoro non era moltissimo.
Arrivai a casa prima di mezzogiorno, e parcheggiai in strada evitandomi la seccatura di mettere la macchina in garage, tantopiù che mi immaginavo saremmo riusciti in pochi minuti. Read the rest of this entry »
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Mercoledì sera erano tutti e tre, padre, madre e figlio a guardare un noioso programma alla televisione.
Come aveva concordato con la madre, alle 22 Piero si alzò
“be, io vado a letto, buonanotte”
e avvicinandosi alla mamma le dette un bacio insistito sulla guancia, molto vicino alla bocca, poi salì in camera sua.
“perché non andiamo anche noi caro?”
chiese Wilma al marito
“ho in mente una cosina… ”.
Osvaldo la guardò e le sorrise, pensando che fosse parecchio intraprendente per i suoi standard (quelli che lui credeva essere i suoi standard).
“certo cara, avviati che ti raggiungo tra poco”
lei si alzò, gli sorrise e se ne andò, accentuando l’ondeggiare del suo sedere
“accidenti, mi sa che stasera è su di giri… be, meglio così”.
Wilma entrò in camera, si spogliò completamente, poi indossò le sue calze col reggicalze che aveva comprato per l’occasione e si stese languidamente sul letto, con la luce piccola sul comodino accesa.
Quando Osvaldo entrò e la vide così, con le sue belle tette esposte, la peluria folta della sua fica in vista e le cosce leggermente
divaricate, ebbe un sussulto
“accidenti… ” riuscì solo a dire.
Lei gli sorrise e si passò la lingua sulle labbra.
“ti piace, stallone?”
“certo… certo” balbettò lui.
“e allora vieni qui, vediamo se il tuo cazzo riesce ancora a rizzarsi come ai bei tempi”.
Lui trasalì
“ma… che dici… ” Read the rest of this entry »
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I giorni successivi Piero era ossessionato dal pensiero di ciò che era successo in cucina e si sorprendeva spesso a pensare alle grosse tette di sua madre sulle quali gocciolava la sua sborra densa, a quei capezzoli, ricoperti della sua crema, al culo grosso e tondo di lei. Ma Wilma si comportava come se nulla fosse e rifuggiva i suoi sguardi tanto che lui era sicuro che non avrebbe mai più provato i paradisi del corpo di sua madre; ma quella domenica mattina scoprì che si sbagliava di grosso!
Suo padre era a Milano per lavoro e la mamma era in cucina che preparava il pranzo.
Piero in camera sua era intento a fare i compiti e era uno dei rari momenti in cui non fantasticava su sua madre.
D’un tratto la porta si aprì e entro la mamma.
“ehi… che c’è mamma?” domandò
“niente… mi chiedevo se hai fame, ti vanno i tortellini?” chiese e Piero notò un forte rossore sul suo volto
“si… vanno bene.” e si rimise a studiare, ma, pensò, forse era la volta buona, comunque non doveva fare il primo passo
“e… a che ora vuoi mangiare?” sua mamma stava cercando una scusa; la guardò e pensò che dovesse avere un lago sotto le mutande. Si alzò e si sedette sul letto, seguito dopo poco da sua mamma
“senti mamma… ” iniziò ” …posso farti una domanda?”
“certo!” rispose Wilma sorpresa
“Senti… mi sa che papà non ti soddisfa granchè sessualmente, visto quello che usi.” e Piero sorrise all’imbarazzo della madre
“be… no… be… effettivamente… abbiamo sempre fatto cose… come dire… ordinarie.”
Piero capì che era arrivata l’ora e il suo cazzo cominciò a drizzarsi .
“eh, non mi dire che… che non gli hai mai fatto un pompino!” Read the rest of this entry »
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Piero uscì insieme ad un amico dall’aula della classe V-C dell’istituto tecnico commerciale che frequentava
“mi raccomando Piero, non ti fare troppe seghe oggi”
“stai tranquillo… mi trattengo” rispose Piero ridendo e si avviò verso casa.
Piero era un bel ragazzo che aveva appena compiuto i 18 anni: alto, robusto, faccia regolare, capelli biondi e lisci ed era sempre arrapato; ora tornava a casa con una rivista pornografica, di quelle che si scambiavano spesso con gli amici.
Arrivò a casa, scese dal motorino e si precipitò dentro la villetta alla periferia della città.
“Fai presto Piero, tra poco torna papà e mangiamo”
la voce della madre lo fermò mentre saliva al piano superiore in camera sua; si voltò
“certo mamma, tranquilla” rispose.
La mamma era una bella donna di nemmeno 40 anni; non alta, ma bella formosa, con un corpo ancora giovane e dei lunghi capelli castani; Piero non potè fare a meno di notare i suoi bei seni turgidi, opulenti che premevano sulla camicetta fucsia “saranno la quarta” pensò e subito ricacciò indietro il pensiero, attribuendolo all’arrapamaneto che aveva sentito tutta la mattina.
Entrò di corsa in camera, si mise una tuta e una maglietta a manica corta e tirò fuori il giornaletto porno “uh… bella fica” pensò guardando la ragazza in copertina che si succhiava un dito e poi cominciò a sfogliarlo, ma subito sentì la mamma che lo chiamava
“Piero, scendi che mangiamo”
“eccomi mamma” rispose e scese ripromettendosi di spararsi una bella sega nel pomeriggio.
Quando entrò nella cucina trovò già i genitori a tavola
“avanti pigrone” gli disse sorridendo il papà, Osvaldo; era un bell’uomo di 42 anni, molto alto e muscoloso, con i capelli corti e un paio di baffi biondi che lo facevano sembrare autorevole.
Aveva solo un po’ di pancetta forse anche a causa del lavoro di libero professionista che lo portava a condurre una vita abbastanza sedentaria.
“Allora, tutto bene a scuola? Le ragazze?” chiese il padre sorridendo “mi sa che nostro figlio fa strage di cuori Wilma” aggiunse rivolgendosi alla moglie
“si, è proprio un gran bel ragazzo… come suo padre” disse la madre
“ma state zitti… ” troncò Piero allegramente. Read the rest of this entry »
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Mi chiamo Elena e sono una signora di quasi quarant’anni, separata con un figlio, Marco di 19.
Mi considero una donna colta ed emancipata e, soprattutto nelle questioni di sesso, non mi sono mai fatta scrupoli.
Sono cresciuta nella convinzione che nei rapporti con le altre persone, il sesso sia fondamentale per cui, essendo una bella donna, ho avuto parecchie storie sia con uomini sia con donne.
A Marco ho cercato di dare un’educazione molto permissiva cercando di fare di lui una persona libera da inibizioni e pregiudizi.
Un pomeriggio, un paio di anni fa in estate, stavo riposando in camera mia, ero sul letto leggiucchiando una rivista un po’ infastidita dal caldo, poco dopo Marco venne a sdraiarsi vicino a me, per un po’ stette in silenzio poi all’improvviso mi chiese:
“”Ti arrabbi se ti chiedo una cosa?”"
“”Sentiamo?”"
“”Mi fai vedere le tette?”"
“”Non credi sarebbe meglio chiederlo a qualche tua amica?”"
Poggiai la rivista e guardai Marco divertita.
“”Sì, forse… però non le hanno come le tue. E allora…”"
Scoppiai a ridere. Read the rest of this entry »
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Feci appena a tempo a buttarmi sul divano che Maria e Roberta passarono dirette furtivamente nel bagno.
Io avevo ancora il cuore in gola non so se più per lo spettacolo hard o se per il fatto di aver scoperto la mia ragazza e sua sorella che lesbicavano e si lasciavano andare a pratiche molto particolari.
Ero piacevolmente sconvolto e nonostante l’enorme sborrata mi sentivo ancora notevolmente arrapato.
Ma a proposito della sborrata, avevo dimenticato di pulire.
Feci per alzarmi per provvedere ma Maria uscì dal bagno proprio in quel momento:
- Hai dormito bene? -
- Si cara, anzi ho sognato proprio di te. -
Ero fregato, non sarei riuscito a trovare nessuna scusa plausibile per poter entrare nella camera dei miei suoceri.
Non sapevo proprio che fare.
All’improvviso mi venne un’idea: sarei rimasto a cena, cosa del resto abituale.
Dopo mangiato mio suocero si sarebbe stravaccato in poltrona vicino alla moglie, Maria si sarebbe data da fare a lavare i piatti e mia cognata sarebbe uscita immediatamente come al solito.
Per fortuna tutto andò come previsto: i miei suoceri non si avvicinarono nemmeno alla camera da letto.
Come al solito il padre della mia ragazza si mise in poltrona e quasi subito si addormentò sulla spalla della moglie.
Maria andò in cucina ed io cercando di non farmi scoprire entrai nella camera da letto incriminata.
Mi avvicinai subito alla poltrona, ma purtroppo dovetti constatare che il danno era irrimediabile: la sborra ormai s’era seccata e sul raso verde la macchia spiccava notevolmente.
Fu quasi istintivo tirare di tasca il fazzoletto per cercare di ripulire, ma invano.
Comunque probabilmente nessuno si sarebbe sognato di chiedermi spiegazioni anche perché ormai non si capiva certo che si trattava di sperma, e poi cosa centravo io con la camera dei miei suoceri? Sarebbe rimasto solo il mistero: il mistero della macchia.
Ma mentre riflettevo il rumore della porta che si chiudeva mi fece sobbalzare.
- Cosa ci fai nella mia camera da letto? -
Mia suocera era entrata all’improvviso, scoprendomi in un atteggiamento alquanto strano.
- Veramente oggi inavvertitamente ho fatto versare del Martini sulla poltrona e ora cercavo di vedere se era rimasta la macchia. -
Era la scusa peggiore della mia vita e il volto interrogativo e dubbioso di mia suocera ne era la prova.
- Ma che ci facevi nella mia camera bevendo Martini? Cos’è questa stronzata che dici? - Read the rest of this entry »
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Come al solito ero andato a pranzo a casa della mia ragazza.
Era ormai quasi un anno che c’eravamo fidanzati ufficialmente e, in tutta onestà, devo dire che i suoi genitori mi avevano accolto nel migliore dei modi.
La sorella più piccola poi, aveva subito dimostrato una enorme simpatia.
I miei suoceri avevano un attività commerciale nei pressi di casa, e ciò permetteva loro di pranzare a casa e anche di farsi il riposino pomeridiano prima di ritornare a negozio.
Io non ho mai disdegnato la buona cucina e mia suocera era una cuoca provetta, ed anche se il tempo a sua disposizione era molto poco, riusciva a preparare dei piatti da leccarsi i baffi.
Quel giorno faceva un caldo insopportabile e dopo aver pranzato andammo tutti a riposare.
Io, in modo particolare, avevo mangiato a dismisura e a stento mi reggevo in piedi, quindi crollai quasi di botto sul divano a me riservato per il riposino.
Dormii per quasi due ore, ma avrei continuato ancora se non fosse stato per la voce di mia suocera:
- Io vado. Mi raccomando non fate le solite porche. -
Cosa voleva dire con quel “…non fate le solite porche”? A chi si riferiva?
Stavo per alzarmi quando dopo il rumore della porta d’ingresso che si chiudeva sentii di mia cognata che diceva:
- Finalmente ci ha lasciate sole. Che rompipalle! -
- Abbassa la voce, altrimenti Mario ci sente e addio divertimento. -
Queste ultime parole dette dalla mia ragazza m’indussero a fare finta di continuare a dormire, mentre da sotto il cuscino che avevo abitudine di tenere in faccia, riuscivo a vedere cosa accadeva.
La situazione sembrava essere normalissima: Maria, la mia ragazza, e Roberta, mia cognata, erano intente a prendere qualcosa dalla libreria.
Ma la cosa strana era che Maria, in piedi su di una sedia, passava dei libri alla sorella che regolarmente appoggiava a terra.
Il tutto, si vedeva, era fatto cercando di fare il minor rumore possibile evidentemente per non svegliarmi.
Continuai allora a far finta di dormire, anche perché avevo la sensazione che il loro cercare di non fare rumore non era dettato dall’amore nei miei confronti ma da altro.
Mentre incuriosito cercavo di capire cosa stessero facendo, accadde qualcosa che mi stupì non poco: Roberta con un movimento fulmineo infilò una mano sotto la minigonna di Maria toccandole il culo.
- Non fare la cretina, si potrebbe svegliare Mario. - Read the rest of this entry »
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Prima di cominciare a viaggiare in lungo e in largo per la grande rete pensavo che le avessi solo io certe inclinazioni.
Ma mi sbagliavo di grosso, sul web ho trovato di tutto, persino siti dedicati a tendenze sessuali di cui, nella mia ingenuità, ignoravo persino l’esistenza.
Per quanto poi riguarda l’incesto, l’offerta era a dir poco straripante.
Purtroppo era quasi tutta roba in inglese (con buona pace dello stereotipo anglosassone che accusa noi italiani di essere troppo attaccati alla famiglia), ed io a scuola ho studiato solo quel maledetto francese che mi serve solo per qualche frase galante.
Comunque, non mi scoraggiai e con il mio stentato inglese da autodidatta mi avventurai alla scoperta di questo mondo.
Sicché, dopo incredibili gaffe fatte qua e là, approdai a un newsgroup in inglese, ovviamente, dedicato solo ed esclusivamente all’incesto.
Mi scervellai letteralmente per cercare di capire l’inglese di quei post.
C’era gente che confessava la propria passione per qualche membro della sua famiglia e chiedeva consiglio.
Altri invece raccontavano le loro esperienze incestuose e invitavano tutti a seguire il loro esempio.
Quello che più destò il mio interesse, fu il fatto che ogni tanto leggevo messaggi di persone che chiedevano di assistere agli incesti.
Ed è con orgoglio patriottico, che vi dico che uno di questi messaggi era in italiano, ed è sempre con orgoglio patriottico, che vi dico che ebbe anche una risposta in italiano.
Ebbi così l’ennesima conferma che avevo tanti sconosciuti compagni d’avventura.
Vista la situazione, presi il mio fidato dizionario d’inglese e cominciai a scrivere un bel messaggio in cui chiedevo se c’era qualcuno disposto a farmi assistere a questi benedetti incesti.
Ci misi una settimana per scrivere qualcosa che mi sembrasse appena decente.
I giorni passavano e accanto al mio messaggio non compariva il tanto atteso segno “+”.
Dovetti fare diversi repost, e, finalmente, proprio quando ormai non ci speravo più, arrivò una risposta.
Con mio grande disappunto mi si poneva però una condizione: dovevo inviare una mia foto.
Ora di solito i requisiti che vengono richiesti in casi del genere sono un bel corpo palestrato e una grande “dotazione”. E purtroppo io ero privo sia dell’uno sia dell’altro requisito, per cui pensai che la cosa fosse finita prima di cominciare.
Ma volli provare lo stesso e così, visto che in fondo era stata richiesta una foto senza però aggiungere nient’altro in proposito, chiesi se nella foto avrei dovuto essere nudo.
La risposta mi confortò abbastanza perché l’importante era che nella foto si vedesse bene il mio volto.
Tutto fiducioso inviai un primo piano del mio bel faccino e aspettai il responso, che dopo due giorni arrivò.
Avevo passato l’esame, nella mail mi si diceva che dalla foto risultava chiaro che fossi un bravo ragazzo di cui potersi fidare.
Finalmente la mia faccia da bravo ragazzo mi serviva a qualcosa nella vita.
Ora indovinate un po’ dove mi dovetti recare per realizzare la mia fantasia? In Francia e più precisamente a Nantes.
La madre e il figlio incestuosi erano francesi, finalmente anche la lingua francese mi tornava molto utile.
Ovviamente approfittai delle vacanze estive per fare questo viaggio di piacere.
Per quest’anno niente Sicilia e niente caccia alle turiste tedesche con gli amici del paese, la Douce France mi aspettava con le sue promesse di piaceri proibiti.
Per chi non lo sapesse Nantes si trova nel nord-ovest della Francia, nella regione della Loira, ed impiegai quasi due giorni di treno per arrivare a destinazione.
Ero elettrizzato, non riuscivo a credere che finalmente avrei incontrato delle persone che praticavano l’incesto.
Appena sceso dal treno, sentii chiamare il mio nome, così mi voltai e vidi la madre incestuosa.
Avete presente il personaggio della madre dei racconti d’incesto, e cioè la classica quarantenne ben tenuta e ancora arrapante? Be’, scordateville, questa era una cinquantenne in pessimo stato di conservazione e grassa.
Io sinceramente mi ero già pentito, e avrei voluto tornarmene a casa, ma quella agitando la mia foto mi stava venendo incontro a passo di carica.
Dopo i brevi convenevoli di circostanza, montammo in macchina, una sgangherata Renault 4 rossa, e andammo a casa sua.
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E’ già passata più di una settimana dagli ultimi eventi.
Zia Pina, o perchè non ne ha avuto l’occasione, come dice lei, o perchè non ha mai trovato il coraggio di parlare con sua sorella, non è ancora riuscita ad esaudire i nostri desideri. Ci dispiace di non aver potuto realizzare in tempi brevi le nostre voglie, ma tutto sommato nessuno può affermare che abbiamo sprecato il nostro tempo. Io e mio cugino, infatti, ci siamo dati da fare e non poco sia con mia sorella, sia con la zia.
Il nostro punto di ritrovo quotidiano era diventato ormai la vecchia guardiola del custode e per stare più comodi l’avevamo attrezzata, pur con qualche difficoltà per non dare nell’occhio, con un paio di vecchi materassi. Anche quel pomeriggio noi ragazzi c’eravamo riuniti per sollazzarci un po’, ma dopo poco io non riuscivo più a divertirmi.
La zia non c’era ed io invece avevo voglia di lei, dei suoi glutei carnosi, della sua fica pelosa e delle sue tette sode, anche se un pochino cadenti forse per il peso eccessivo. Avevo voglia di una vera donna, adulta, esperta e non di una ragazzina, anche se bella come mia sorella.
Ultimamente mi eccitavo solo se pensavo alle natiche formose di mia zia e facevo un sacco di voli pindarici fantasticando su come doveva essere bello se fossi riuscito a metterglielo nel culo. Ancora non sapevo che era un atto al quale molte donne si sottomettevano volentieri. Read the rest of this entry »
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Il sole è alto nel cielo e comincia a scottare sulla pelle.
Siamo arrivati alla residenza estiva su due auto rombanti e sbuffanti vapore dal radiatore per lo sforzo patito nell’affrontare alcune salite. Siamo sudati e accaldati per il caldo atroce. L’unico divertimento di quel viaggio allucinante è stato quello di osservare le facce stupite dei paesani che si voltavano per guardarci al nostro passaggio.
A parte le macchine della nostra famiglia, avevano ben poche occasioni di poterne osservare delle altre, a quei tempi erano pochi coloro che se ne potevano permettere una e lontano dalle città erano addirittura una cosa rara.
Appena arrivati, io, Sergio e Lory ce ne andiamo a passeggiare pigramente nel giardino prospiciente l’ingresso anche per sciogliere le gambe anchilosate dal lungo viaggio. Le zie invece si stanno già affannando a dare ordini alla servitù e come il solito alla fine verranno a raccontarci che sono sfinite, come se la fatica del lavoro l’avessero materialmente fatta loro e non il personale.
Osservo mia madre mentre nervosamente corre per casa e al solo pensiero che zia Pina riesca ad ottenere quello che mi ha promesso la sera prima, avverto subito un guizzo d’eccitazione all’inguine. Le fatiche della notte appena trascorsa sono solo un ricordo, la nostra giovane età ha fatto sì che l’unico strascico rimasto sia un colossale appetito che la frettolosa colazione del mattino non è riuscita a placare.
Ci chiamano, finalmente si va a tavola, Sergio ed io ci abbuffiamo come due affamati che non hanno visto cibo da giorni. Subito dopo il pranzo, spinto dal desiderio irrefrenabile che non mi ha mai abbandonato, riesco a bloccare per un attimo zia Pina nell’angolo di un corridoio. La stringo per la vita facendole sentire il pene duro sul ventre, la bacio infilandole una spanna di lingua in bocca e le ricordo l’impegno preso. Read the rest of this entry »
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Languidamente abbandonata sul letto, il suo corpo mollemente riverso sul mio, la zia mi accarezzava i capelli e mi guidava, prodiga di consigli, fra le sue cosce spalancate.
La mia emozione era fortissima, ancora stentavo a credere a quello che mi era capitato, la fortuna insperata di avere a mia completa disposizione il corpo tanto desiderato e sensuale di zia Pina, lei che m’istruiva e guidava per imparare a ricevere e dare piacere. Sentivo ogni suo muscolo vibrare mentre, diligentemente, usavo la lingua sulla figa come di volta in volta mi suggeriva lei.
Alternava i consigli ai gemiti di piacere ed ero stupito ed orgoglioso di essere proprio io a procurarle quelle meravigliose sensazioni. A mia volta ponevo la migliore attenzione ora per seguire morbosamente l’agitarsi ed il fremere del suo corpo, ora per gustarmi il profumo ed il sapore del suo sesso.
Era la prima volta che sentivo sotto le mie labbra i teneri, umidi tessuti di una fica, era la prima volta che assaggiavo l’umore secreto dalle sue mucose, che odoravo il profumo piacevole emanato dal sesso eccitato di una donna.
Ero come ubriacato da tutte queste nuove sensazioni che immagazzinavo confusamente nel cervello al punto che, a volte, non udivo nemmeno più la voce di zia e mi trovavo perduto e sprofondato col viso nella sua fessura. Mi succedeva poi che all’improvviso mi risvegliavo alla consapevolezza di quello che stavo facendo e cercando di dimostrarmi buon allievo diligente, riprendevo con maggior lena a leccare, succhiare e martellare con la lingua impazzita di desiderio.
Anche la zia sembrava impazzita. Tra un sospiro e l’altro per il piacere che stava provando, mi aizzava sguaiatamente a continuare, ad insistere senza fermarmi nella mia azione.
“Lì, più forte… risucchiami il clitoride nella bocca, mordicchialo… Read the rest of this entry »
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Mollemente disteso su una comoda poltrona in cuoio antico, completamente rilassato, fumo un sigaro delizioso lasciando che i miei pensieri veleggino verso antichi ricordi.
Dal terrazzo della mia villa contemplo il vasto giardino che si estende fino al cancello d’ingresso, una cinquantina di metri più in là. Osservo le aiuole e le piante d’alto fusto che circondano il cortile, i vialetti che s’intersecano fra l’erba verde dei prati all’inglese ed ecco che la mia mente comincia ad andarsene per conto suo. Socchiudo gli occhi e mi ritornano alla memoria i bei tempi della mia giovinezza, mi rivedo bambino, ragazzo, giovanotto, perché è qui, in questi luoghi, che ho trascorso i verdi anni della mia vita prima di trasferirmi all’estero per lavoro.
Dopo molti, troppi anni, sono tornato ed ora la mia sola intenzione è di godermi per un po’ la tranquillità dimenticata di questa casa che già appartenne al mio nonno materno.
Con gli occhi chiusi mi sembra quasi di riudire i suoni, le voci, i richiami alla servitù di quei tempi lontani. Rivivo alcune situazioni che per qualche motivo mi sono rimaste più impresse di altre, il viso della cuoca, un’enorme cicciona che di nascosto da mia madre soddisfaceva ogni mio più piccolo capriccio culinario, la convivenza con mio cugino Sergio e sua madre.
Che bella donna era sua madre, zia Pina! Fu lei che per prima mi portò in paradiso facendomi provare i piaceri del sesso e che piaceri!
Nel ricordare quei momenti mi si gonfiano istintivamente i polmoni, ma quando con un sospiro lascio uscire l’aria, provo quell’infelice sensazione che si manifesta nel ricordare cose piacevoli, ben sapendo, che non potranno più ripresentarsi…
E’ estate. Le scuole sono da poco finite e noi ragazzi non vediamo l’ora di partire per le vacanze.
Mio cugino Sergio è forse il meno allegro perché il suo anno scolastico non è andato del tutto bene, credo dovrà riparare a settembre un paio di materie, ma io e la mia sorellina gemella, al contrario, sprizziamo gioia da ogni poro.
Con mia madre Elena, mia sorella Lorena, che tutti chiamavano affettuosamente Lory, occupavamo un’ala della villa mentre zia Pina, sorella di mia madre, con mio cugino occupavano l’altra ala. I nostri rispettivi padri invece li vedevamo pochissimo, vivendo essi la maggior parte dell’anno all’estero ove gestivano diverse aziende di famiglia. Read the rest of this entry »
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Francesca aveva cominciato a parlare delle vicende di sua sorella poco prima di andare a letto e così il racconto era proseguito per forza di cose anche al momento di spogliarsi e andare a dormire.
In fin dei conti si trattava di confidenze normali fra sorelle, le prime esperienze con un maschio e lo scambio di impressioni sul sesso, solo che Paolo aveva sempre avuto un’attrazione speciale per la cognatina e adesso si eccitava come un mandrillo nel sapere che per la prima volta aveva preso in bocca il cazzo di un uomo.
“Il fatto è che mentre Laura e il suo ragazzo pomiciavano lui le ha abbassato la testa sul cazzo e l’ha costretta a provare i piaceri del pompino. Lei da prima non voleva ma poi per accontentarlo iniziò a sbocchinarlo, in primo tempo timidamente ma poi con gusto e mentre stava iniziando a goderselo lui non è riuscito più a trattenersi e le ha esploso il suo orgasmo inaspettatamente dentro la bocca. Sai com’è… le prime volte capita che l’emozione gioca brutti scherzi. Quindi l’inesperienza del ragazzo a fatto si che Laura si é trovata di colpo il suo sperma in bocca e non sapeva che fare…. lasciandola schifata e incazzata. Così hanno litigato e per il momento non si frequentano più.” spiegava tutta divertita Francesca.
Al solo immaginare la scena di quelle labbra aperte sul cazzo Paolo ebbe un sussulto.
“Insomma, era ora che cominciasse anche lei, non credi?” disse lui, cercando di prendere la cosa con filosofia.
“Beh, si… ma la prima volta deve essere speciale, altrimenti rimane il trauma per lungo tempo…” aveva osservato Francesca.
“Io ho cercato di spiegarle qualcosa ma, secondo me, ci vorrebbe un uomo maturo per le prime esperienze, che sappia guidarla ai piaceri dell’amore. E anche un buon dottore per le prime visite e i primi contraccettivi, e per questo, se ti va, potresti aiutarla tu, visto che sei medico.” aveva cominciato col dire. Read the rest of this entry »
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Ora dalla fessura della porta guardavo Francesco, mentre stava spiando sua madre Giulia, in seguito seppi da Giulia, che lei impiegò per asciugarsi un periodo di tempo più lungo del normale, in quanto Giulia volutamente indugiò per asciugarsi diligentemente la parte davanti del corpo, così facendo Giulia la offrì in visione a suo figlio Francesco.
Considerando dove io ero e dove era messo Francesco, ora potevo vedere mio figlio, potevo vederlo di spalle, mentre stava spiando sua madre.
Successivamente seppi da Giulia, che lei si era seduta su uno sgabello mettendolo di fronte alla porta, lei mi riferì che dopo avere aperto le gambe iniziò a pettinarsi i peli del pube, Giulia continuò dicendomi, che quest’operazione durò diversi minuti, durante questo tempo la sua conchiglia, avendo le gambe leggermente allargate era come se fosse appena dischiusa.
Giulia sapeva che ora la sua natura era stata messa in bella vista agli occhi di Francesco. Mia moglie, mi comunicò che fece questo per aumentare la libidine di Francesco e per quanto potei costatare io Giulia ci riuscì interamente, perché Francesco, lo vidi molto eccitato. Francesco, quando si girò per andare in tinello notai che sui pantaloni c’era una bella bozza, che denotava il suo stato di eccitazione e di desiderio, che dovevano piacevolmente tormentare il giovane.
Giulia, sempre successivamente mi comunicò, che lei sapeva, che era certa che Francesco fosse dietro alla porta a spiarla. Giulia per questo motivo assunse quell’atteggiamento così perversamente provocatorio. Giulia mi comunicò che ormai si stava eccitando anche lei. Mia moglie mi dichiarò che non vedeva l’ora, in cui Francesco avrebbe fatto il suo primo approccio con lei. Giulia continuò dicendomi che il suo stato d’animo era trepidante, impaziente, si sentiva,infatti, come una quindicenne alla sua prima esperienza, era curiosa di sapere quale sarebbe stato l’approccio di Francesco con lei.
Giulia inseguiva piacevolmente l’idea di come Francesco avrebbe sedotto lei sua madre, lei avrebbe dato l’illusione a Francesco che fosse lui a sedurla. Read the rest of this entry »
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Giulia, dopo avermi fatto ammettere quella promessa da parte mia, lei venne abbondantemente, squassata da dolci tremiti, mentre ci stavamo baciando con passione.
Trascorse qualche minuto in cui Giulia assaporò la sua dolce estasi.
Poi Giulia pur rimanendo sempre eccitata rivolse le sue attenzioni al mio sesso. Giulia in preda ad un indicibile stato d’eccitazione ed ardore, con un trasporto che mai avevo creduto che potesse avere e che in tanti anni di matrimonio, che lei mai mi aveva dimostrato, iniziò a muovere la mano impugnando il mio sesso, iniziò a masturbarmi come mai avrei mai potuto immaginare che potesse fare.
Giulia, mentre mi stava masturbando dolcemente, iniziò a muovere il suo viso sul mio petto ed iniziò a scendere lentamente leccandomi con la lingua il petto, il bacino fino a raggiungere il mio ventre, s’introdusse il mio sesso in bocca, ed avvertii la sua saettante linguetta titillarmi il glande.
Mentre Giulia, stava eseguendo questa prestazione, che mai avrei potuto immaginare, a Giulia le chiesi: ti piace? Sì fu la sua risposta.
Poi continuai rivolgendomi a Giulia: ti senti eccitata, all’idea che ti aiuterò nella tua impresa?
Tanto fu la risposta affermativa di mia moglie.
In quel momento, vedendo mia moglie così perversamente e lascivamente viziosa, mi venne naturale chiederle: durante le tue giornate quando con la mente insegui qualche pensiero a cosa o a chi stai pensando? A lui… a Francesco fu la frettolosa risposta di Giulia.
In quel momento mi pareva che con la mia lei stessimo psicologicamente giocando per piacevolmente eccitarci, mi venne naturale chiederle: se tu… se tu, fossi con lui cosa gli faresti?
Giulia mi rispose: tutto quello che ora sto facendo con te, poi Giulia iniziò a leccarmi le palle mai in vita sua l’aveva mai fatto. Poi Giulia rivolse a me: vedi gli farei tutto questo e forse anche molto di più… forse, forse gli offrirei anche quello che a te… che a te… non ho ancora mai dato.
Poi Giulia con la voce resa roca dalla voglia e dal desiderio continuò: Luigi sei tutto eccitato… e tu… tu cosa faresti?
In quel momento le sapienti leccate che Giulia elargiva alle mie palle mi stavano facendo provare nuove sensazioni che mai avevo provato fino ad ora.
Giulia, staccò la bocca dai coglioni, e prima d’iniziarmi a picchettare con la punta della lingua il glande mi chiese nuovamente: tu allora cosa faresti? Read the rest of this entry »
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Ritengo doveroso che io mi presenti mi chiamo Luigi, ho quarantasette anni e sono impiegato in una ditta di import export, sono alto ed allampanato, capelli castani ed occhi scuri.
Mia moglie si chiama Giulia ha quarantatre anni portati molto bene, oserei dire strepitosamente. Giulia non è una donna molto alta misura, un metro e sessantacinque questa è la sua altezza, pur essendo esile mia moglie è molto ben fatta, nonostante l’età sembra una silfide, all’estate al mare quando è in bikini, polarizza gli occhi di molti uomini.
Giulia mia moglie è una signora piacente ed è una signora piacente, questo a detta anche di altri uomini.
Giulia è molto ben fatta, sì molto ben proporzionata ha un viso dolcissimo con dei capelli color neri corvini e cosa che la mette in risalto sono gli occhi azzurri, ha un sorriso molto dolce ed una bocca regolare ben fatta con delle labbra non molto grosse, ha un paio di gambe da favola, dritte come fusi e ben tornite, che terminano con un culetto piccolo ma pieno e sodo.
Poi c’è nostro figlio Francesco, figlio unico, che attualmente ha sedici anni, come tutti gli adolescenti della sua età è smilzo ed è alto quasi un metro e settanta, Francesco ha gli occhi scuri e quando è libero dagli impegni scolastici pratica dello sport.
Fin da quando mio figlio era piccolo, era abitudine mia e di mia moglie di girare in casa come ci si trovava, quindi anche nudi, questo per non creare problemi psicologici quali eventuali tabù in nostro figlio.
E’ da qualche tempo che mia moglie mi riferisce, che quando io sono fuori al lavoro e lei è in camera per cambiarsi, oppure quando va a fare la doccia, ma specialmente dopo che ha fatto la doccia e si sta asciugando. Mia moglie ha la netta sensazione che nostro figlio la spii.
E’ poi consuetudine di mia moglie e la mia, la domenica pomeriggio, di trascorrerla a letto, spesso facciamo all’amore. Sappiamo, infatti, che nostro figlio esce di casa per andare al cinema, la domenica pomeriggio è il momento migliore Giulia riesce così ad esternare a voce più alta il suo piacere, sapendo che Francesco non è in casa. Read the rest of this entry »
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Io e mio cugino Carlo siamo praticamente cresciuti insiemi e ci consideriamo due fratelli più che due cugini. Figli di due sorelle che abitano vicino e avendo pochi mesi di differenza di età siamo venuti su assieme e ci siamo sempre divisi tutto, sogni, speranza, amicizie, donne.
Come due buoni fratelli ci siamo sempre detti tutto e come tutti gli adolescenti siamo sempre stati attirati dalle fattezze femminili delle rispettive zie, anche se ogni zia era la madre dell’altro.
I nostri sogni erotici ci spingevano, con gli anni, sempre più in avanti, così quando restavamo da soli in casa non esitavamo a frugare nella biancheria intima delle rispettive madri e masturbarci immaginando di possederle magari assieme.
Ora sembra giusto descrivervi le donne in questione:
Emma, la mamma di Carlo, 47 anni alta 1,70 cm. mora con folti capelli neri lungi robusta, sarà stata una 50 come taglia, con due seni da quinta misura che almeno all’apparenza sembravano che stessero su da soli o almeno lottavano bene, un culo da favola tondo e prosperoso che spesso veniva messo in risalto da gonne attillate, gambe sode e desiderabili condite da un viso da maiala.
Gianna, mia madre, 49 anni alta 1,70- 1,72, anch’essa mora ma con capelli mossi quasi ricci, un po’ più robusta , una buona 52 di taglia, con seni esagerati che data la mole non potevano essere liberi da impalcature, con forme tonde di una bella 50-enne (dava l’impressione della Sandrelli) con un volto anch’essa come la sorella (è brutto dirlo per la propria madre ma è così) da maiala.
Io (gigi è il mio nome) e mio cugino Carlo invece siamo due 18-enni alti sul metro e ottanta magri e con una caratteristica che ci accomuna, perennemente arrapati (forse è l’età).
I nostri sogni si limitavano a lunghe seghe e a discorsi di come potevamo realizzare il nostro sogno segreto, scoparci le rispettive zie. Per aiutarci ci raccontavamo dei punti deboli e i discorsi che sentivamo quando erano insieme, dai quali capivamo che non erano molto soddisfatte della loro vita sessuale.
Con l’arrivo della estate si presentò la nostra grande occasione, avremmo passato un paio di settimane in una località balneare dividendo lo stesso appartamento e senza gli zii- papa in quanto per esigenze di lavoro ci avrebbero raggiunto solo nella terza ed ultima settimana di vacanze. Read the rest of this entry »
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Era giunto finalmente il Natale e la cosa che mi deprimeva di più era il fatto che non l’avrei passato con i miei genitori. Mio padre era in Cina a finire dei contratti importanti e mia madre è ormai assente da diversi anni.
La cosa piacevole è che la famiglia della mia ragazza mi aveva accolto con grande entusiasmo e quindi ero riuscito a farmi passare quasi come un loro figlio. Enzo, il padre della mia fidanzata, era contento di pasteggiare con un uomo in tavola, poiché era un po’ stufo di condividere i pasti sempre e solo in compagnia di donne. Aveva due splendide figlie e una moglie che, per quanto fosse un po’ schizoide, era una donna ben fatta e sicura di aver fatto il proprio dovere avendo messo al mondo due belle e graziose ragazze. La mia ragazza, Guenda, era minuta ma aveva la fortuna di possedere un bel corpo. Il suo punto forte, a detta anche dei miei amici, era il suo fondoschiena, sodo e particolarmente bello. Il viso era angelico e i suoi capelli castani chiari mossi, erano una cornice perfetta per i suoi occhi verdi e il suo nasino alla francese, senza contare il suo sorriso affascinante.
Sonia, la sorella minore, aveva due anni in meno e, nonostante avesse solo 18 anni, sembrava più matura delle sue coetanee. Avevo instaurato un bel rapporto confidenziale anche con Sonia, sebbene avrei dovuto limitarmi un po’, vista l’eccessiva gelosia da parte di Guenda. In effetti la sorellina aveva un bel paio di tette e, anche se le chiappe erano leggermente più grosse, il fisico sembrava apparire più sensuale di quello di Guenda.
La madre Lidia era biondissima ed aveva i capelli lunghi sino alla schiena con una faccia perennemente malinconica ma enfatizzata dai suoi occhi chiari e dal suo sorriso molto bello che era riuscito a passare alla figlia. Enzo, il papà, era la classica figura paterna che infonde sicurezza, con quei capelli un po’ brizzolati e con due baffi sempre curati al millimetro. Amava le sue figlie e non vedeva l’ora di andare in pensione per aprire un’attività insieme a loro, aspettando che finissero gli studi.
La cena di Natale iniziò con largo anticipo e alle 20 avevamo già mangiato l’antipasto.
< Allora Marco, come ti è sembrato l’aperitivo alcolico che ho preparato? >
< Non male signora ma, qual è il segreto di tanta bontà? > Read the rest of this entry »
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